Le nostre credenze

Il Santo Testamento

Ogni messaggero di Dio attesta di essere stato designato dal Santo Testamento del messaggero che lo ha preceduto. Il profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) scrisse dunque le sue ultime volontà e il suo testamento prima di morire?

Rotolo dorato coperto di scrittura, svolto tra due cilindri, sotto un cielo di nuvole luminose.
Illustrazione Immagine pubblicata dalla Religione Ahmadi della Pace e della Luce sul suo sito ufficiale.

Il Santo Testamento del profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia)

«O Padre di Al-Hassan, portami una penna e della carta», e il Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) dettò il suo Testamento fino a giungere a quel passo in cui dice:

«O Padre di Al-Hassan, portami una penna e della carta», e il Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) dettò il suo Testamento fino a giungere a quel passo in cui dice: «O Ali, dopo di me ci saranno dodici Imam, e dopo di loro ci saranno dodici Mahdi. Così tu, o Ali, sei il primo dei dodici Imam. Allah l'Altissimo ti ha nominato nei Suoi cieli Ali Al-Murtada (il Gradito), Amirul Mo’mineen (il Principe dei Credenti), Al-Siddiq Al-Akbar (il Più Grande Veritiero), Al-Farouq Al-A’tham (il Più Grande Giudice e Discriminatore tra la verità e la menzogna), Al-Ma’moun (il Degno di fiducia) e il Mahdi (il Guidato). Questi nomi non possono essere attribuiti a nessun altro che a te. O Ali, tu sei il mio vicegerente/custode sulla mia stessa famiglia, sui loro vivi e sui loro morti, e sulle mie mogli: quella che avrai custodito mi ritroverà domani, e quella che avrai ripudiato, ne sono innocente, non la vedrò ed essa non mi vedrà nel Giorno della Resurrezione. E tu sei il mio successore (Khalifa) sulla mia nazione dopo di me. Se la morte verrà a te, consegnalo a mio figlio Al-Hassan, il giusto e il benevolo. Poi, se la morte verrà a lui, lo consegni a mio figlio Al-Hussein, il martire, il puro e l'assassinato. Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, il signore degli adoratori, Dhul Thafanat (colui che ha la pelle callosa alle ginocchia) Ali. Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Mohammed Al-Baqir (il Rivelatore della Conoscenza). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Ja’far Al-Sadiq (il Veritiero). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Musa Al-Kathim (il Paziente). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Ali Al-Ridha (il Gradevole). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Mohammed Al-Thiqa Al-Taqqi (il Degno di fiducia, il Timorato di Dio). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Ali Al-Nasih (il Consigliere). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Al-Hassan Al-Fadhil (il Meritevole). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, Mohammed il Protetto della Famiglia di Muhammad (la pace sia su di loro). Questi sono i dodici Imam. Poi ci saranno dodici Mahdi dopo di lui; se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, il primo dei Mahdi; egli ha tre nomi, uno come il mio e quello di mio Padre, ed è Abdullah (Servo di Dio), Ahmed (il Lodato), e il terzo nome è Al-Mahdi (il Guidato), ed è il primo dei credenti.»

— Al-Ghayba, Mohammed ibn Al-Hassan «Al-Toosi», 3ª ed., p. 150, hadith 111
— Bihar Al-Anwar, Mohammed Baqir Al-Majlisi, 3ª ed., vol. 36, pp. 260-261, hadith 81, e vol. 53, pp. 147-148, hadith 6

La calamità del giovedì

Un giovedì, solo tre giorni prima che il profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) si spegnesse, chiese una penna e della carta per scrivere il suo ultimo testamento e designare formalmente il suo successore per la comunità musulmana (Umma). Eppure, secondo importanti fonti sunnite come Sahih Al-Bukhari e Sahih Muslim, un gruppo di compagni, guidato da Umar, si oppose alla richiesta del Profeta: lo accusarono di delirare e misero in dubbio l'opportunità di mettere per iscritto il suo testamento. Questo tragico episodio mette in luce un considerevole disaccordo tra i compagni sulle ultime volontà del Profeta, ed è in quel momento che la disunione ebbe inizio in seno all'islam.

