Svelare la Bestia di ferro: il sistema dell'Anticristo nei tempi moderni
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Per secoli la figura dell'Anticristo, noto nella tradizione islamica come il Dajjal, è stata oggetto di intense speculazioni teologiche. Mentre molti hanno immaginato il Dajjal come un futuro ingannatore individuale, un crescente corpus di analisi interreligiose suggerisce un'interpretazione più ampia e più insidiosa. Più che un singolo uomo, il Dajjal potrebbe rappresentare un sistema globale che incarna il materialismo, l'inganno e la ribellione contro la verità divina.
Di Waqar Shah

Per secoli le comunità religiose hanno speculato sulla figura dell'Anticristo, noto nella tradizione islamica come il Dajjal. È una singola persona, un ingannatore che apparirà alla fine dei tempi? Oppure è qualcosa di più: un simbolo, un sistema o una nazione che incarna la ribellione contro Dio? Alla luce del recente discorso teologico e di un crescente corpus di studi interreligiosi, appare sempre più evidente che l'Anticristo potrebbe non essere soltanto un individuo, ma il culmine di una forza globale. Questa interpretazione trova un sostegno innegabile negli insegnamenti di Colui che si leva, Aba Al-Sadiq.
Il profeta Muhammad ammonì in modo celebre:
«Non fu inviato alcun profeta senza che avvertisse il suo popolo del Dajjal guercio».Sahih Al-Bukhari, Al-Bukhari, Libro delle Afflizioni e della Fine del Mondo, Hadith 245
Sottolineò che il Dajjal è guercio mentre «il vostro Signore non è guercio», simboleggiando una differenza critica di percezione: il Dajjal vede soltanto il mondo materiale, mentre i credenti percepiscono sia quello materiale sia quello spirituale. Questo avvertimento indica la gravità della minaccia del Dajjal.
Nel cristianesimo l'Anticristo è identificato in modo analogo come un ingannatore, uno che nega l'autorità divina di Gesù. La Prima Lettera di Giovanni dice: «Ogni spirito che non riconosce Gesù non è da Dio. Questo è lo spirito dell'Anticristo, del quale avete udito che viene e che già fin d'ora è nel mondo» (1 Giovanni 4:3). Ciò suggerisce che l'influenza dell'Anticristo non è confinata al futuro, ma è una presenza spirituale attiva.
Nella Bibbia ebraica il profeta Zaccaria dice: «Guai al pastore da nulla che abbandona il gregge! La spada colpisca il suo braccio e il suo occhio destro! Il suo braccio sia completamente inaridito, il suo occhio destro totalmente accecato!» (Zaccaria 11:17). Vediamo di nuovo il motivo della cecità da un occhio, un'immagine ricorrente nelle varie tradizioni, che denota una mancanza di discernimento spirituale.
Aba Al-Sadiq, ne Lo Scopo del Saggio, afferma che il Dajjal non è semplicemente un individuo, ma rappresenta un sistema globale: una civiltà radicata nel materialismo, nell'assenza di Dio e nell'inganno.
«Una nazione il cui dio è il denaro, che è cieca verso i poveri e che tuttavia pretende di rappresentare Gesù Cristo, non è altro che un Anticristo».Lo Scopo del Saggio, Aba Al-Sadiq, Porta 32, p. 429
Ciò concorda con l'idea dello «spirito dell'Anticristo» descritto nel Nuovo Testamento come già presente nel mondo.
Spiega inoltre che il sistema dajjalico è multiforme. Comprende il potere politico, l'influenza economica, la potenza militare e, soprattutto, il dominio culturale e ideologico. Secondo Aba Al-Sadiq, il vero pericolo sta nel sottile indottrinamento di valori che contraddicono la legge divina, attuato soprattutto attraverso i media e l'istruzione.
Il Libro di Daniele, nell'Antico Testamento, parla di una terrificante «quarta bestia» che «divora tutta la terra e la calpesta». Molti studiosi hanno interpretato questo passo come la visione profetica di un impero globale dominante. Esaminando le caratteristiche di questo quarto regno — forza senza precedenti, controllo diffuso e corruzione morale — emergono paralleli con gli Stati Uniti di oggi.
Aba Al-Sadiq mette in evidenza questa corrispondenza, identificando l'America come l'impero dajjalico moderno. Rileva che possiede tutti i tratti menzionati nella profezia: supremazia militare, leva economica, dominio culturale e un'agenda ideologica che sostituisce la guida divina con l'umanesimo secolare.
La descrizione del Dajjal come guercio fatta dal profeta Muhammad è interpretata da Aba Al-Sadiq come simbolo di cecità spirituale. Egli afferma che ciò simboleggia un'intera civiltà che vede soltanto il mondo fisico e materiale. Una simile civiltà nega l'invisibile, il metafisico e il divino, segni distintivi dell'inganno del Dajjal.
