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I credenti manifestano in Francia per la liberazione di Yahyah e Hudhaifa in Marocco

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Il 3 marzo, a Parigi, in Francia, i credenti della Religione Ahmadi della Pace e della Luce hanno guidato una manifestazione pacifica.

Di James Pollard

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Il 3 marzo, a Parigi, in Francia, si è svolto un raduno unico che ha riunito i credenti della Religione Ahmadi della Pace e della Luce provenienti da Germania e Francia per protestare contro la posizione oppressiva e ipocrita del regime marocchino. Il regime aveva incarcerato e processato due giovani membri della fede AROPL semplicemente per aver esposto pacificamente manifesti sulla propria fede.

«E chiesero la vittoria a Dio, e deluso fu perciò ogni tiranno ostinato.»Corano, capitolo 14 (Ibrahim), versetto 15

Abbiamo parlato con Allous Salim, che, insieme al Vescovo di Francia, ha organizzato il raduno. Ci ha raccontato la storia così come si è svolta, con nostra grande gioia.

Qual era lo scopo del raduno a Parigi, in Francia, il 3 marzo 2025?

Il raduno del 3 marzo 2025 a Parigi aveva due obiettivi chiari. Il primo era chiedere l'immunità di Yahya Marfouk e Huzaifa Azuz, due membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce arrestati in Marocco. Il nostro fratello Yahya è stato rilasciato sotto sorveglianza in attesa del processo, mentre il nostro fratello Huzaifa è stato internato a forza in un ospedale psichiatrico su denuncia del suo stesso padre. Abbiamo denunciato queste violazioni dei diritti umani e chiesto alla Francia di non restare in silenzio di fronte a questi atti tirannici di oppressione.

L'obiettivo secondario era far sapere a Parigi e al mondo intero che colui che si leva, Aba Al-Sadiq, Abdullah Hashem, è apparso per portare la libertà ai prigionieri. È il messaggero di Dio, inviato a portare un messaggio unificante di giustizia e di verità. La sua chiamata è semplice nella sostanza: l'umanità viene prima della religione.

Dove si sono riunite le persone? Quante erano e da dove provenivano?

Il raduno è iniziato sull'Esplanade du Trocadéro, di fronte alla Torre Eiffel, e noi eravamo 14 credenti. I partecipanti venivano da ogni parte: Belgio, varie regioni della Francia, e molti hanno viaggiato per lunghe ore per essere presenti. Con nostra grande sorpresa, abbiamo avuto l'onore e il sostegno dei nostri fratelli e sorelle della Germania, che hanno percorso più di 15 ore tra andata e ritorno per starci accanto.

Questi sacrifici e questa determinazione sono la prova vivente della fraternità che ci unisce nell'amore e nella sottomissione ad Aba Al-Sadiq. Ciascuno di noi sapeva perché era lì: per Yahya, per Huzaifa, per denunciare l'ingiustizia e per annunciare la verità al mondo intero.

Che cosa dicevano i cartelli che avete sollevato e avete usato slogan o mantra particolari?

I nostri cartelli e slogan riflettevano la nostra lotta. Era una richiesta di giustizia, di libertà e di riconoscimento dei nostri diritti. Abbiamo denunciato l'ingiustizia di cui Yahya e Huzaifa sono vittime, imprigionati semplicemente per le loro convinzioni. Abbiamo anche evidenziato il nostro diritto alla libertà di coscienza, ricordando a tutti che il velo non è un obbligo divino e che la repressione religiosa non ha posto in un mondo che aspira alla giustizia e all'equità.

I nostri slogan sono stati scanditi per tutta la manifestazione:

• «Liberate Yahya e Huzaifa!»

• «Giustizia per gli oppressi!»

• «Siamo tutti fratelli nell'umanità!»

• «La verità non può essere messa a tacere!»

• «Aba Al-Sadiq è il messaggero di Dio, venite ad ascoltare il suo messaggio!»

Con queste grida volevamo ricordare a tutti che non siamo perseguitati per crimini che abbiamo commesso, ma semplicemente perché sosteniamo una fede aperta, che cerca l'unità e la pace. Abbiamo insistito affinché la Francia difenda i nostri diritti mentre il Marocco ci imprigiona, e abbiamo esortato la Francia a condannare ufficialmente queste persecuzioni.

I nostri cartelli erano espliciti:

• «I diritti umani sono universali, non facoltativi!»

• «Le ragioni di Stato non devono far dimenticare i diritti umani in Marocco!»

• «Chiediamo alla Francia di condannare la repressione del regime marocchino!»

• «Aba Al-Sadiq vi chiama a un mondo giusto ed equo per tutti.»

Volevamo inviare un messaggio chiaro: non resteremo in silenzio. Le nostre voci echeggeranno oltre la Place du Trocadéro, raggiungendo il mondo per proclamare che l'oppressione deve cessare, una volta per tutte.

I vostri slogan e i vostri sforzi hanno suscitato quel giorno curiosità nella popolazione locale, nei movimenti politici o tra i rappresentanti dei media?

Sì, il nostro discorso ha suscitato curiosità, in particolare tra i passanti e i turisti presenti. Alcuni nostri sostenitori hanno trovato il tempo di dialogare con loro, spiegando la nostra fede e i motivi della nostra lotta. Molti sono stati toccati dal nostro messaggio, facendo domande e mostrando interesse per Aba Al-Sadiq. È stata un'occasione per fare luce sulla nostra religione e mostrare che siamo un movimento pacifico che sostiene l'unità e la giustizia.

