Tribuna: tutto ciò che non va nel Natale di oggi
Testo letto in italiano
Leggi l’articolo originale su The Divine Just State
Il Natale ha perso la propria anima a favore del consumismo? Scoprite le verità nascoste dietro questo periodo e il suo significato più profondo, al di là delle luci e dei regali.
Di James Pollard

Il periodo natalizio (Yuletide o Xmas) ha visto il proprio significato capovolgersi, ed è ormai saldamente associato a un materialismo dilagante. Questa trasformazione è stata aggravata da decenni di propaganda mediatica e di marketing aggressivo. Oggi molte famiglie meno abbienti si sentono gravate dalla responsabilità di contrarre prestiti a tassi elevati per placare le richieste dei figli, che vogliono regali e gadget di lusso di marca, spesso a spese della propria salute e del proprio sostentamento.
L’Imam Ali, il Principe dei Credenti, osservò: «Com’è strano quest’uomo! Si rallegra quando ottiene ciò che non gli sarebbe mai mancato, e si rattrista quando gli manca ciò che non avrebbe mai raggiunto. Se avesse riflettuto, avrebbe compreso che tutto è pianificato e che i suoi guadagni sono predestinati. Si sarebbe anche accontentato di ciò che è disponibile e non si sarebbe addentrato nella fatica.»Tuhaf Al-Uqul, Detti dell’Imam Ali, 99
Nel mondo di oggi, il valore di un genitore viene spesso misurato dal numero di regali che offre, piuttosto che dalla qualità del tempo che dedica a coltivare il carattere e il senso di responsabilità del figlio. Il libro di Marco menziona che nei tempi apocalittici i figli sarebbero diventati maleducati e irrispettosi verso i genitori:
«Devi sapere questo, Timoteo: negli ultimi giorni ci saranno tempi molto difficili. Perché gli uomini ameranno soltanto se stessi e il proprio denaro. Saranno vanagloriosi e orgogliosi, si faranno beffe di Dio, disobbedienti ai genitori e ingrati.»Bibbia, Seconda lettera a Timoteo, capitolo 3, versetti 1-3
Oggi i bambini sono bombardati dalla profilazione dei social media e da pubblicità televisive subliminali. Spesso si sentono emarginati se non ricevono determinati regali, mentre programmi televisivi e giochi li condizionano alla desensibilizzazione e all’ipersessualizzazione. Il periodo festivo è diventato sinonimo di mercati, eccessi e consumismo. Molte famiglie, divise dagli impegni di lavoro, sostituiscono con costosi regali un tempo di qualità veramente significativo.
Ma ci fermiamo a considerare lo spirito originario del Natale? Qual era il messaggio centrale di Gesù, la cui nascita diciamo di celebrare? Onoriamo i suoi insegnamenti abbandonandoci all’eccesso mentre altri lottano per sopravvivere? Senzatetto, povertà e sofferenza abbondano, eppure l’attenzione resta sui festeggiamenti sfarzosi. Il Regno Unito prevede di spendere 28,6 miliardi di sterline in regali di Natale nel 2024.
Il vero Gesù non si opponeva alle riunioni gioiose, ma sottolineava la responsabilità verso la comunità. Se l’abbondanza esiste accanto a un bisogno estremo, segnala un fallimento sistemico. Consideriamo questo: in una comunità di 50 famiglie, se tre accumulano quasi tutta la ricchezza mentre le altre mancano dell’essenziale, la giustizia non esigerebbe una ridistribuzione? Eppure nella società moderna lo sfruttamento da parte di un’élite ricca persiste. In modo sconcertante, il Regno Unito prevede di spendere 28,6 miliardi di sterline in regali di Natale nel 2024, mentre molte famiglie spendono in media circa 713 sterline a dicembre, il 29% in più rispetto a un mese normale. Questa enorme spesa lascia molte persone in una crisi di debito per il resto dell’anno, e ciò accade in un momento in cui 1 bambino britannico su 5 (2,6 milioni) vive in condizioni di privazione materiale. Questi bambini restano senza vedere soddisfatti i bisogni di base come il calore, il cibo fresco o una festa questo Natale, con oltre la metà (1,5 milioni) di bambini estremamente vulnerabili sotto i 10 anni di età.
