Il concetto di infallibilità dei Profeti e dei Messaggeri varia tra le tre principali fedi abramitiche: giudaismo, cristianesimo e islam.
Nel giudaismo, i Profeti non sono considerati infallibili. Pur essendo venerati come Messaggeri di Dio, sono visti come esseri umani soggetti all’errore e al peccato. Tuttavia, si ritiene che i loro messaggi siano divinamente ispirati. La Bibbia ebraica (Tanakh) dipinge molti Profeti, come Mosè, Elia e Isaia, con le loro debolezze e lotte umane.
Nel cristianesimo, la credenza nell’infallibilità dei Profeti è la stessa del giudaismo, con l’eccezione di Gesù. I cristiani credono che Gesù, essendo il Figlio di Dio, sia intrinsecamente infallibile e che per lui sia impossibile peccare, poiché non è nato da un uomo. Tuttavia, i cattolici credono che anche Maria, la madre di Gesù, sia immacolata e senza peccato.
https://www.ncregister.com/blog/the-blessed-virgin-mary-is-absolute-pure-and-sinless
E alcuni dicono perfino che Giovanni Battista sia nato senza peccato originale.
https://www.youtube.com/watch?v=p0ZOL5xHnBU&ab_channel=CatholicAnswers
E sebbene i cristiani ritengano che i Profeti e i santi siano stati ispirati da Dio, essi restavano comunque esseri umani fallibili.
Nell’islam, i Profeti e i Messaggeri sono generalmente considerati infallibili per quanto riguarda la trasmissione dei messaggi e della guida divini. Tuttavia, la maggioranza degli studiosi (in particolare i sunniti) ritiene che i Profeti e i Messaggeri siano esenti dal commettere peccati gravi e abbiano commesso alcuni errori. E ritengono che il profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) abbia davvero commesso errori e che Allah lo abbia corretto per le sue colpe.
Gli sciiti, invece, credono che tutti i Profeti e i Messaggeri di Allah, senza eccezione, siano senza peccato e infallibili, anche prima di diventare Profeti e Messaggeri. Per esempio, sebbene il profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) sia stato inviato come Messaggero all’età di quarant’anni, gli sciiti sostengono che anche nei primi quarant’anni della sua vita fosse senza peccato e infallibile.
Nel complesso, pur esistendo variazioni nella credenza nell’infallibilità dei Profeti tra le fedi abramitiche, il consenso generale nell’islam è che i Profeti e i Messaggeri siano infallibili quando si tratta di trasmettere la rivelazione divina, mentre nel giudaismo e nel cristianesimo i Profeti sono visti come esseri umani fallibili scelti da Dio per recare il Suo messaggio.
Sappiamo che i Profeti e i Messaggeri (la pace sia con loro) furono inviati da Dio all’umanità. Essi sono considerati infallibili. Tuttavia, storicamente, attraverso le Scritture e gli scritti, vediamo che questi grandi uomini commisero certi errori. Come possiamo conciliare ciò con il fatto che, sapendo che erano Messaggeri di Dio, li consideriamo infallibili? L’Imam Ahmed Al-Hassan e Aba Al-Sadiq (Da loro viene la pace) hanno spiegato che cosa questo significhi.
Tutti i Profeti sono infallibili? O solo i migliori tra loro? O, quando parliamo di infallibilità, ci si riferisce soltanto al profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) e agli Imam (Da loro viene la pace)? E che cosa significa in realtà infallibilità?
«La corretta comprensione dell’infallibilità è quella con cui è venuto Ahmed Al-Hassan (alayhi salam). E l’ha spiegata molto chiaramente, ossia che esistono due tipi di infallibilità. C’è l’infallibilità acquisita e c’è l’infallibilità intrinseca.
Infallibilità acquisita significa che l’individuo nasce imperfetto. È capace di commettere errori come ogni altro essere umano. È ignorante. E attraverso la sua sincerità, le sue buone azioni, la sua ricerca attiva di Dio raggiunge uno stadio di illuminazione e di vicinanza a Dio tale da diventare incapace di commettere errori. E spiegheremo di che tipo di errori si tratta.