Sahih Muslim, hadith 1637b (apre la fonte in una nuova scheda)

Ibn Abbas disse:

«Giovedì, e che giorno fu quel giovedì! Poi le lacrime cominciarono a scorrere finché le vidi sulle sue guance come fili di perle. Egli (il narratore) disse che il Messaggero di Allah (ﷺ) disse: Portatemi una tavoletta e un calamaio, perché io vi scriva un documento dopo il quale non vi smarrirete mai. Dissero: Il Messaggero di Allah (ﷺ) è in stato di incoscienza.»

(In arabo: يهجر, che significa «delirante», e non «incosciente».)

Sahih Bukhari, hadith 7366 (apre la fonte in una nuova scheda)

Ibn Abbas riferì: Quando si avvicinò il momento della morte del Profeta (la pace sia con lui e con la sua famiglia), mentre in casa c'erano degli uomini, tra cui Umar Ibn Al-Khattab, il Profeta (la pace sia con lui e con la sua famiglia) disse: «Venite, che vi scriva uno scritto dopo il quale non vi smarrirete mai.» Umar disse: «Il Profeta (la pace sia con lui e con la sua famiglia) è gravemente malato, e voi avete il Corano; il Libro di Allah ci basta dunque.» Le persone presenti in casa divergettero e litigarono. Alcuni di loro dissero: «Venite, perché il Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) vi scriva uno scritto dopo il quale non vi smarrirete», mentre altri dissero ciò che aveva detto Umar. Quando fecero molto rumore e divergettero fortemente davanti al Profeta, egli disse loro: «Andatevene e lasciatemi.» Ibn Abbas era solito dire: Fu un grande disastro (una grande calamità) che il loro disaccordo e il loro rumore impedissero al Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) di scrivere loro quello scritto.

Sahih Muslim, hadith 1637c (apre la fonte in una nuova scheda)

Ibn ‘Abbas riferì: Quando l'Apostolo di Allah era sul letto di morte e in casa c'erano delle persone, tra cui Umar Ibn Al-Khattab, il Profeta disse: «Venite, che vi scriva una dichiarazione dopo la quale non vi smarrirete.» Umar disse: «Il Profeta è gravemente malato e voi avete il Corano; dunque il Libro di Allah ci basta.» Le persone presenti in casa divergettero e si accapigliarono. Alcuni dissero: «Avvicinatevi perché il Profeta vi scriva una dichiarazione dopo la quale non vi smarrirete», mentre gli altri dissero come aveva detto Umar. Quando provocarono un clamore davanti al Profeta, l'Apostolo di Allah disse: «Andatevene!» ‘Ubaidullah disse: Ibn ‘Abbas era solito dire: «Fu assai sciagurato che l'Apostolo di Allah sia stato impedito di scrivere loro quella dichiarazione a causa del loro disaccordo e del loro rumore.»

— Sahih Al-Bukhari, Al-Bukhari, Libro dei malati, hadith n. 5669

Tutte queste narrazioni provano che il Profeta voleva scrivere il suo Testamento. Voleva scrivere una dichiarazione per l'Umma, a cui attenersi saldamente affinché NON SI SMARRISSE MAI DOPO LA SUA PARTENZA. Eppure, alcuni dei Compagni cercarono di impedire al Profeta di scrivere il suo Testamento quel giorno, con il pretesto che egli (la pace sia con lui e con la sua famiglia) soffriva e delirava! Il Corano non dice forse che «il vostro compagno (cioè Muhammad)» non si è smarrito e non ha errato, che non parla di sua iniziativa né secondo la propria opinione, ma che tutto ciò che dice è una rivelazione?

