Smontare i 5 più grandi equivoci sul discorso virale di Abdullah Hashem sul nuovo Papa
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Dopo che il discorso di Abdullah Hashem è diventato virale su X, TikTok e YouTube, è seguita un'ondata di disinformazione, in parte deliberata, in parte nata dalla confusione. Mentre il suo messaggio suscita un dibattito mondiale, in molti lo definiscono «la cosa più grande di Internet in questo momento». Ma chi è davvero Abdullah Hashem e che cosa insegna in realtà? Ecco i sei principali equivoci, chiariti con un chiaro riferimento alle Scritture.
Di Caroline Hoeren

Dopo che il discorso di Aba Al-Sadiq è diventato virale su X, TikTok e YouTube, c'è stata un'impennata di disinformazione, in parte diffusa di proposito e in parte basata su malintesi. Internet è in fermento e in molti definiscono il suo video «la cosa più grande di Internet in questo momento». Tuttavia, su Abdullah Hashem e sui suoi insegnamenti circolano numerosi equivoci. Qui di seguito affrontiamo i cinque principali e offriamo un chiarimento scritturale per ristabilire la verità.
1) «Abdullah Hashem è l'Anticristo»
Cominciamo dal più evidente: Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq NON è l'Anticristo. Alcuni sono stati pronti a etichettarlo così, ma questa affermazione non ha alcun fondamento nelle Scritture. La Bibbia definisce chiaramente l'Anticristo in 1 Giovanni 2,22:
«Chi è il bugiardo? È colui che nega che Gesù è il Cristo. Una persona simile è l'anticristo: nega il Padre e il Figlio.»
Il termine Cristo deriva dalla parola greca χριστός (chrīstós), che significa «l'unto». Una figura di Cristo è qualcuno consacrato in modo speciale da Dio: un profeta, un re o un sacerdote. Aba Al-Sadiq non nega che Gesù sia il Messia, né pretende di essere lui stesso il Messia. Conferma inoltre che Gesù fu un profeta di Dio. Pertanto non corrisponde alla descrizione biblica dell'Anticristo.
L'idea che sia l'Anticristo si fonda su un fraintendimento di ciò che il termine significa realmente in un contesto biblico e non è altro che clickbait.
2) «Non può essere il messaggero di Gesù. Dopo Gesù non ci saranno più messaggeri»
Un altro equivoco diffuso è che nessuno possa essere un messaggero dopo Gesù e che, quindi, la pretesa di Aba Al-Sadiq di essere un messaggero sia intrinsecamente falsa. Questa idea si basa su un fraintendimento degli insegnamenti di Gesù.
Matteo 7,15 ammonisce: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci.» Perché Gesù avrebbe messo in guardia dai falsi profeti se dopo di lui non dovessero venire profeti veri? Se non ci fossero stati messaggeri futuri, perché avrebbe fatto una simile affermazione? E perché non avrebbe dichiarato chiaramente: «Dopo di me non ci saranno profeti»?
Anche la Lettera di Giovanni conferma che i profeti continueranno ad apparire:
«Carissimi, non prestate fede a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti per sapere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti nel mondo.» —1 Giovanni 4,1
È chiaro che la Bibbia riconosce la continua presenza di profeti dopo Gesù. Anzi, lo stesso Gesù profetizzò che dopo di lui sarebbero venuti dei messaggeri:
«Per questo io vi mando profeti, saggi e maestri. Alcuni di loro li ucciderete e crocifiggerete; altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città.» —Matteo 23,34
Questo solo versetto dimostra che dopo Gesù verranno messaggeri, apostoli e maestri. Inoltre la parola apostolo, dal greco apostolos, che significa «messaggero», è usata in tutto il Nuovo Testamento per designare i discepoli di Gesù. È evidente che gli apostoli stessi erano messaggeri e che Gesù non ha mai invalidato la possibilità che dopo la sua epoca venissero nuovi messaggeri.
Ora, se negate tutto questo e negate categoricamente che ci siano stati messaggeri dopo Gesù, dovete negare anche Paolo.