E poi c’è la persona intrinsecamente infallibile. E la persona intrinsecamente infallibile è colei che, dal momento in cui nasce fino al momento in cui muore, non ha mai commesso alcun errore. Ed è incapace di commettere alcun errore.
Anche in questo caso, spiegheremo a che tipo di errori ci si riferisce.
Ahmed Al-Hassan (alayhi salam) disse che, dei 124.000 Profeti e Messaggeri venuti sulla terra, nessuno fu intrinsecamente infallibile, con l’eccezione di cinque individui. E cioè l’ultimo Profeta, il più perfetto di tutti, Muhammad (sall Allahu alayhi wa ali), il suo vicegerente Imam Ali ibn Abi Talib (alayhi salam), la figlia del profeta Muhammad e moglie dell’Imam Ali, Fatimah Al-Zahra (alayha salam), e i due figli di Fatimah Al-Zahra e di Ali ibn Abu Talib (alayhum salam), Al-Hassan e Al-Hussein.
Questa famiglia, la Gente del Mantello, sono gli unici cinque individui mai inviati sulla terra a incarnarsi in forma umana, e dal momento in cui nacquero fino al momento in cui morirono la storia non ha trovato in loro un solo errore. Chiaro? Tutti gli altri Profeti e Messaggeri nacquero normali, come qualunque altro essere umano, e attraverso la loro sincerità, la loro dedizione Dio li sceglie e fa loro, concede loro un certo livello di infallibilità. Quindi tutti i Profeti e i Messaggeri avrebbero un’infallibilità acquisita, e così i Vicegerenti. E la famiglia di Muhammad (sall Allahu alayhi wa ali), gli Ahlul-Kisaa, erano intrinsecamente infallibili.
Ma che cosa significa, allora, essere infallibili? Significa ad esempio che una persona non può – che sia acquisita o intrinseca – Questa infallibilità significa che una persona non può commettere un errore?
Be’, dipende da quale errore stiamo parlando. Ahmed Al-Hassan (alayhi salam) ha chiarito che il significato dell’essere infallibili è che si è protetti, salvaguardati dal portare le persone fuori dalla verità e dentro la falsità, dal portare le persone fuori strada.
Una persona infallibile è incapace di portare le persone fuori strada, qualunque cosa faccia. Se segui la persona infallibile non sarai mai fuorviato. Se segui la persona infallibile non potrai mai smarrirti. Ma la persona infallibile può comunque commettere errori. Può comunque commettere errori nella sua vita personale, nelle scelte personali che fa per sé stessa, che non influiscono sulla natura della religione né sull’esito della religione. E può anche commettere errori riguardo al proprio cammino con Dio.
Un malinteso comune, dunque, è che i Profeti e i Messaggeri, da Adamo fino a Muhammad e oltre, gli Imam e i Mahdi, non siano in qualche modo sottoposti a una prova. Ma la realtà è che sono sottoposti a una prova. Qualunque essere umano che si trovi sul pianeta, che si sia incarnato attraverso la nascita e che a un certo punto muoia, è entrato nella stessa prova in cui entrano tutti gli altri. E una persona può superare quella prova, oppure fallirla. Ma tutti sono messi alla prova. E la dimostrazione di questo fatto è che Adamo, pur essendo stato scelto da Dio e designato da Dio, pur essendo già stato inviato avanti come Messaggero, pur essendo stato stabilito come obbligo divino che tutti gli angeli si prostrassero davanti a lui e gli obbedissero, pur conoscendo i nomi di tutte le cose, e pur chiamando alla supremazia di Dio, Adamo disobbedì a Dio. Adamo non fu esentato dalla retribuzione di Dio. Adamo fu cacciato dal paradiso e Dio fece una dichiarazione pubblica: Adamo e Iblis sono ora stati disobbedienti. Fuori dal paradiso devono andare.
