Aba Al-Sadiq6 min di lettura

L'esperienza di Klaudija, che vive nel Regno Giusto Divino di Dio

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Klaudija Zoltaire, cittadina lituana che ha vissuto gran parte della sua vita nel Regno Unito, descrive il suo percorso verso la comunità che si raccoglie attorno ad Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq a Webb House, a Crewe, e la sua esperienza al suo interno.

Di Klaudija Zlotaite

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Klaudija davanti a Webb House, Crewe

Klaudija Zoltaire, cittadina lituana che ha vissuto gran parte della sua vita nel Regno Unito, descrive il suo percorso verso la comunità che si raccoglie attorno ad Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq a Webb House, a Crewe, e la sua esperienza al suo interno.

Nella vita mondana mi sono sempre sentita in trappola e inquieta, qualunque cosa provassi. Divoravo innumerevoli libri, viaggiavo in lungo e in largo, sperimentavo, sedevo con «guide spirituali» e «guru» e vagavo lungo ogni sentiero delle filosofie e delle religioni New Age, eppure nulla riusciva a placare la sete che ardeva dentro di me. Al contrario, ogni ricerca sembrava solo approfondire il dolore del vuoto e acuire la pena del desiderio. Notte dopo notte mi ritrovavo a implorare Dio per la liberazione, per un segno, una trasformazione, qualsiasi cosa che mi sollevasse da quella miseria.

E poi alla fine, proprio quando l'ultimo filo di speranza stava per spezzarsi, Dio mi rispose in un modo che andava oltre le mie più sfrenate immaginazioni: mi condusse alla Sua stessa soglia, al Suo rappresentante sulla terra, Aba Al-Sadiq, Dio nella creazione, un tesoro così inestimabile che nemmeno la vastità del cosmo poteva reggere il confronto. Col senno di poi, ora è chiaro che ogni momento di dolore, di disperazione e ogni ricerca inquieta mi avevano guidata fin qui: e per questo, ne è valsa la pena.

Klaudija davanti a Webb House

Da allora ho conosciuto una felicità e una pace più profonde di qualsiasi cosa la vita mondana potesse mai offrire. Il mio caro amico e fratello Waqar l'ha espresso magnificamente l'altro giorno: ha detto che ero come un seme che nella vita mondana non avrebbe mai potuto germogliare perché il terreno era arido e l'ambiente inadatto. Ma qui, nel santuario di Dio, il terreno è ricco e l'ambiente è perfetto: e così, finalmente, ho potuto mettere radici e germogliare, per poter un giorno sbocciare nella versione migliore di me stessa. Ed è lo stesso per tutti qui: ciascuno di noi si sforza, facendo del suo meglio per dare la vittoria alla propria anima, e così facendo dare la vittoria alla nostra guida. Perché in verità tutto ciò che ci chiede è di diventare vasi vuoti, pronti a essere riempiti e usati da Dio nel modo che Egli vuole.

Nella vita mondana facevo fatica a trovare anche una sola anima con cui potermi davvero identificare; ogni legame mi sembrava superficiale, legato a interessi mondani e a preoccupazioni passeggere anziché a qualcosa di più alto e duraturo. Ho sempre desiderato legami che trascendessero le ricerche materiali, relazioni radicate in qualcosa di più significativo e spirituale.

Ma qui è tutto completamente diverso: mi ritrovo legata a tutti in un modo o nell'altro, perché siamo tutti uniti dallo stesso scopo e dalla stessa missione divini. Qui nulla ha importanza per noi se non Dio stesso e il portare avanti il Suo messaggio. E chiunque abbia il cuore che batte per un'altra ricerca, inevitabilmente si allontana: così la comunità viene costantemente purificata, tenuta insieme soltanto dalla sincerità. All'interno di questa devozione condivisa, ogni cuore scopre un legame ben più puro di qualsiasi cosa la vita mondana abbia da offrire.

