Cristianesimo

Gli anni perduti di Gesù

Titolo originale: The Lost Years of Jesus

Le informazioni disponibili sulla vita di Gesù sono sparse e si trovano in vari testi e scritti gnostici. Come da profezia, il Qaim Aba Al-Sadiq verifica la verità di questa parte cruciale della storia sulla vita di Gesù (la pace sia con lui).

1846 parole · 9 min di lettura5 citazioniAba Al-Sadiq · Gesù · Profeta Muhammad · Dodici Imam e dodici Mahdi

Testo letto in italiano

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Dopo la resurrezione, secondo la fede cristiana, Gesù apparve ai suoi discepoli e seguaci più volte nell’arco di 40 giorni. Queste apparizioni avevano lo scopo di provare la sua resurrezione e di istruire i suoi seguaci. Dopo aver trascorso 40 giorni con i suoi discepoli, Gesù ascese al cielo in loro presenza. Questo evento è noto come l’Ascensione ed è celebrato dai cristiani come un momento significativo in cui Gesù tornò alla presenza di Dio Padre. Tuttavia questa non è la fine del cammino di Gesù sulla Terra.

Troviamo una narrazione molto interessante dell’Imam Ja'far Al-Sadiq (Da lui viene la pace), nella quale dice:

Ibn Abi Yaafor narra di essere entrato presso l’Imam Al-Sadiq (Da lui viene la pace), il quale disse: «O Ibn Abi Yaafor, hai letto il Corano?» Risposi: «Sì, questa recitazione.» Disse: «È proprio questa che ti ho chiesto e nessun’altra.» Dissi: «Sì, che io sia il tuo riscatto, perché?» Disse: «Perché Mosè (la pace sia con lui) rivolse al suo popolo un discorso che essi non sopportarono, e si ribellarono contro di lui in Egitto, ed essi lo combatterono, ed egli li combatté e li uccise. E Gesù (la pace sia con lui) rivolse al suo popolo un discorso che non sopportarono, e si ribellarono contro di lui a Tikrit, ed essi lo combatterono, ed egli li combatté e li uccise. Ed è il detto di Dio l’Altissimo: “Allora un gruppo dei Figli d’Israele credette, mentre un altro non credette. Sostenemmo allora i credenti contro i loro nemici, ed essi prevalsero.” E il primo Qaim da noi, l’Ahlul-Bayt, vi rivolgerà un discorso che non sopporterete e uscirete contro di lui a Rumaila Al-Daskara (Iraq) e lo combatterete, ed egli vi combatterà, e poi vi ucciderà, e questa sarà l’ultima volta che qualcuno si ribella; poi, o Ibn Abi Yaafor, Dio radunerà i primi e gli ultimi e poi farà comparire Muhammad (la pace sia con lui e con la sua famiglia) tra la gente del suo tempo…»

Bihar Al-Anwar, Allamah Al-Majlisi, vol. 52, p. 375

La narrazione dice: «E Gesù (la pace sia con lui) rivolse al suo popolo un discorso che non sopportarono, e si ribellarono contro di lui a Tikrit», e Tikrit si trova in Iraq. Tuttavia sappiamo tutti che Gesù parlava e predicava al suo popolo in Galilea e in Giudea e, secondo la Bibbia, fu visto per l’ultima volta dai suoi discepoli più vicini nei pressi di Gerusalemme: quando e come fu dunque Gesù in Iraq?

Abbiamo già spiegato in un altro articolo che, nella Bibbia e nei testi gnostici, vi sono state molte occasioni in cui Gesù appare ai discepoli. E secondo Il Libro segreto di Giacomo, Gesù (la pace sia con lui) era tornato per prendere con sé i suoi discepoli nel luogo in cui andò, cinquecentocinquanta giorni, circa un anno e mezzo dopo la Crocifissione.

«In questo incontro Gesù li chiama infelici e peccatori, tra molte altre cose, e alla fine egli (la pace sia con lui) lascia i suoi discepoli e li manda per la loro strada.

I discepoli poi si separano tutti gli uni dagli altri e viaggiano ai quattro angoli della Terra predicando i Vangeli. Simon Pietro predicò a Roma, Andrea predicò alle nazioni asiatiche e alla Grecia, Giacomo rimase a Gerusalemme, Giovanni e Filippo andarono in Grecia, Tommaso e Bartolomeo andarono in India, Matteo in Etiopia e Giacomo in Egitto, Simone lo Zelota in Persia e Giuda in Siria. Giuda Iscariota morì suicida. Questi sono i dodici discepoli.