L’Imam Ali dichiarò: «La verità è amara, ma il suo esito è dolce; la falsità appare dolce, ma è velenosa.»Nahjul-Balagha, Sermoni dell’Imam Ali, Detto 94
I credenti in Dio e in Gesù Cristo possono trovare pace mentre altri lottano ogni giorno per sopravvivere? Celebrare la nascita di una figura santa dovrebbe ispirarci a emularne il carattere. Eppure, mentre la disuguaglianza di ricchezza si allarga, permangono nette disparità. Nel Regno Unito, dove il patrimonio della famiglia Gopi supera i 37 miliardi di sterline, oltre 350.000 persone affrontano la condizione di senzatetto durante il Natale. Persone vulnerabili, tra cui prostitute e vittime della tratta, sopportano difficoltà inimmaginabili.
Aba Al-Sadiq mette in luce questa disparità in Lo Scopo del Saggio:
«Warren Buffet, Bill Gates e Jeff Bezos potrebbero sfamare un terzo del mondo per 75 giorni a 2 dollari al giorno... Tuttavia scelgono invece di tenere quel denaro sui loro conti bancari. I dieci miliardari più ricchi, che hanno una ricchezza complessiva di 1.500 miliardi di dollari, potrebbero sfamare un terzo del pianeta a 2 dollari al giorno per 375 giorni. Ciò salverebbe 9.375.000 vite in quel periodo di tempo.»Lo Scopo del Saggio, Aba Al-Sadiq, Porta 32, p. 427
Nel frattempo gli anziani affrontano un isolamento crescente: per esempio, nel Regno Unito si prevede che oltre 1,3 milioni di anziani saranno soli questo Natale. Eppure la Bibbia non ci ricorda forse di onorare i nostri genitori?
«Onora tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra che il SIGNORE, tuo Dio, ti dà.»Bibbia, Libro dell’Esodo, capitolo 20, versetto 12
Nonostante i progressi, malattie come il tifo e la tubercolosi riemergono, sintomi di leader che antepongono l’interesse personale al benessere pubblico. Negli Stati Uniti metà della popolazione non può permettersi le cure sanitarie di base, mentre i bilanci militari dominano la spesa pubblica. Non è forse questa la prova di uno spirito anticristo che si oppone agli insegnamenti di Gesù?
Gesù venne per sradicare il pregiudizio e la tirannia. Esortò all’esame di sé, alla giustizia e all’amore per il prossimo. Con le sue parole:
«Tutto ciò che volete che gli altri facciano a voi, fatelo anche voi a loro, perché questa è la Legge e i Profeti.»Bibbia, Vangelo di Matteo, capitolo 7, versetto 12
L’uomo di Dio, o Gesù nel suo tempo, ha l’incarico di orchestrare un movimento che comprenda sia lo Stato sia la religione. Questo ruolo non è secolare. In sostanza, se i Farisei e l’élite romana di qualsiasi epoca rifiutano di ascoltare e di adattarsi, questa resistenza rende necessario il crollo del vecchio ordine e l’emergere del cambiamento attraverso l’uomo di Dio.
«Non pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma una spada. Perché sono venuto a mettere l’uomo contro suo padre, la figlia contro sua madre, la nuora contro sua suocera; e i nemici di ciascuno saranno quelli della sua casa.»Bibbia, Vangelo di Matteo, capitolo 10, versetti 34-36
Questo passo non significa che Gesù volesse che i credenti combattessero contro le proprie famiglie per amore del conflitto. Piuttosto, come disse Aristotele, gli amici sono importanti, ma la verità viene prima di tutto. Abu Dharr riconobbe che la verità poteva essere amara e lasciare senza amici. Gesù non era discriminatorio nel suo messaggio; invitava tutti alla via della verità. Eppure i Farisei e gli scribi, gonfi di orgoglio, predicavano le proprie interpretazioni delle leggi e delle scritture. I ricchi mercanti anteponevano il profitto al benessere spirituale. Quando Gesù vide la casa di Dio trasformata in una spelonca di ladri, rovesciò i loro tavoli e non mostrò alcun rimorso.