Dunque, quando Umar disse: «Il libro di Allah ci basta», era davvero una cosa giusta da fare? Il Profeta chiede loro di portargli di che scrivere una dichiarazione, e Umar risponde: «Il Profeta delira.» Quando il Profeta ordina qualcosa, è un ordine e un obbligo, per questi sedicenti «Compagni», sottomettersi e seguire l'ordine all'istante.

Anzi, vediamo che cosa ci dice il Corano a questo proposito. Il Profeta parla davvero di sua iniziativa? Questo atto di Umar era davvero giusto? Ha seguito ciò che il Corano ha ordinato ai credenti di fare?

1- An-Najm, versetti 1-4:

{Per la stella quando tramonta,

il vostro compagno [cioè Muhammad] non si è smarrito e non ha errato,

e non parla per [propria] inclinazione.

Non è altro che una rivelazione rivelata.}

2- Al-Hashr, versetto 7:

{Ciò che il Messaggero vi dà, prendetelo. E ciò che vi proibisce, lasciatelo. E temete Allah. Allah è certamente severo nel castigo.}

3- An-Nisa, versetto 59:

{O voi che avete creduto, obbedite ad Allah e obbedite al Messaggero e a coloro tra voi che detengono l'autorità.}

4- Aal-Imran, versetto 31:

{Di’, (o Profeta): «Se amate ‘sinceramente’ Allah, allora seguitemi; Allah vi amerà e vi perdonerà i vostri peccati. Perché Allah è Perdonatore, Misericordiosissimo.»}

5- Al-Anfal, versetto 20:

{O voi che avete creduto, obbedite ad Allah e al Suo Messaggero, e non distoglietevi da lui mentre ascoltate [il suo ordine]} (20)

5- Al-Anfal, versetto 24:

{O voi che avete creduto, rispondete ad Allah e al Messaggero quando vi chiama a ciò che vi dà la vita…} (24)

Tutti questi versetti mostrano che i Compagni hanno fatto torto a se stessi quando non hanno obbedito al Profeta. Fu certamente ingiusto da parte di Umar opporsi al Profeta e cercare di impedirgli di scrivere quel giorno. Questo versetto enuncia chiaramente quanto avesse certamente errato:

As-Selsela As-Sahiha, hadith 2866 (apre la fonte in una nuova scheda)

Il Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) disse: «Non c'è nulla che vi avvicini al paradiso senza che io vi abbia ordinato di farlo, e nulla che vi avvicini al fuoco dell'inferno senza che io ve l'abbia proibito.»

La domanda è dunque la seguente: il Profeta non ha forse descritto la dichiarazione che voleva scrivere come una «protezione contro lo smarrimento», quando ha detto: «che vi scriva una dichiarazione dopo la quale non vi smarrirete mai»? Questa dichiarazione, che è una protezione contro lo smarrimento, non avvicina forse la gente al paradiso?

Il Profeta ordinava dunque ciò che li avrebbe avvicinati al paradiso, mentre Umar chiamava la gente a ciò che li avrebbe avvicinati al fuoco dell'inferno.

Il Testamento è divinamente protetto

Qual è la prova che l'«Ahmed» menzionato nel Testamento è il Mahdi?

Gli insegnamenti degli Ahlulbayt (Da loro viene la pace) precisano già che la nomina divina non può essere rivendicata se non dal suo legittimo detentore. Eppure, gli studiosi sunniti che non operano hanno occultato la verità sulla successione divina e sulla nomina divina, e sulla Supremazia di Allah.

Da un punto di vista logico, poiché Dio l'Onnipotente designa dei califfi sulla terra («In verità, Io stabilirò sulla terra un'autorità successiva.» Al-Baqara, versetto 30), questo processo di successione divina deve poggiare su una nomina divina e su un Testamento. È dunque logico che Dio l'Onnipotente protegga il Testamento divino; altrimenti la gente non potrebbe distinguere i veri califfi di Dio dai falsi pretendenti.