Tuttavia, una discepola di spicco sembra scomparire dalla storia: Maria Maddalena. Dove andò?»

Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace), Porta 31 (Gli anni perduti di Gesù Cristo), p. 398

La vita successiva di Maria Maddalena è avvolta nel mistero, e diverse tradizioni offrono racconti diversi. Una narrazione comune, in particolare nel cristianesimo orientale, è che Maria Maddalena si ritirò a Efeso con la Vergine Maria e vi morì. Nel cristianesimo occidentale esiste un’altra tradizione, secondo cui Maria, insieme ad altri seguaci di Gesù, fu lasciata andare alla deriva su una barca e approdò in Provenza, nell’odierna Francia, dove trascorse il resto della vita predicando il Vangelo. Tuttavia nessuna di queste tradizioni può essere provata in modo conclusivo.

Abbiamo menzionato in un articolo precedente che Maria Maddalena era la più vicina a Gesù ed era sua moglie. E Gesù non la mandò via come mandò i dodici discepoli. Dove andò dunque? E che cosa fece Gesù dopo aver incontrato i discepoli?

Troviamo nella Storia ecclesiastica (La storia della Chiesa) di Eusebio di Cesarea che un re siriano di nome Abgar scrisse una lettera a Gesù, ed è la seguente:

«Durante la vita di Gesù, un re siriano di nome Abgar scrisse una lettera a Gesù, ed è la seguente:

“Abgar, governatore di Edessa, a Gesù, il buon medico apparso nel paese di Gerusalemme, salute. Ho udito le notizie su di te e sulle tue guarigioni, da te compiute senza medicine né erbe. Si dice infatti che tu fai vedere i ciechi e camminare gli zoppi, che purifichi i lebbrosi e scacci spiriti impuri e demoni, che guarisci coloro che sono afflitti da lunghe malattie e risusciti i morti. Avendo udito tutte queste cose su di te, ho concluso che una delle due cose deve essere vera: o tu sei Dio e, essendo disceso dal cielo, compi queste cose, oppure tu, che compi queste cose, sei il figlio di Dio. Ti ho dunque scritto per chiederti se vorresti prenderti la pena di venire da me e guarire tutti i mali di cui soffro. Ho udito infatti che i Giudei mormorano contro di te e complottano per farti del male. Ma io ho una città molto piccola eppure nobile, abbastanza grande per entrambi.”

Gesù (la pace sia con lui) rispose ad Abgar con una lettera che diceva:

Beato te che hai creduto in me senza avermi visto. Infatti è scritto di me che coloro che mi hanno visto non crederanno in me, e che coloro che non mi hanno visto crederanno e saranno salvati. Ma quanto a ciò che mi hai scritto, che io venga da te, è necessario che io compia qui tutte le cose per le quali sono stato mandato, e dopo averle compiute sia di nuovo assunto presso colui che mi ha mandato. Ma dopo che sarò stato assunto ti manderò uno dei miei discepoli, affinché guarisca la tua malattia e dia vita a te e ai tuoi. Il re Abgar V era di Edessa, detta anche Osroene. La maggior parte della popolazione e dei governanti di Edessa in quel periodo era di origine araba. Questo fu l’inizio dell’accettazione di Gesù da parte degli Arabi, mentre i Giudei lo rifiutarono.»

Storia ecclesiastica (La storia della Chiesa), Eusebio di Cesarea; Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace), Porta 31 (Gli anni perduti di Gesù Cristo), p. 398

E secondo l’Encyclopaedia Britannica, l’Osroene era un antico regno della Mesopotamia nord-occidentale, situato tra i fiumi Eufrate e Tigri e a cavallo dell’odierno confine tra Turchia e Siria. La sua capitale era Edessa (l’odierna Urfa, Turchia). Il nome del regno sembra derivare in ultima analisi da un certo Osroes di Orhai, che fondò lo stato intorno al 136 a.C. Sebbene Osroes fosse probabilmente di origine iraniana, i sovrani che gli succedettero erano arabi.

https://www.britannica.com/place/Osroene

E Gesù promise che, dopo la sua Ascensione al cielo, un discepolo avrebbe visitato Edessa e guarito il re, e il nome di quel discepolo è Taddeo.