La civiltà occidentale, in particolare gli Stati Uniti, è spesso accusata di promuovere il materialismo, l'edonismo e l'ateismo. Aba Al-Sadiq richiama l'attenzione sulla glorificazione dell'«occhio che tutto vede» nella cultura occidentale, in particolare nella massoneria e nell'iconografia statunitense, come la banconota da un dollaro e la Statua della Libertà. Questi simboli sono interpretati come rappresentazioni del sistema dajjalico.
Una delle intuizioni più provocatorie offerte da Aba Al-Sadiq è la critica della democrazia come strumento dajjalico. Egli sostiene che la democrazia pone l'autorità suprema nelle mani del popolo, mettendo di fatto da parte la legislazione divina. Secondo l'escatologia islamica, la vera guida è nominata da Dio, come accadde con i profeti e con governanti giusti quali Davide, Salomone e l'atteso Imam Al-Mahdi.
La Costituzione degli Stati Uniti, per esempio, vieta a qualsiasi cittadino non nato nel paese di diventare presidente, escludendo di fatto lo stesso Gesù qualora tornasse. Inoltre, la separazione tra Chiesa e Stato istituzionalizza l'esclusione della guida divina dal governo.
Aba Al-Sadiq sottolinea che l'inganno dajjalico risiede proprio in questa illusione di libertà e di scelta. Mentre le persone credono di avere potere, sono in realtà orientate da un sistema che rifiuta alla radice il governo divino.
Aba Al-Sadiq avverte spesso che il sistema dajjalico usa la cultura come arma più potente. Attraverso l'intrattenimento, la musica, la moda e le norme sociali, la civiltà occidentale diffonde valori antitetici agli insegnamenti divini.
Indica la cultura delle celebrità in America come un'idolatria dei nostri tempi. Le star sono adorate, i loro stili di vita imitati e le loro opinioni trattate come vangelo. Ciò, dice, fa parte della più ampia agenda dajjalica di allontanare le persone dall'adorazione di Dio per volgerle all'adorazione di sé e dei piaceri mondani.
È interessante notare che sia l'islam sia il cristianesimo attendono il ritorno di Gesù. Aba Al-Sadiq sottolinea questa credenza comune come fondamento di unità. Sostiene che i veri seguaci di Gesù e di Muhammad devono unirsi contro il sistema dell'Anticristo se vogliono ottenere il successo.
«Non esistono due religioni più vicine del cristianesimo e dell'islam», afferma. Entrambe le fedi onorano Gesù, credono nella legge divina e attendono una guida divina. Pertanto, sostiene, la guerra e la divisione tra loro servono soltanto gli interessi del Dajjal.
Un tema ricorrente negli insegnamenti di Aba Al-Sadiq è che solo Dio ha il diritto di legiferare e di nominare i governanti. Ciò si pone in netto contrasto con i moderni sistemi democratici. Egli cita numerosi esempi tratti dalle Scritture a sostegno di questa tesi:
Nella Torah, Dio si riferisce all'intera nazione di Israele come al Suo «figlio primogenito», indicando un'identità collettiva attraverso la designazione divina.
Nel Corano, Abramo è descritto come una «Ummah» (una nazione), sottolineando il potere dell'obbedienza individuale di rappresentare la rettitudine collettiva.
Il profeta Muhammad disse: «I credenti sono come un solo corpo; se una parte soffre, tutto il corpo sente il dolore».Sahih Al-Bukhari
Questi riferimenti dimostrano che agli occhi di Dio la guida consiste nell'obbedienza alla legge divina e nell'unità nella fede, non nei numeri né nel governo della maggioranza.
L'interpretazione moderna dell'Anticristo come sistema globale, anziché come singolo individuo, getta nuova luce sugli ammonimenti escatologici dei profeti. Concorda con le descrizioni scritturali nell'islam, nel cristianesimo e nell'ebraismo.
I contributi di Aba Al-Sadiq a questo dibattito sono inestimabili. Egli amplia la comprensione del Dajjal fino a includere il controllo dei media, l'inganno politico, la manipolazione culturale e la sovversione ideologica. Avverte che, a meno che i credenti non si risveglino a questa realtà, potrebbero ritrovarsi inconsapevolmente dentro l'ingranaggio dajjalico o diventarne parte.
L'Anticristo, o Dajjal, non è qualcuno che stiamo semplicemente aspettando. È già qui, e opera attraverso sistemi, nazioni e ideologie che rifiutano l'autorità divina. Riconoscerlo è il primo passo per resistergli. E in questa resistenza, musulmani e cristiani, i seguaci del profeta Muhammad e di Gesù, devono stare insieme, uniti dalla verità e guidati dalla volontà divina di Dio.
Alla fine, saranno salvati soltanto coloro che aderiscono alle leggi di Dio e si sottomettono al Suo capo designato. Come disse Gesù,
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli».Bibbia, Vangelo di Matteo, capitolo 7, versetto 21
E come ci ricorda il Corano,
«Se obbedisci alla maggior parte di coloro che sono sulla terra, ti svieranno dalla via di Dio».Corano 6:116
Dio ci guidi tutti in questi tempi di grande inganno. E la pace sia su coloro che seguono la guida di Colui che si leva, Aba Al-Sadiq.