Per questo il Profeta (la pace sia con lui e con la sua famiglia) ha descritto il suo Testamento come «una protezione contro lo smarrimento» in entrambi i libri Sahih.

Sahih Muslim, hadith 1637 (apre la fonte in una nuova scheda)

Sa’id b. Jubair riferì da Ibn Abbas che disse: «Giovedì, e che cosa fu quel giovedì? Poi le lacrime cominciarono a scorrere finché le vidi sulle sue guance come fili di perle. Egli (il narratore) disse che il Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) disse: Portatemi una scapola e un calamaio (o una tavoletta e un calamaio), perché io vi scriva un documento (seguendo il quale) non vi smarrirete mai. Dissero: Il Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) è nello stato di incoscienza.

Sahih Bukhari, hadith 4431 (apre la fonte in una nuova scheda)

Riferito da Ibn Abbas: Giovedì! E che grande giovedì fu quello! Il male del Messaggero di Allah (la pace sia con lui e con la sua famiglia) peggiorò (quel giovedì) ed egli disse: portatemi di che scrivervi qualcosa dopo la quale non vi smarrirete mai.» Le persone (presenti) divergettero in proposito, e non era conveniente divergere davanti a un profeta. Alcuni dissero: «Che cos'ha? (Pensate che) deliri (che sia gravemente malato)? Chiedetegli (per capire il suo stato).» Andarono dunque dal Profeta (la pace sia con lui e con la sua famiglia) e lo interrogarono di nuovo. Il Profeta (la pace sia con lui e con la sua famiglia) disse: «Lasciatemi, perché il mio stato presente vale più di ciò a cui mi chiamate.» Poi ordinò loro tre cose. Disse: «Cacciate i pagani dalla penisola arabica; rispettate le delegazioni straniere e fate loro dei doni, come mi avete visto fare con esse.» (Saeed Ibn Jubair, il sotto-narratore, disse che Ibn Abbas tacque quanto al terzo ordine, oppure disse: «L'ho dimenticato.»)

Il Testamento del profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) è dunque protetto dalle rivendicazioni di falsi pretendenti; altrimenti non sarebbe una «protezione contro lo smarrimento». Il Profeta l'ha descritto così; di conseguenza, solo il compagno veritiero lo rivendicherà.

Se cerchiamo ciò che i califfi di Allah hanno rivendicato per provare di essere i veri califfi, troveremo che tutti hanno rivendicato di essere divinamente designati. Vediamo i seguenti esempi:

1- Gesù (la pace sia con lui) ha rivendicato di essere colui che Mosè (la pace sia con lui) aveva annunciato:

39 Voi scrutate le Scritture con diligenza perché pensate di avere in esse la vita eterna. Sono proprio queste Scritture che rendono testimonianza di me,

46 Se credeste a Mosè, credereste a me, perché egli ha scritto di me. 47 Ma poiché non credete a ciò che egli ha scritto, come crederete a ciò che dico io?»

— Giovanni 5, versetti 39, 46-47

Gesù (la pace sia con lui) ha anche rivendicato di essere colui che Isaia (la pace sia con lui) aveva annunciato:

6 Si recò a Nazaret, dove era stato allevato, e nel giorno di sabato entrò nella sinagoga, secondo la sua abitudine. Si alzò per leggere… 17 e gli fu consegnato il rotolo del profeta Isaia. Srotolatolo, trovò il passo dove è scritto: 18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per annunciare un lieto messaggio ai poveri. Mi ha mandato a proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 per proclamare l'anno di grazia del Signore.» 20 Poi arrotolò il rotolo, lo restituì all'inserviente e si sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Cominciò col dire loro: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura ai vostri orecchi.»