Paolo non incontrò mai Gesù. Anzi, un tempo fu un fiero oppositore di Gesù e dei suoi discepoli e si convertì solo dopo la crocifissione di Gesù. Ciononostante, Paolo scrisse quasi la metà del Nuovo Testamento e introdusse nuovi insegnamenti che la maggior parte dei cristiani oggi segue. Quindi, se rifiutate l'idea di messaggeri e di nuove leggi dopo Gesù, dovete rifiutare anche Paolo e tutto ciò che ha scritto nella Bibbia.
Esaminiamo più da vicino alcune delle cose che Paolo ha cambiato.
Gesù, in Matteo 5,17-19, disse chiaramente che la Legge sarebbe rimasta in vigore:
«Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla Legge neppure una lettera o un trattino, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli; chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.»Matteo 5,17-19
Eppure Paolo lo contraddice in Romani 10,4, dove dice:
«Infatti Cristo è il termine della Legge per la giustizia di chiunque crede.»Romani 10,4
In questo caso Paolo annulla la stessa Legge che Gesù aveva confermato.
Inoltre Gesù era categorico nel dire che la predicazione e l'insegnamento dovevano essere gratuiti, come vediamo in Matteo 10,8:
«Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.» -Matteo 10,8
Paolo, invece, in 1 Corinzi 9,13-14, comanda:
«Non sapete che quelli che prestano servizio nel tempio ricevono il vitto dal tempio, e che quelli che servono all'altare partecipano di ciò che è offerto sull'altare? Allo stesso modo, il Signore ha stabilito che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo.» -1 Corinzi 9,13-14
Chi ascolteranno dunque i cristiani? Ascolteranno ciò che predica Paolo o ciò che predicò Gesù? È sconcertante che la maggior parte dei cristiani citi Paolo più spesso di Gesù.
Paolo arriva perfino a sostenere la sottomissione ai governanti terreni, sebbene Gesù sia stato crocifisso proprio da loro. Paolo scrive in Romani 13,1:
«Ciascuno sia sottomesso alle autorità che governano, perché non c'è autorità se non da Dio. Le autorità che esistono sono state stabilite da Dio.» -Romani 13,1, NIV
Gesù fu messo a morte dagli stessi governanti che Paolo dice alla gente di obbedire. Dunque, secondo la logica di Paolo, si dovrebbero accettare proprio le autorità che furono responsabili dell'uccisione di Gesù.
Se rifiutate l'idea di messaggeri dopo Gesù, logicamente dovreste rifiutare interamente gli insegnamenti di Paolo, cosa che, come mostra la storia, sarebbe piuttosto difficile per la maggior parte dei cristiani, data la sua influenza sul Nuovo Testamento. L'argomentazione cristiana manca di coerenza.
Infine, consideriamo un altro versetto importante della Bibbia:
«Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo.» -Giovanni 9,5
Questo è fondamentale perché indica che il suo ruolo di luce guida era specifico del tempo in cui era fisicamente presente. Benché Gesù sia la via, la verità e la vita e nessuno venga al Padre se non per mezzo di lui (Giovanni 14,6), egli sottolineò che la sua presenza come «luce del mondo» era limitata al tempo della sua vita terrena. Quando Gesù ascese al cielo, affidò ai suoi discepoli lo Spirito Santo e promise che Dio avrebbe continuato a guidarli. E lo fece lasciando loro una linea ininterrotta di successione.
3) Chiunque scriva un nuovo Vangelo è maledetto
Molti influencer citano Galati 1,8-9 per sostenere che gli insegnamenti di Aba Al-Sadiq debbano essere falsi.
«Ma anche se noi stessi o un angelo del cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia maledetto!»
Tuttavia l'ironia sta nel fatto che Paolo, l'autore di questi versetti, scrisse egli stesso aggiunte al Vangelo dopo la morte di Gesù e le inserì nella Bibbia che conosciamo oggi.