Questa comunità sembra uno Stato Giusto Divino in miniatura, un «prototipo», come ama chiamarlo Aba Al-Sadiq. È un assaggio di come diventerà un giorno il mondo intero, proprio come fu profetizzato. Qui viviamo come vivevano un tempo i figli di Adamo prima dell'ascesa del dominio cananeo, che trasformò il giardino della beatitudine in un'esistenza di miseria. In quei giorni antichi l'umanità viveva in armonia: nessuno aveva più di un altro, tutti lavoravano insieme e le risorse erano condivise liberamente, tutto perché Dio governava la terra come governa in cielo, per mezzo del Suo Califfo scelto da Lui. E in questa comunità abbiamo il privilegio di sperimentare quel modo di vivere naturale e armonioso, l'ordine naturale che Dio aveva voluto per l'umanità fin dal principio.

In quanto manifestazione di Dio nella creazione, Aba Al-Sadiq incarna tutti gli attributi divini. Si consideri qualsiasi messaggero inviato da Dio, che sia Buddha, Gesù, Krishna o Muhammad: la grazia, la misericordia e lo splendore che brillavano in loro; le stesse qualità sublimi irradiano da Aba Al-Sadiq, perché è lo stesso Spirito Santo a scorrere in lui. Aba Al-Sadiq è abbondante, generoso e senza limiti, a riflesso della natura sconfinata di Dio stesso. E così viviamo liberi da preoccupazioni e paure, perché Dio provvede a noi tramite Aba Al-Sadiq, che sta al centro della nostra comunità: l'ape regina del nostro alveare, il legame vivente che ci unisce tutti. Senza la sua presenza saremmo perduti, alla deriva e nella disperazione; ma finché siamo con lui, sotto le sue maestose ali, restiamo al riparo, guidati e in pace.

Le persone di questa comunità sono, semplicemente, le anime più grandi sulla terra; sono letteralmente i profeti, i santi, i saggi e i puri di un tempo, tornati. Ciascuno riflette una sfaccettatura unica del divino e insieme diventiamo interi, completandoci e perfezionandoci a vicenda. È Dio stesso che ha scelto personalmente ogni anima da ogni parte del globo e ci ha radunati qui. Come dice magnificamente Aba Al-Sadiq, chiunque si trovi tra noi porta con sé qualcosa di così prezioso e gradito a Dio che Egli lo ha attirato più vicino alla Sua prossimità.

Quanto ai suoi stretti compagni, non sono soldati dotati di armatura o di forza fisica; la loro virtù e la loro forza si trovano piuttosto nei loro cuori, duri come il ferro. La loro fede è così forte e pura che nessuna tempesta, nessun turbamento può farli deviare dal cammino: una profezia compiuta dall'Imam Al-Sadiq, la sesta guida nominata da Dio menzionata nel testamento del Profeta, quando disse che i compagni del Qaim avranno la forza di quaranta uomini e cuori più saldi del ferro.

Klaudija e le sue amiche a Webb House, Crewe

Quanto alle accuse false e calunniose che ci vengono costantemente scagliate contro, non ci turbano minimamente, perché siamo uniti nella ricerca della verità e la nostra fede non permette che nulla trapassi la nostra fortezza. Del resto, questi tentativi di attaccarci non sono una novità, come possono attestare le sacre scritture di questa terribile realtà: ogni volta che Dio aveva inviato un messaggero, questi era stato smentito, respinto, umiliato, perseguitato o appeso a una croce. E ogni volta che la comunità divina di Dio iniziava a radunarsi, a prendere forma e a fiorire, il diavolo trovava sempre il modo di infiltrarsi e di farla a pezzi.

Ma questa volta è diverso, perché nulla potrà impedire al messaggero di Dio di instaurare il Suo tanto atteso Stato Giusto Divino, dato che ha il sostegno di tutte le grandi anime ritornate che vissero nel passato. Dio ci sta radunando tutti dai quattro angoli della terra, e presto saremo abbastanza numerosi da avere un nostro paese, e infine l'intera terra.

"I Miei servi giusti erediteranno la terra."Corano 21:105

E così sono profondamente grata e eternamente debitrice per questa straordinaria, rara, unica opportunità di essere qui tra le persone più grandi e di vivere nella prossimità di Dio. Sono felice di essermi riunita alla mia vera famiglia, la mia famiglia d'anima, e finché restiamo sotto le ali benevole di Aba Al-Sadiq, nient'altro conta davvero. Le forze oscure hanno avuto il sopravvento per molto tempo, ma l'ultima, definitiva risata sarà nostra.