Qualcuno potrebbe dire: «D’accordo. Ma allora come faccio a sapere che il Messaggero non mi trarrà in inganno, se nello stesso tempo è capace di commettere errori o di disobbedire a Dio?». Sono capaci di commettere errori. Sono capaci di disobbedire a Dio. Se non fossero capaci di disobbedire a Dio, sarebbero costretti alla fede, costretti a credere, e quindi non meriterebbero il rango che hanno. Sarebbe ingiusto che Dio li scegliesse come Profeti e Messaggeri se non avessero quella libera scelta e quella capacità di commettere gli stessi errori che commettiamo io e te, giusto? Il punto, però, è che Dio – se il Profeta e Messaggero commette quell’errore – deve indicarlo pubblicamente, oppure deve sostituire o togliere la posizione, l’ufficio, a quel Profeta o Messaggero, e rendere chiaro al resto della gente che il tale si è smarrito: «Non seguite quell’individuo», oppure scambiare o sostituire il Profeta e Messaggero.
E parleremo in seguito dei Profeti e Messaggeri che fallirono, e di che cosa significhi per un Profeta o Messaggero fallire o essere sostituito.
Ma torniamo ora al punto dell’infallibilità. Un altro Profeta che era infallibile e che pure disobbedì a Dio e ne ricevette la punizione fu Giona. Giona disobbedì a Dio. Giona, nella Torah e anche nel Corano, cerca di fuggire da Dio, abbandona la sua missione. E per questo Dio lo punisce facendolo inghiottire da una balena. E Giona quasi non ce la fa più... finché Giona si pente e viene rimandato al suo popolo.
Ecco dunque un altro esempio di Profeta che aveva acquisito l’infallibilità. La sua natura alla nascita non era infallibile. E quella natura emerse più tardi perché disobbedì a Dio. Ebbe un dubbio. Fuggì. Ma poiché il suo atto di fuga non condusse altre persone fuori strada. Fu solo un atto che riguardava lui, condusse fuori strada soltanto se stesso. Fece torto a se stesso. Non perse il suo rango di infallibilità perché per la gente era ancora infallibile.
Quindi un Profeta e Messaggero può commettere un errore se esso riguarda lui. Ma non può trarre in inganno gli altri. Una persona che trae in inganno gli altri non può essere infallibile.
In realtà, nelle storie di tutti i Profeti e i Messaggeri si trova che ciascuno di loro ha commesso un determinato errore, o peccato.
Nella storia di Noè... Dio dice a Noè di salire sull’arca e di, sapete, prepararsi alla partenza. E Noè mette in discussione Dio. Lo ferma. Dice: «Dio, ma che ne è di mio figlio?». E Dio rimprovera Noè. Gli dice: «Non chiedere ciò di cui non hai conoscenza, per non essere tra gli ignoranti». Dio dunque è contrariato. Paragona Noè agli ignoranti. Sta dicendo: «Non essere così. Ciò che fai è ignoranza. Non mettermi in discussione. Io sono Dio». Quindi la fede di Noè, in quel momento, era un po’ debole. Considerava che Dio gli avesse promesso che la sua famiglia sarebbe stata salvata. E ora Dio manca alla sua promessa. Perciò doveva richiamarlo all’attenzione di Dio. Questa è una mancanza. Un errore da parte di Noè. La sua fede non è al livello a cui dovrebbe essere. Ma non è un errore che abbia fatto smarrire gli altri che erano con lui, i credenti con lui sull’arca. Nessuno abbandonò la religione, nessuno fu fuorviato perché Adamo mangiò dall’albero. Nessuno fu fuorviato perché Giona volle fuggire. Nessuno fu fuorviato quando Noè mise in discussione Dio.
Nel Corano Mosè ammette di aver commesso un errore uccidendo l’egiziano. Per questo chiede il perdono di Dio. Vi sono altri Profeti e Messaggeri che hanno fatto lo stesso, o ammesso lo stesso.
Che cosa significa dunque che un Profeta o un Messaggero abbia dei dubbi?
