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Estremisti islamici si mobilitano contro l'ascesa dell'AROPL in Malesia

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Leggi l’articolo originale su The Divine Just State

Nonostante abbiano vietato il nostro Vangelo, perquisito abitazioni e arrestato credenti per strada, le autorità malesi sono in preda al panico. Il 30 novembre 2025 il Dipartimento islamico di Penang ha tenuto una conferenza a porte chiuse intitolata «L'AROPAL minaccia il benessere della Malesia», ammettendo che i nostri numeri sono in crescita. La loro paura è il segno più chiaro finora: la Religione Ahmadi della Pace e della Luce non può essere fermata. La luce di Aba Al-Sadiq sta sorgendo.

Di Joseph Dean McGowen

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«Dietro le porte chiuse di una moschea a Penang, in Malesia – 30 novembre 2025. Un ‘programma di sensibilizzazione’ finanziato dallo Stato con un'unica missione: fermare l'inarrestabile ascesa della Religione Ahmadi della Pace e della Luce.
«Dietro le porte chiuse di una moschea a Penang, in Malesia – 30 novembre 2025. Un ‘programma di sensibilizzazione’ finanziato dallo Stato con un'unica missione: fermare l'inarrestabile ascesa della Religione Ahmadi della Pace e della Luce.

In un salone di una moschea in penombra a Penang, in Malesia, la sera del 30 novembre 2025, si è svolto un incontro clandestino, che i media tradizionali hanno comodamente ignorato, o che il governo e gli organismi religiosi stanno deliberatamente nascondendo. Organizzato dal Dipartimento statale per gli affari religiosi islamici, l'evento alla Masjid Abdullah Fahim a Seberang Perai Utara vedeva come unico oratore l'Ustaz Dr. Mohamad Zaki bin Abdul Halim, vice Mufti del Dipartimento per gli affari islamici di Penang. Di poco inferiore ai 42 minuti, questo «programma di sensibilizzazione» non era un sermone occasionale: era un attacco mirato a quelli che le autorità ritengono «insegnamenti devianti», con la Religione Ahmadi della Pace e della Luce (AROPL) direttamente nel mirino.

L'intervento del dott. Zaki, ripreso in video e fatto circolare discretamente tramite Facebook e Telegram, ha dipinto l'AROPL come una minaccia crescente per il tessuto religioso della Malesia. Dichiarato eretico dagli organismi islamici malesi, il Vangelo dell'AROPAL è stato apertamente vietato e i suoi membri sono stati rastrellati con arresti in strada e perquisizioni nelle case. Eppure, ecco il colpo di scena che fa sudare i funzionari: nonostante queste repressioni, l'AROPL non si spegne, anzi, fiorisce. La Polizia Reale della Malesia ha ammesso un aumento dei seguaci nel Paese, in linea con l'espansione globale del movimento. Come ha avvertito il dott. Zaki rivolgendosi al suo pubblico di musulmani sunniti, questa «minaccia» all'armonia non è solo teorica: sta prendendo un reale slancio, infiltrandosi nelle comunità e sfidando lo status quo.

Il titolo suggerito del programma, «L'AROPL minaccia il benessere della Malesia», dice tutto. Ma perché tanta segretezza? Perché tenere simili conferenze lontano dal vaglio pubblico, per poi lasciarle trapelare attraverso canali secondari? È chiaro che il consiglio islamico e il governo malese sono scossi, temendo che le loro fatwa e i loro provvedimenti non fermino l'onda di una religione che promette pace e luce in un mondo sempre più diviso, e che, con il crescente sostegno delle agenzie internazionali per i diritti umani, insieme alla copertura mediatica internazionale dell'AROPL, verrà messo a nudo l'estremismo radicale all'interno della Malesia.

In un prossimo articolo di approfondimento, scopriremo i livelli di una cospirazione più profonda orchestrata dal governo malese e dai suoi esecutori religiosi contro l'AROPL e il suo venerato capo, Aba Al-Sadiq. La verità sta emergendo: non perdetevela.