— Luca 4, versetti 6, 17-21

2- Anche il profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) ha rivendicato di essere colui di cui Gesù (la pace sia con lui) aveva annunciato la venuta:

E [ricorda] quando Gesù, figlio di Maria, disse: «O Figli d'Israele, io sono in verità il messaggero di Allah presso di voi, a conferma di ciò che mi ha preceduto della Torah e per annunciare la buona novella di un messaggero che verrà dopo di me, il cui nome è Ahmed.» Ma quando venne a loro con prove chiare, dissero: «Questa è una magia manifesta.»

— As-Saff, versetto 6

Se chiunque può semplicemente venire e rivendicare il Testamento divino, che cosa ci assicura allora che il profeta Muhammad o Gesù venissero realmente da Dio? L'unica garanzia che siano veritieri è che il Testamento divino è protetto e NON PUÒ ESSERE RIVENDICATO CHE DAL SUO COMPAGNO.

Abbiamo dunque dimostrato che il Testamento deve essere protetto, e che solo il suo legittimo pretendente lo rivendicherà. Così, quando l'Imam Ahmed Al-Hassan ha rivendicato di essere l'«Ahmed» menzionato nel Testamento del profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia), EGLI È NECESSARIAMENTE IL VERITIERO PRETENDENTE, poiché il Testamento è una protezione contro lo smarrimento.

Versetti supplementari su cui meditare

E se egli [cioè Muhammad] Ci avesse attribuito qualche parola [menzognera], lo avremmo afferrato per la mano destra; poi gli avremmo reciso l'aorta. E nessuno di voi avrebbe potuto impedircelo.

— Al-Haqqa, versetti 44-47

Tutti gli studiosi sunniti hanno interpretato questo versetto dicendo che se il profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) avesse inventato menzogne su Dio, allora Dio lo avrebbe punito e avrebbe reciso il filo della sua vita. Vediamo il Tafsir Ibn Katheer e il Tafsir Al-Baghawi come due esempi:

L'Onnipotente dice: {E se Ci avesse attribuito qualche parola}, cioè: Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia), se fosse stato, come pretendono, intento a forgiare menzogne su di Noi, aggiungendo al messaggio o togliendo, o dicendo qualcosa di sua iniziativa e attribuendocela — e non è così —, Ci saremmo affrettati a punirlo. Per questo ha detto {lo avremmo afferrato per la mano destra}. È stato detto: significa che Ci saremmo vendicati di lui con la mano destra, perché è più severa nell'uccidere; ed è stato detto: lo avremmo afferrato per la sua mano destra. {Poi gli avremmo reciso l'aorta} Ibn Abbas disse: è il vaso sanguigno collegato al cuore, il vaso a cui il cuore è sospeso. La stessa cosa fu detta da Ikrimah, Saeed Ibn Jubair, Al-Hakam, Qatadah, Ad-Dahhak, Muslim Al-Bateen e Abu Sakhr Hameed Ibn Ziyad.

— Tafsir Ibn Katheer, pagina 218

«E se avesse forgiato menzogne, o forgiato {su di Noi}, Muhammad, {qualche parola}, e avesse portato qualcosa di sua iniziativa. {Lo avremmo afferrato per la mano destra}, è stato detto, in senso figurato: lo avremmo afferrato e Ci saremmo vendicati di lui con la mano destra, cioè con la verità.

— Tafsir Al-Baghawi, pagina 214

Anche se accettiamo la loro interpretazione, essa prova che Muhammad non poteva rivendicare nulla di sua iniziativa e che era il legittimo pretendente dopo Gesù. Altrimenti, Dio avrebbe reciso il filo della sua vita.

Quando l'Imam Ahmed Al-Hassan (Da lui viene la pace) è venuto da noi, ci ha portato il testamento manifesto.

Fu riferito da Abd Al A’ala che disse: Dissi ad Abi Abdillah (la pace sia con lui):

«Colui che rivendica questa causa, qual è la sua prova?» Disse: «Lo si interroga sul lecito e sull'illecito.» Disse: poi venne Ali e disse: «Tre prove non si riuniscono in un uomo se non quando egli è il compagno di questa causa: che sia il più degno [di ereditare] da colui che lo ha preceduto, che detenga l'arma, e che sia il detentore del testamento manifesto.»