È persino possibile? Ebbene, c’è un versetto molto interessante nel Sacro Corano. E dice:
«Finché i Messaggeri perdono la speranza e pensano di essere stati smentiti»
Finché i Messaggeri perdono la speranza e pensano di essere stati smentiti, o ingannati... Fu chiesto ad Abu Ja'far (alayhi salam) il significato di questo versetto. Ed egli disse, nel hadith degli Ahlul-Bayt (alayhum salam), che i Messaggeri a cui questo versetto si riferisce ebbero il dubbio che gli shaytan avessero assunto l’immagine di angeli e li avessero ingannati.
Non è incredibile? Questo versetto, e questa interpretazione dell’Imam (alayhi salam), ci mostra che i Profeti e i Messaggeri avevano una lotta nascosta che non è stata messa in evidenza.
Che i Profeti e i Messaggeri erano in realtà sottoposti a una prova più difficile di quella della gente. La gente doveva credere nel Profeta o nel Messaggero, e doveva credere che quel Profeta e Messaggero fosse stato davvero inviato da Dio.
Ma a porte chiuse quel Profeta o Messaggero doveva innanzitutto avere fede di essere egli stesso inviato da Dio.
Quindi anch’essi erano messi alla prova nella loro fede, prima di mettere alla prova la gente nella sua. Non è incredibile? Se si ripensa a questo, essi ricevevano un’ispirazione, oppure un angelo veniva da loro in una caverna, in un campo, in un sogno e ordinava loro di fare qualcosa. E l’angelo si identificava come, sapete, inviato da Dio. E il Messaggero doveva accettarlo. Accettare la prova che l’angelo presentava di essere stato inviato da Dio. E a volte cadevano nel dubbio come cadono gli esseri umani normali, a volte avevano delle lotte. A volte le promesse degli angeli o di Dio venivano ritardate per loro, proprio come venivano ritardate per la gente. E il loro cuore si faceva stretto, il loro petto si faceva stretto. E così si chiedevano: «Questa ispirazione viene dal diavolo o viene da Dio?».
Un altro versetto del Corano si rivolge a Muhammad e dice apertamente: «E se hai un dubbio su ciò che ti è stato fatto scendere, allora chiedi a coloro che hanno letto il Libro prima di te».
E le interpretazioni degli studiosi riguardo a questo versetto sono che il versetto scese sul profeta Muhammad (sall Allahu alayhi wa ali) ordinandogli che, se avesse avuto il dubbio che il suo nome fosse menzionato nella Torah prima di lui, profetizzato da Mosè come colui che sarebbe venuto... se avesse avuto un dubbio su quella rivelazione, poteva chiedere a uno dei suoi compagni, che era un ebreo convertito all’islam e che conosceva la Torah.
A ciò la risposta del Profeta nelle narrazioni è che, dopo la discesa di questo versetto, disse: «No, non dubiterò. E non chiederò». Doveva quindi esserci qualcosa. Una domanda, un sentimento che covava nel petto del Profeta (sall Allahu alayhi wa ali) affinché questo versetto scendesse. Altrimenti, perché sarebbe sceso? Sarebbe stato inutile scendere se il Profeta non provava qualcosa. E se il versetto fosse sceso senza motivo, sarebbe un non senso. Ma il profeta Muhammad (sall Allahu alayhi wa ali), la differenza tra lui e gli altri è che ciò si fermava. Cominciava e finiva in un sentimento. Mentre magari uno degli altri Profeti o Messaggeri agiva in base a quel sentimento, come Giona. E fuggiva. Questa è la differenza tra Yunus e Muhammad, tra infallibilità acquisita e infallibilità intrinseca».
Esiste tuttavia un’enorme differenza tra l’infallibilità del profeta Muhammad e di Gesù rispetto ai Profeti e Messaggeri venuti prima di loro.
Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace) disse:
«... gli errori che accadono con Adamo e gli altri sono errori che essi compiono. Sono scelte, azioni che commettono. Quanto a Gesù, il suo errore è solo una parola pronunciata. Chiaro? Per Muhammad (sall Allahu alayhi wa ali) non è un’azione compiuta né una parola pronunciata, ma piuttosto qualcosa che è dentro il suo stesso petto».
