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Come una devota cattolica è diventata credente in Abdullah Hashem

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Mentre la polemica si allarga attorno all’autoproclamazione di Aba Al-Sadiq come nuovo papa, l’attenzione si è rivolta a una delle sue più strette compagne: Tiffany Oldani. Ex cattolica diventata portavoce di primo piano della Religione Ahmadi della Pace e della Luce, Oldani è ormai una figura centrale nell’opera di divulgazione pubblica del movimento. Il suo percorso, dall’educazione cattolica devota a critica schietta della Chiesa, riflette una trasformazione personale.

Di Caroline Hoeren

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Mentre l’ondata virale seguita alla dichiarazione di Aba Al-Sadiq di essere il nuovo papa continua a propagarsi negli ambienti cristiani e interreligiosi, una delle sue compagne si è imposta come figura di rilievo: Tiffany Oldani. È diventata una voce di primo piano del movimento. Coinvolge il pubblico con dirette quotidiane su TikTok e gira episodi insieme ad Aba Al-Sadiq per affrontare i più comuni fraintendimenti cristiani, restando salda nella sua missione di mettere in discussione le narrazioni cristiane dominanti.

Cresciuta nelle tradizioni del cattolicesimo americano, tra i ritmi della Messa domenicale, le liturgie scolastiche e i sacramenti rituali, Tiffany Oldani iniziò la vita immersa per intero nei riti e nei valori della Chiesa cattolica. Ma le domande arrivarono presto, e le risposte, almeno quelle capaci di appagare insieme cuore e intelletto, si rivelarono sfuggenti.

Man mano che i dubbi si facevano più profondi, si ritrovò sempre più turbata da quelle che vedeva come contraddizioni inconciliabili tra la vita e il messaggio di Gesù e le azioni della Chiesa. Al loro posto emerse una nuova convinzione, che lei descrive come radicata nella ragione, nelle Scritture e negli insegnamenti di Aba Al-Sadiq.

Quella convinzione non è arrivata senza un prezzo. Nella recente ondata virale di attenzione cristiana verso il messaggio di Aba Al-Sadiq, lei e altri convertiti hanno affrontato una feroce reazione ostile. Gli ex cristiani che hanno abbracciato la nuova fede sono stati bollati come «traditori» e «Giuda», la loro sincerità messa in dubbio, le loro intenzioni attaccate. Eppure lei resta incrollabile nella sua convinzione, invocando non un’accettazione cieca, ma un’indagine onesta.

Quella che segue è una storia vera di trasformazione religiosa, di dubbio e di convinzione: dall’infanzia da cattolica tradizionale all’età adulta da ferma credente nella Religione Ahmadi della Pace e della Luce.

Era molto religiosa? Con quale frequenza andava in chiesa e studiava la Bibbia?

Tiffany da bambina in chiesa
Tiffany da bambina in chiesa

Vengo dal Texas, uno Stato molto tradizionalista. Sono nata in una famiglia cattolica e sono cresciuta nella tradizione cattolica. La mia famiglia era molto religiosa. Sono cresciuta in una casa conservatrice, dove i miei genitori si impegnavano di proposito a trasmettere valori e princìpi morali cristiani. Ho frequentato la scuola cattolica fino alle medie, quando ci siamo trasferiti all’estero in un luogo senza scuola cattolica.

Andavamo a Messa ogni domenica in famiglia, e anche la mia scuola teneva una funzione il venerdì, quindi partecipavo alla Messa due volte a settimana. L’ora di religione faceva regolarmente parte della mia istruzione. Ho ricevuto i sacramenti, tra cui il Battesimo, l’Eucaristia e la Confessione. Ero attivamente coinvolta: servivo come chierichetta e cantavo nel coro. Già da bambina avevo una Bibbia per ragazzi, e la nostra vita era molto incentrata sulla fede cristiana.

Quali domande si poneva sulla sua religione?

Una delle domande principali riguardava il modo in cui la morte di Gesù potesse assolvere l’umanità dal peccato. Il meccanismo reale che ci stava dietro, o il motivo per cui fosse necessario, non mi è mai stato spiegato con chiarezza in un modo che avesse senso.

Ha rivolto domande a sacerdoti o familiari a cui non hanno saputo rispondere?

Non ho posto questa domanda specifica a un sacerdote, ma nelle conversazioni con altri cristiani le risposte che ricevevo si basavano spesso in larga misura sull’emozione o sulla fede cieca in Gesù, più che su un ragionamento logico. Pur rispettando la fede altrui, personalmente non ero soddisfatta di quelle risposte. Nessuno sapeva spiegare perché Dio avesse bisogno di venire sulla terra per morire per i peccati dell’umanità. Per me non tornava, e cominciai a chiedermi se ci fosse qualcosa di sbagliato in me, per non riuscire ad accettarlo senza prove.

Quando si è resa conto che qualcosa non andava nel cristianesimo?