«Un altro testo apocrifo siriaco, intitolato Gli Atti di Mar Mari l’Apostolo, descrive come Mari fosse un discepolo di Taddeo, che lo accompagnò e fu testimone della guarigione del re Abgar per mano di Taddeo. Il manoscritto descrive un secondo re che governava su Arzen e che soffriva della stessa identica malattia di Abgar. Questa volta fu Mari a guarire il re di Arzen. Dopo aver convertito alla fede il regno di Abgar, così come il regno di Arzen, Taddeo, accompagnato dal suo discepolo Mari, proseguì verso oriente in direzione dell’Iraq.

Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace), Porta 31 (Gli anni perduti di Gesù Cristo), p. 401

Negli Atti di Mar Mari l’Apostolo si legge:

«Il beato Mar Mari lasciò Edessa per iniziare a predicare, finché raggiunse la città di Nisibis. Dopo che il beato ebbe convertito la città di Nisibis, vi ebbe piantato la verità della vera fede, ne ebbe abbattuto gli idoli e frantumato le statue, vi costruì chiese e monasteri e vi stabilì maestri e una scuola. Di là si spostò nella terra di Arzen, con il sacerdote Anasimos che era venuto con lui da Edessa, insieme a Philippus, Malkš e Add — suoi discepoli — nonché a molte altre persone. Inviò uno di questi ultimi — Philippus di nome — a Qardʉ.

Quando il beato giunse alla città di Arzen, convertì molte persone mediante le opere potenti che compiva. Ora, il re di Arzen era colpito dalla malattia detta gotta. Quando udì dei miracoli e delle guarigioni che avvenivano per mano del beato, con grande premura ordinò che glielo conducessero davanti. Quando Mar Mari venne e si presentò al re, questi si rallegrò molto di lui, perché il beato si inchinò lietamente davanti a lui. E quando il re ascoltò la parola del beato, lo tenne in onore sempre maggiore, per la sua gentilezza, la sua umiltà e il suo volto gioioso — poiché Mar Mari era molto mite e molto buono verso tutti, e in lui gelosia e ira non trovavano posto alcuno. Il re gli disse: “Dimmi! Qual è la tua religione? Credo infatti che tu sia un dio!” Allora il beato Mar Mari rispose e disse al re: “Dio non voglia! Non sono Dio, o mio signore il re, ma sono un uomo, servo del Dio Vivente. La mia religione è il cristianesimo, e io credo in Cristo, il Figlio di Dio, che discese alla fine dei tempi dal cielo e distolse il mondo dall’inganno dei demoni da cui era stato preso. Confesso questo Unico, o mio signore il re, compio queste cose nel suo nome, conducendo le persone che errano (a Dio e) alla fede.” Il re rispose e gli disse: “Secondo la tua affermazione, il tuo Signore può dunque guarire questa malattia da cui sono colpito da lungo tempo?” Il beato gli disse: “Se credi in lui, le tue richieste saranno esaudite.”

Subito il re si inginocchiò e si prostrò davanti al beato, supplicando e dicendo: “Mio Signore, credo! Aiutami!” A questo punto il beato si avvicinò e pose la mano sul punto malato, dicendo: “Nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, che i Giudei crocifissero a Gerusalemme, alzati in piedi!” Contemporaneamente alla parola del beato, il re fu guarito e fu battezzato insieme ai membri della sua casa. Quando l’intera città si rese conto che il re era guarito, anch’essa venne dal beato, ed egli guarì le loro piaghe. Convertì così l’intera città, vi costruì una chiesa e le preposte sacerdoti e diaconi.

Di là partì di nuovo e giunse nella terra di Beth-Zabdai. Là convertì la maggior parte degli abitanti del luogo, e di là il beato partì per la terra di Beth-Arabaye, dove operò molte conversioni. Di là scese nella terra di Erbil e Athor. Ora, il re di Erbil era colpito da lepra leonina di Ahazia — una lebbra che la gente aborrisce e odia moltissimo — e la sua mano sinistra era paralizzata. Quando il beato Mar Mari entrò a Erbil, cominciò a seminarvi il seme della vita.»

Gli Atti di Mar Mari l’Apostolo, Amir Harrak (traduttore e curatore)

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