E Aba Al-Sadiq menziona ne Lo Scopo del Saggio, Porta 27:
Il profeta Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) disse: «Sono il più vicino tra gli uomini a Gesù, figlio di Maria, in questa vita e nell’aldilà».
Mizan Al-Hikmah (La bilancia della saggezza), Mohammed Al-Reyshahri, vol. 4, p. 3202
Tra tutti i Profeti e Messaggeri da Adamo fino a Muhammad (la pace sia con loro), i migliori tra i Profeti e Messaggeri furono Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) e Gesù, figlio di Maria (la pace sia con lui). L’Imam Ahmed Al-Hassan (Da lui viene la pace) mi disse: «Maria, la madre di Gesù (la pace sia con lui), si è incarnata di nuovo come Aminah, la madre di Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia)».
Quindi, in breve, troviamo che Gesù (la pace sia con lui) rappresenta il Messaggero perfetto e rappresenta la vera elevazione di Dio, e Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) è un Messaggero più perfetto e rappresentante di Dio nella Creazione. Essi sono purificati dalle tentazioni del diavolo, mentre i Profeti e i Messaggeri precedenti ne furono influenzati, e i loro messaggi erano un misto di verità proveniente da Dio e di qualche falsità proveniente dal diavolo. Gesù e Muhammad (la pace sia con loro) non furono obbedienti al diavolo e/o confusi al riguardo. Il rifiuto di Gesù delle tentazioni del diavolo è reso più che chiaro nei Vangeli ed è qualcosa che vi è stato sottolineato per una ragione. Tre volte è tentato da Satana e tre volte rifiuta di obbedire a Satana. Una volta è tentato di trasformare una pietra in pane, un’altra volta gli viene chiesto di adorare Satana in cambio del dominio sulla Terra e una terza volta gli viene chiesto di gettarsi dal pinnacolo alto del tempio. Nel Libro di Luca è scritto:
Gesù, pieno di Spirito Santo, partì dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, dove per quaranta giorni fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, e alla fine di essi ebbe fame. Il diavolo gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto e gli mostrò in un istante tutti i regni del mondo. E gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la gloria di questi regni; poiché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”». Il diavolo lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù di qui. Sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo perché essi ti custodiscano con cura; essi ti sosterranno con le loro mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al momento opportuno.»
La Sacra Bibbia, Vangelo di Luca, capitolo 4, versetti 1-13
Contrariamente ad Adamo (la pace sia con lui), il quale, tentato dal diavolo di mangiare dall’albero, obbedisce, Gesù rifiuta di obbedire al diavolo e obbedisce soltanto a Dio. Per questo gli furono concesse così tante capacità che solo un Dio avrebbe, perché era il rappresentante e Messaggero perfetto ed era in grado di riflettere tutti gli attributi divini di Dio. Gesù (la pace sia con lui) era in grado di distinguere tra Dio e Iblis, e Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) fu un riflesso ancora più perfetto di Dio. Anche i vicegerenti di Gesù (la pace sia con lui) fino a Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) erano migliori di tutti i Profeti prima di Gesù (la pace sia con lui). I vicegerenti di Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) furono migliori e più perfetti di tutti i precedenti Profeti, Messaggeri e vicegerenti prima di Muhammad (si noti che anche Gesù ritorna come uno dei vicegerenti di Muhammad).
Ora la domanda è: Gesù (la pace sia con lui) e Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) commisero errori?
Per essere un qualsiasi essere creato si deve avere almeno un punto di oscurità, perché tutta la creazione è luce mescolata a oscurità. Solo Dio è la luce assoluta, pura e completa, libera persino da un punto di oscurità. Per questo Gesù (la pace sia con lui), quando fu chiamato buono, rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo».