Per quanto riguarda i media, invece, non erano presenti grandi emittenti, ma si sono avvicinati alcuni giornalisti marocchini. Hanno intervistato alcuni dei nostri membri, come Myriam e Ulises.

Avete visitato altri luoghi per proclamare il messaggio al popolo francese e oltre?

Sì, dopo la manifestazione ci siamo separati da chi tornava a casa, ma un piccolo gruppo di noi ha deciso di proseguire l'azione. Siamo andati all'Arco di Trionfo per spiegare con orgoglio lo stendardo «La fedeltà è ad Allah». Questo gesto era altamente simbolico. L'Arco di Trionfo rappresenta la storia, la resilienza e la vittoria, e volevamo affermare il nostro impegno per la verità e la giustizia. È stato un momento intenso, un momento di fratellanza, in cui tutti abbiamo sentito la presenza calda e amorevole di Aba Al-Sadiq, mentre gli rendevamo omaggio.

Come ha influito il raduno sui credenti, sulla loro fede e sulla loro comunità?

Il raduno è stato una vera fonte di energia e di conforto per tutti noi. Ritrovarci tra fratelli e sorelle nella fede, sentire questa unità e questa determinazione condivisa, è stato potente. Per molti è stato un momento di calma, un promemoria che non siamo soli e che la nostra lotta è giusta. Questo ha rafforzato la fede di ciascuno, dimostrando che nonostante la distanza e le difficoltà restiamo uniti e impegnati. Vedere tanta dedizione, sentire le nostre voci levarsi insieme e percepire questo fervore ci ha dato forza. Non è stata solo una manifestazione: è stata un vivo promemoria della nostra missione e del nostro impegno verso Aba Al-Sadiq.

«Ecco, quanto è bello e quanto è piacevole che i fratelli dimorino insieme in unità!»Bibbia, Libro dei Salmi, capitolo 133, versetto 1

Sono previsti futuri raduni o progetti innovativi?

Sì, intendo continuare e non mi fermerò finché la verità non sarà manifesta in tutto il mondo. Il prossimo raduno dovrà concentrarsi sulla lotta alla povertà, sulla condivisione e sulla giustizia divina. Ma soprattutto sarà un momento per invitare le persone a scoprire Aba Al-Sadiq, l'unico uomo che può realizzare lo Stato Giusto Divino, dove pace e prosperità saranno raggiunte per tutti coloro che cercano innanzitutto l'umanità.

Il piano è che i credenti allestiscano uno stand dove fornire materiale informativo per accogliere i ricercatori della verità, permettendo loro di esaminare le prove della chiamata e di prendere consapevolezza della conoscenza divina che viene rivelata.

Un compagno chiese una volta all'Imam Jafar Sadiq: «Come riconosciamo il Sahib Al-Amr (il Compagno della Questione)?» Egli rispose: «Dalla serenità, dalla dignità, dalla conoscenza e dalla volontà.»Bihar Al-Anwar, Al-Allamah Al-Majlisi, vol. 62, p. 217

I credenti intendono installare uno stand con volantini e opuscoli affinché i passanti possano prendere materiale da leggere e su cui riflettere. Trasmetteranno inoltre i video di Aba Al-Sadiq su uno schermo collegato a un altoparlante, assicurando che il suo messaggio sia visibile e udito da tutti. Inoltre, prevedono di stampare un mini-opuscolo con estratti da Lo Scopo del Saggio, comprensivo di un codice QR per approfondire la ricerca.

Sperano anche di portare il loro messaggio in vari luoghi, tenendo discorsi sulla pace, sull'amore per l'umanità e sulla giustizia, coinvolgendo i passanti e invitandoli a riflettere, proprio come facevano i Profeti prima di noi. Intendono rispondere alle domande delle menti curiose, spiegare chi è colui che si leva, Aba Al-Sadiq, quali prove presenta per rivendicare questo titolo e perché è qui oggi. Il suo messaggio è essenziale per i nostri tempi.

Gesù disse: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.»Bibbia, Vangelo di Matteo, capitolo 22, versetto 37

Il fratello ha dichiarato con fermezza che il suo obiettivo è moltiplicare le azioni per diffondere la verità in lungo e in largo, oltre i confini nazionali, e offrire a tutti l'opportunità di conoscere l'avvento del Mahdi promesso.

È solo andando incontro alle persone e creando occasioni di scambio che possiamo toccare i cuori e risvegliare le coscienze. I credenti in Francia, come gruppo, comprendono che nulla conta di più per loro oggi di queste missioni. La loro forza motrice ogni giorno è diffondere la chiamata e rendere orgoglioso il loro amato Padre, colui che si leva, Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem, dei loro sforzi per accelerare lo sviluppo dello Stato Giusto Divino per il bene dell'umanità. Questo è il motivo fondamentale del loro movimento e il Fine ultimo del Saggio, come delineato nel Vangelo fondamentale della nostra epoca, Lo Scopo del Saggio.

«Alzati; questa faccenda è nelle tue mani. Noi saremo con te, perciò fatti coraggio e agisci.»Bibbia, Libro di Esdra, capitolo 10, versetto 4