— Al-Kafi, Al-Kulaini, vol. 1, p. 284

Manifesto significa che è una cosa evidente tra la gente, che è nota e ammessa, e non qualcosa che qualcuno ha appena inventato.

E l'Imam Ahmed Al-Hassan (Da lui viene la pace) ha dichiarato di essere «Ahmed» nel testamento del profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia), e di essere il vicegerente dell'Imam Mahdi (la pace sia con lui e con la sua famiglia).

Così è detto nel Sacro Corano:

«E se Ci avesse attribuito qualche parola [menzognera], lo avremmo afferrato per la mano destra; poi gli avremmo reciso l'aorta.»

— Sacro Corano, Al-Haqqah, versetti 44-46

E l'Imam Al-Sadiq (Da lui viene la pace) disse:

«È una causa che non può essere rivendicata se non dal suo compagno; altrimenti, Allah annienterebbe la vita di colui che la rivendica falsamente.»

— Al-Kafi, Al-Kuleini, volume 1, pagina 372

E sappiamo che il Mahdi è colui che viene con il Testamento.

E da lui, da Moalla Ibn Mohammed, da Mohammed Ibn Jamhour, da Musa, da Al Hannan, da Al Hars Ibn Al Mugheira, che disse:

«Dissi ad Abu Abdullah (la pace sia con lui): “A che cosa si riconosce il Padrone di questo comando?” Disse: “Dalla tranquillità, dalla dignità, dalla conoscenza e dal Testamento.”»

— Basaair Al Darajaat, P 10, Ch 13, H 2

Fu riferito da Abd Al A’ala che disse: Dissi ad Abi Abdillah (la pace sia con lui):

«Colui che rivendica questa causa, qual è la sua prova?» Disse: «Lo si interroga sul lecito e sull'illecito.» Disse: poi venne Ali e disse: «Tre prove non si riuniscono in un uomo se non quando egli è il compagno di questa causa: che sia il più degno [di ereditare] da colui che lo ha preceduto, che detenga l'arma, e che sia il detentore del testamento manifesto.»

— Al-Kafi, Al-Kulaini, vol. 1, p. 284

Al-Mufadhal Ibn Umar disse:

Ho sentito Abu Abdullah Al-Sadiq (la pace sia con lui) dire: «Il compagno di questa causa ha due assenze. Dopo una di esse, torna dalla sua famiglia, e dell'altra si dice: “È perito, quale valle ha preso?”» Dissi: «Se ciò accade, che cosa faremo?» Disse: «Se un pretendente la rivendica (pretendendo di essere Al-Qaim), dovete interrogarlo sulle grandi questioni, alle quali nessuno risponderà se non lui (Al-Qaim).»

— Al-Kafi, vol. 1, p. 340
— Ithbat Al-Hudat, vol. 3, p. 445

— Biharul Anwar, vol. 52, p. 157

— Mo’jam Ahadeeth Al-Imam Al-Mahdi, vol. 3, p. 364

Così, il Testamento divino è protetto da Dio, ed Egli, l'Onnipotente, reciderà il filo della vita di chiunque lo rivendicasse falsamente.

Di conseguenza, Ahmed Al-Hassan e Abdullah Aba Al-Sadiq hanno entrambi rivendicato il Testamento e sono dunque i legittimi compagni del Testamento. Sono i successori a cui dobbiamo attenerci saldamente in questo giorno e in questa epoca… La pace e la misericordia vengono da loro.

Fonte

The Holy Will - The Ahmadi Religion of Peace and Light — theahmadireligion.org/blog/the-holy-will/ (nuova scheda)

Pubblicato il 3 aprile 2024, aggiornato il 30 agosto 2026; testo rilevato il 16 ottobre 2026.

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