Da adolescente ho cominciato a mettere seriamente in discussione la mia fede. Ero turbata dai diffusi scandali di abusi sessuali nella Chiesa cattolica, che hanno scosso la mia fiducia nei vertici, dai sacerdoti fino al papa. Notavo anche un netto contrasto tra la ricchezza e lo sfarzo della Chiesa e il modo umile in cui visse Gesù. Visitando il Vaticano, vidi un palazzo opulento pieno di tesori d’oro, mentre tante persone nel mondo vivevano in miseria assoluta. Questo non rispecchiava gli insegnamenti di Gesù.

Sentivo anche che la Chiesa era ferma al passato. Gesù non era più fisicamente presente, perciò il papa aveva l’autorità di affrontare le questioni moderne, ma sembrava esserci una reticenza a farlo. Per esempio mi colpivano la mancata accoglienza della Chiesa verso la comunità LGBTQ+ e i ruoli limitati riservati alle donne nella leadership. Secondo i Vangeli, Gesù accoglieva tutti, soprattutto quanti erano emarginati dalla società.

Col tempo, queste contraddizioni mi hanno chiarito che l’istituzione della Chiesa non era in linea con gli insegnamenti di Gesù. Tuttavia sono rimasta cattolica praticante fino all’età adulta, benché le mie domande non siano mai davvero scomparse. Volevo Dio, ma in qualche modo avevo perso la speranza che la Sua guida fosse presente nella religione organizzata.

Ci sono stati comportamenti o episodi di cattiva condotta da parte di sacerdoti o guide religiose nella sua comunità che l’hanno sorpresa o le hanno fatto dubitare della loro sincerità?

Voglio essere equa e trasparente nel dire che personalmente non sono mai stata testimone di alcuna cattiva condotta. C’era però una prassi che mi ha sempre lasciata perplessa. Nella mia chiesa avevamo due sacerdoti. Uno sembrava un punto fisso: era lì da molti anni. L’altro, invece, cambiava regolarmente; ogni anno o due arrivava un nuovo sacerdote a sostituire il precedente.

Anni dopo ho scoperto che questo continuo avvicendamento non era casuale. Faceva parte di una strategia deliberata usata dalla Chiesa cattolica per occultare le accuse di cattiva condotta. I sacerdoti accusati venivano trasferiti in silenzio in altre diocesi, nascondendo di fatto le accuse anziché affrontarle. Quando l’ho saputo, soprattutto nel contesto del più ampio scandalo che investe la Chiesa, sono rimasta allarmata. Ho capito che ciò che un tempo mi sembrava semplicemente strano era, in realtà, la prova di un insabbiamento.

Prima di aderire alla Religione Ahmadi della Pace e della Luce, ha esplorato altre religioni o ha manifestato interesse per esse?

Quando ho perso la fede nell’istituzione religiosa della Chiesa, credevo ancora nel messaggio di Gesù e volevo ancora trovare Dio, ma non sapevo dove cercare. Uno dei maggiori ostacoli che ho incontrato nel considerare un cambio di religione era proprio questo: la mia fede in Gesù. Non potevo rinnegarLo, e per questo non potevo prendere seriamente in considerazione l’ebraismo.

Nell’islam, pur ammirando molti insegnamenti, trovavo che la loro visione di Gesù fosse limitata a quella di un profeta. Ma io credevo che Gesù fosse più di questo. Dal punto di vista biblico, era unico tra i profeti e i messaggeri. Rifletteva gli attributi divini di Dio nel modo più completo.

Ciò che mi ha attratta, alla fine, in questa fede è che confermava la mia comprensione di Gesù. Non come il divino assoluto in senso trinitario, ma come un messaggero perfetto di Dio e una manifestazione della volontà di Dio nella creazione. Sono passata direttamente dal cristianesimo a questa fede.

Che cos’altro, da cristiana, l’ha convinta degli insegnamenti di Aba Al-Sadiq?

Ciò che mi ha attratta per prima è stata la logica dei suoi insegnamenti: non potevo negare la verità di ciò che diceva. Una delle idee centrali è che Dio non ha mai lasciato l’umanità senza una guida. Nel corso della storia ha sempre nominato un rappresentante, un messaggero, che guidasse le persone.

Per me questo aveva perfettamente senso. Dio è infinito e al di là della nostra comprensione, quindi come potrebbe comunicare con noi? Invia una manifestazione di Sé in forma umana: Dio nella creazione. Questo mi ha aiutata a comprendere il ruolo di Gesù: Gesù era il messaggero di Dio, una manifestazione di Dio nella creazione, inviato a guidare il Suo popolo. Era una spiegazione molto più appagante della confusa dottrina della «Trinità».

Il concetto di Dio nella creazione si estende anche ad altri profeti come Muhammad, che fu una manifestazione dello spirito di Dio al suo tempo. E vale anche oggi: la guida di Dio non si interrompe. Continua con una guida vivente in ogni epoca. Altrimenti restiamo a vagare nello smarrimento. Quell’idea ha avuto per me una profonda risonanza.