Paolo non incontrò mai Gesù prima della sua morte, all'inizio gli si oppose e perseguitò brutalmente i suoi apostoli. Dopo la sua drammatica conversione, Paolo scrisse 13 dei 27 libri del Nuovo Testamento. Se gli scritti di Paolo non sono maledetti, l'argomento contro «un nuovo Vangelo» crolla. Curiosamente, il versetto stesso che i cristiani citano proviene dalla Lettera ai Galati, un libro della Bibbia scritto da Paolo.
Paolo cambiò anche diversi aspetti fondamentali degli insegnamenti di Gesù, come si è visto sopra, si tratti della continuità della Legge (Matteo 5,17-19 contro Romani 10,4) o della questione del compenso per chi predica (Matteo 10,8 contro 1 Corinzi 9,13-14). Se rifiutassimo nuovi vangeli dopo Gesù, dovremmo rifiutare anche gli scritti di Paolo. Ma è evidente che i suoi insegnamenti sono stati accolti come parte della fede cristiana.
4) «I messaggeri non si dichiarano pubblicamente»
Molti cristiani sostengono che l'affermazione sicura di Aba Al-Sadiq su una piattaforma pubblica come YouTube invalidi il suo messaggio. «Non è così che si presenterebbe un messaggero», dicono. Ma questa idea contraddice la Bibbia.
Luca 4,18-19 racconta che Gesù salì sul pulpito nella sinagoga del suo paese e proclamò con coraggio la sua missione davanti a decine di ebrei: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio... a proclamare l'anno di grazia del Signore.» Dopo aver letto dal rotolo del profeta Isaia, Gesù dichiarò: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato.» Fu una dichiarazione pubblica e fu profondamente controversa. Anzi, guardando il video di Aba Al-Sadiq, non si può fare a meno di ricordare questa scena di Gesù davanti a una folla ostile.
Nel corso della storia, ogni grande profeta o messaggero ha dichiarato pubblicamente la propria missione, incontrando spesso derisione e incredulità. Gesù, ad esempio, fu deriso e perfino chiamato «indemoniato» da alcuni suoi contemporanei (Giovanni 8,48), e fu schernito mentre era sulla croce (Matteo 27,42). Queste reazioni riflettono la dura realtà che i messaggeri spesso affrontano. Respingere Aba Al-Sadiq perché ha fatto una dichiarazione pubblica significa ignorare lo schema storico secondo cui i profeti hanno sempre operato.
«Ha salvato altri», dicevano, «ma non può salvare se stesso! È il re d'Israele! Scenda ora dalla croce e crederemo in lui.» —Matteo 27,42
5) «Abbiamo bisogno dello spirito di discernimento per stabilire la verità»
Una critica comune è che le persone debbano affidarsi allo «spirito di discernimento» per conoscere la verità e che, quindi, le affermazioni di Aba Al-Sadiq debbano essere valutate mediante il discernimento personale. Tuttavia, dato l'enorme numero di denominazioni cristiane nel mondo, oltre 45.000 secondo il World Christian Database, è evidente che il discernimento è ben lontano dal funzionare. Un gruppo può considerare certe figure dei profeti, mentre altri credono che le stesse figure siano maledette.
Lo «spirito di discernimento» funziona davvero in modo così diverso per ciascuno? Alcuni sostengono che Donald Trump sia l'Anticristo, mentre altri lo salutano come un salvatore. Se è così, Dio non vi ha forse lasciati senza alcuna guida?
Gesù disse:
«Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore... Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.» -Giovanni 10,11-14
Dov'è il pastore dei cristiani? Con chi vi ha lasciati, mentre i lupi vi attaccano da ogni lato? Questo versetto è la prova che Gesù non avrebbe lasciato i suoi seguaci senza guida. Piuttosto che lasciarvi affidati ai vostri pensieri e alle vostre opinioni, vi ha lasciato un pastore, un vicegerente, per guidare i fedeli. Lo «spirito di discernimento» non è inteso come uno strumento frammentato e soggettivo; Dio ha sempre designato qualcuno che guidasse e pascesse il suo popolo.
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