La Sacra Bibbia, Vangelo di Luca, capitolo 18, versetto 19
Finché una persona ha un po’ di oscurità, è imperfetta, poiché solo Dio è assolutamente perfetto. Così Gesù e Muhammad (la pace sia con loro) commisero davvero degli errori, ma i loro errori non sarebbero considerati errori come gli altri errori dei Profeti e dei Messaggeri. I loro errori furono lievi. Mentre l’errore di Adamo fu la disobbedienza, l’errore di Noè fu mettere in discussione Dio, l’errore di Mosè fu chiedere di vedere Dio, l’errore di Gesù fu semplicemente chiedere se il destino potesse essere cambiato, e l’errore di Muhammad fu soltanto sentirsi a disagio per una certa questione.
Dissi: «Padre mio, Gesù ebbe un errore?»
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Sì, figlio mio».
Dissi: «Quale fu il suo errore?»
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Chiese che la Crocifissione gli fosse tolta».
Dissi: «Padre mio, perché? Aveva paura della morte dopo aver risuscitato i morti e compiuto tutti quei
miracoli e sapendo che Dio esiste?»
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Sì, figlio mio. Non voleva essere ucciso per mano di
costoro, ma non insistere troppo su questo punto».
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Vi sono Profeti i cui nomi Dio cancellò dall’ufficio della Profezia, e altri Profeti i cui nomi furono quasi cancellati dall’ufficio della Profezia, come Mosè (la pace sia con lui) e Giuseppe (la pace sia con lui)».
Dissi: «Gloria a Dio. Giuseppe fu quasi cancellato a causa di ciò che fece con Zulaykha?»
L’Imam (Da lui viene la pace) rispose: «Per diverse ragioni. La prima ragione è ciò che fece con Zulaykha. La seconda ragione è che chiese aiuto ai governanti prima di chiederlo a Dio. La terza ragione è che a un certo punto si insuperbì perché tutte le donne lo inseguivano e lo amavano».
Dissi: «Chiedo perdono a Dio, l’Altissimo, il Grandissimo».
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Quanto a Mosè (la pace sia con lui), faceva sempre domande, indagava, ed era anche impaziente. Sai quanti Profeti e Messaggeri furono quasi cancellati dall’ufficio della Profezia?»
Dissi: «313?»
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Mosè fu uno di loro, e Giuseppe, e Giacobbe e
anche Muhammad».
Dissi: «Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia)?»
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Sì, alla fine della sua vita».
Dissi: «Perché non voleva informare la gente riguardo ad Ali (la pace sia con lui)?»
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Sì».
Dissi: «Perché non avrebbe voluto dirlo?»
L’Imam (Da lui viene la pace) disse: «Perché temeva le lingue della gente e si vergognava, poiché Ali era suo cugino e sposato con sua figlia».
L’evento di Ghadir Khumm è menzionato nel versetto seguente: «O Messaggero, annuncia ciò che ti è stato rivelato dal tuo Signore, e se non lo fai, non hai trasmesso il Suo messaggio. E Allah ti proteggerà dagli uomini. In verità, Allah non guida la gente che non crede». - Il Sacro Corano, capitolo 5 (Al-Ma’idah), versetto 67
Sebbene fossero errori, non furono atti di obbedienza a Iblis né di disobbedienza a Dio.
Gesù e Muhammad (la pace sia con loro) non pronunciarono le parole di Iblis, non obbedirono ai suoi ordini né cedettero alle sue tentazioni. Durante la vita di Gesù e di Muhammad (la pace sia con loro), i loro messaggi furono completamente preservati dall’influenza di Iblis e tutte le loro parole furono parole di Dio.
Le parole e i messaggi dei successori di Muhammad, gli Imam e i Mahdi, sono preservati allo stesso modo dall’influenza di Iblis e per questo motivo il Testamento e i suoi compagni sono una salvaguardia dallo smarrimento».
Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace), Porta 27 (Le parole incomplete), pp. 345-348
Per ulteriori informazioni sul tema dell’infallibilità, guardi i seguenti episodi di Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace)
Gli errori dei Profeti maggiori nelle fedi abramitiche
I dubbi dei Profeti sui propri messaggi
I Profeti peccarono, dubitarono e commisero errori? La verità sull’infallibilità