Il vero messaggio del Natale
Alla fine Gesù estese il suo invito per mezzo dei suoi discepoli, che andavano a due a due per le strade, invitando viandanti, prostitute, ladri e perfino pubblicani, disprezzati tra i Giudei. Molte di queste persone, gravate dai loro peccati, trovarono speranza e guarigione grazie a Gesù. Lo riconobbero come un grande profeta inviato dall’unico vero Dio.
Gesù ricordò ai suoi discepoli che accogliere gli stranieri equivale ad accogliere Dio. La sua missione non riguardava manifestazioni esteriori di pietà, come barbe lunghe o preghiere meccaniche, ma l’essere umani gli uni verso gli altri. Attraverso gli oppressi e i maltrattati, i cui cuori erano fermi nella giustizia, Gesù cercò di instaurare il regno dei Cieli sulla Terra. Le sue porte erano aperte a tutti, senza pregiudizi.
In Giovanni 14:2-3 Gesù disse:
«Nella casa del Padre mio ci sono molte stanze; se non fosse così, vi avrei detto che vado a prepararvi un posto?»Bibbia, Vangelo di Giovanni, capitolo 14, versetti 2-3
Così Gesù era fermo e inflessibile con i miscredenti, smascherando il loro inganno con la conoscenza divina. Gli scribi e i politici ricchi, ostacoli alla sua missione, rifiutarono di riconoscere il suo legittimo posto di Messia atteso. Gesù lesse da Isaia nelle sinagoghe per proclamare il proprio ruolo di colui per il quale avevano pregato. Eppure i cosiddetti dotti lo derisero, generando confusione tra la gente sulla sua identità di spirito di Dio.
Gesù diede forza ai suoi seguaci perché diventassero il fondamento del regno di Dio sulla Terra. Promise che i miti, coloro che sopportano le difficoltà per la verità, avrebbero ereditato la Terra.
Il vero messaggio natalizio di Gesù è l’altruismo, in netto contrasto con l’individualismo moderno. Oggi molti antepongono se stessi, le proprie famiglie o le proprie nazioni a ogni altra cosa, facendo eco a una filosofia di divisione e di interesse personale. Gesù venne per abbattere il tribalismo e infrangere i confini tra regni distinti.
Riflettendo sulla storia della Natività, vediamo la luce appena nata di Dio coincidere con il sorgere di una nuova stella. La Messa di Cristo coincide con il solstizio d’inverno, simbolo di rinascita e di speranza. Antiche celebrazioni come i Saturnali e lo Yule segnavano anch’esse questo passaggio celeste, riconoscendo il ciclo di morte e rinnovamento. Allo stesso modo, la missione di Gesù ci chiama a morire a noi stessi e a rinascere nella verità.
Ecclesiaste 1:9 afferma:
«Ciò che è stato sarà di nuovo, ciò che è stato fatto sarà fatto di nuovo; non c’è nulla di nuovo sotto il sole.»Bibbia, Libro dell’Ecclesiaste, capitolo 1, versetto 9
Come dichiarò Gesù in Giovanni 3:3:
«In verità, in verità ti dico, nessuno può vedere il regno di Dio se non è nato di nuovo.»Bibbia, Vangelo di Giovanni, capitolo 3, versetto 3
Questo Natale, l’invito è chiaro: sollevarsi con la luce divina e diffonderne lo splendore. I Magi compresero questo invito, guidati dalla stella a portare in dono oro, incenso e mirra, simboli di buoni pensieri, buone azioni e buone parole.
Oggi Aba Al-Sadiq appare come l’Araldo della Verità che si leva, adempiendo antiche profezie. La sua missione fa eco all’invito di Gesù a instaurare sulla Terra un regno di giustizia e di umanità. Questo messaggio universale invita persone di ogni provenienza a unirsi sotto lo stendardo della verità, al di là dei confini religiosi e nazionali.
Mentre l’ora finale si avvicina, i segni apocalittici preannunciati nelle scritture si manifestano attorno a noi. Il messaggio del Natale resta un invito senza tempo: diventare luci sull’albero della vita, uniti in una fratellanza di credenti, diffondendo speranza e verità in un mondo oscuro. Rispondiamo a questo invito e adoperiamoci per il regno dei cieli, sulla Terra come in cielo, adempiendo la promessa del Messia e dell’Araldo della Verità che si leva.