L'arresto di Fateh Benaiss: una riflessione sulla persecuzione religiosa in Marocco
Testo letto in italiano
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Il credente marocchino dell'AROPL Fateh Benaiss è stato arrestato a Marrakech per aver predicato pacificamente e distribuito volantini.
Di James Pollard

L'episodio di Marrakech
Il 10 febbraio un uomo di mezza età proveniente dal Marocco è stato arrestato dalla polizia a Marrakech. Fateh Benaiss, nato il 10 gennaio 1969, è stato fermato semplicemente per aver distribuito volantini e predicato pacificamente per strada. È un devoto seguace della Religione Ahmadi della Pace e della Luce da quasi dieci anni.
Questo episodio non è isolato. Nel corso degli anni Benaiss è stato arrestato più volte dalla polizia marocchina per aver condiviso pacificamente le proprie convinzioni con il pubblico. Di solito viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico locale, dove gli vengono iniettati dei tranquillanti e viene poi etichettato come malato di mente a causa della sua predicazione. Questo trattamento è emblematico di come le autorità in Marocco trattino più in generale i credenti.
Precedenti casi di persecuzione
Anche le storie di Yahya Marfouq e Huzaifa Azuz sono state riportate dalla rivista The Divine Just State. Entrambi sono stati fermati dai servizi di intelligence marocchini, e Huzaifa è stato crudelmente sottoposto a internamento in un ospedale psichiatrico. Questi casi mettono in luce una preoccupante tendenza alla persecuzione religiosa subita dai membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce in Marocco.
Un messaggio di Fateh Benaiss
Di recente abbiamo ricevuto un messaggio vocale di Fateh mentre si trovava in commissariato. Nel suo messaggio ha detto quanto segue:
«Assalam alaikum wa rahmat Allahi wa barakatuhu, come stai? Tutto bene? Non sono riuscito a raggiungerti su WhatsApp. Comunque, sono in commissariato; mi hanno arrestato, quindi, sai, non allarmarti. Va tutto bene, e andrà bene, Inshallah.»
Il suo messaggio rivela una calma resilienza di fronte alle avversità. Nonostante le difficoltà che affronta, Benaiss resta saldo nelle sue convinzioni.
Il contesto più ampio della persecuzione religiosa
La persecuzione della Religione Ahmadi della Pace e della Luce non si limita al Marocco. Cresce l'attenzione per l'oppressione subita da questa fede nei paesi a maggioranza musulmana, come l'Egitto e la Malesia. I rapporti pubblicati dalla Commissione degli Stati Uniti per la Libertà Religiosa Internazionale (USCIRF) hanno evidenziato le misure oppressive adottate contro questa comunità, in particolare in Egitto.
Man mano che queste storie guadagnano visibilità, esse costituiscono una prova contro i regimi autoritari che opprimono, senza alcuna giustificazione, i diritti umani dei propri cittadini. La comunità internazionale deve prendere atto di tali violazioni e farsi sostenitrice del diritto delle persone di praticare liberamente la propria fede.
Un appello all'azione
Esortiamo il governo marocchino a ritirare ogni accusa e ogni programma di intimidazione rivolti ai credenti della Religione Ahmadi della Pace e della Luce. È essenziale che il governo consenta loro di praticare la propria fede in pace, come è loro diritto ai sensi del diritto internazionale. Tale diritto è sancito dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla libertà di religione o di credo, in particolare dall'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani.
L'importanza della libertà religiosa
La libertà religiosa è un diritto umano fondamentale. Consente alle persone di esprimere le proprie convinzioni senza timore di persecuzioni. La Religione Ahmadi della Pace e della Luce promuove la pace, la tolleranza e la comprensione tra tutte le persone. È fondamentale che i governi rispettino e difendano questi principi.
In conclusione, l'arresto di Fateh Benaiss è un duro promemoria della persecuzione in corso subita dai membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Man mano che il mondo prende coscienza di queste ingiustizie, è imperativo che ci schieriamo in solidarietà con coloro che cercano di praticare liberamente la propria fede. La lotta per la libertà religiosa è una responsabilità collettiva che trascende i confini e le culture.
Continuiamo a sostenere i diritti di persone come Fateh Benaiss, che difendono con coraggio le proprie convinzioni di fronte alle avversità.