Spiegava anche perché la fede cattolica mi fosse sembrata così stagnante e priva di guida: perché l’istituzione non seguiva più un messaggero vivente di Dio. In questa fede tutti sono i benvenuti, a prescindere da genere, razza od orientamento sessuale. A differenza delle istituzioni esclusive con cui ero cresciuta, qui ho trovato un messaggio che rispecchiava davvero l’inclusività e la giustizia di Dio.

Un altro concetto potente era il rifiuto dei sistemi politici costruiti dall’uomo. Le Scritture mostrano che Dio ha sempre scelto i Suoi messaggeri: non ha mai detto alla gente di eleggere i propri capi. La democrazia, in questo senso, è del tutto fuori sintonia con le Scritture divine. Per una persona disillusa dalla politica, questo messaggio aveva senso. Come potevano i cristiani giustificare il fatto di essere governati da leggi contrarie alla loro fede? Quella contraddizione mi aveva tormentata per anni, e ora la comprendevo come una conseguenza dell’essersi allontanati dalla guida stabilita da Dio.

In questa fede ho imparato che la religione non riguarda i rituali, ma l’umanità. Riguarda Dio che, attraverso il Suo messaggero, eleva il mondo. Ogni punto che ho appreso era logico e fondato su prove, non dipendeva da sensazioni o da fede cieca. Credo in questo da quasi 12 anni e non ho mai incontrato una spiegazione della religione più coerente o più razionale.

Che cosa pensa delle recenti reazioni dei cristiani alla Chiamata?

Sembrano esserci due tipi di reazioni. La prima è molto emotiva e difensiva. Alcune persone reagiscono in modo isterico, e lo capisco: è doloroso rendersi conto di essere state ingannate proprio dall’istituzione di cui ci si fidava per essere guidati. Ancora più sorprendente è come alcuni cristiani, persone che dicono di seguire Gesù, abbiano mostrato comportamenti e atteggiamenti del tutto contrari al suo carattere.

C’è anche una mancanza di riflessione sulle Scritture. Calunniare e muovere false accuse è una cosa pericolosa, e sta scritto nella Bibbia. Per esempio, nel Vangelo di Giovanni, quando Gesù veniva accusato di essere un falso messia, Nicodemo, un fariseo, lo difese e domandò: «La nostra legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?» (Giovanni 7:51). Vedo molti cristiani fare oggi esattamente ciò che fu fatto a Gesù: giudicare senza indagare. Forse preferiscono seguire un messaggero lontano e storico piuttosto che qualcuno vivo in mezzo a loro. Ma Gesù disse che l’opera di Dio è riconoscere colui che Egli ha mandato. (Giovanni 6:29) Se le persone facessero un passo indietro e ascoltassero con obiettività, non credo che potrebbero negare ciò che viene detto. Nessuno ha presentato una replica ragionevole o logica a nessuno degli insegnamenti di Aba Al-Sadiq.

D’altra parte c’è un gruppo più silenzioso, quello di chi riconosce la verità in ciò che dice. Alcuni hanno commentato che, pur non essendo pronti a credere pienamente, riconoscono la verità nelle sue parole. Quello è il seme della speranza. Se queste persone cercano sinceramente la verità, essa le condurrà direttamente a lui.

Che cosa sente che non comprendano della loro religione?

La maggior parte dei cristiani di oggi segue una religione plasmata più dagli insegnamenti di Paolo che da quelli di Gesù stesso. Molti non ne sono consapevoli, ma li incoraggio a informarsi. Paolo non incontrò mai Gesù e non fu nominato divinamente, quindi non aveva alcuna autorità per alterare il messaggio di Gesù.

Se si toglie l’influenza di Paolo, si vede che Gesù predicava il vangelo del regno di Dio, ossia il governo di Dio sulla terra. È esattamente ciò che insegna questa fede. In questa fede non c’è nulla che contraddica il messaggio di Gesù. Anzi, è l’unica religione che ho trovato in piena sintonia con gli insegnamenti di Cristo. Questo perché Gesù e Aba Al-Sadiq sono stati entrambi inviati dallo stesso Dio.

Che cosa vorrebbe dire loro?

La cosa più importante è questa: non prendetela alla leggera. Dio vi sta chiamando, e questa non è una questione in cui ci si possa permettere di sbagliare. Vi esorto ad affrontarla con sincerità. Non cercate la conferma di ciò che già credete, cercate solo la verità. Dio guida chi è sincero. Non affidatevi a studiosi o a figure religiose perché vi dicano che cosa credere. Altrimenti potreste finire come coloro che si aggrapparono ai farisei e rifiutarono Gesù.

Indagate da voi. Fate domande. Siamo qui per aiutare. Anche se la notizia è sconvolgente, non giudicatela senza averla esaminata.