Come il sistema medico delude tutti noi
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Un esame dei sistemi medici ingiusti e della corruzione di Big Pharma, e uno sguardo al sistema giusto di Dio.
Di Dr. Med. Irfan Alamgir

«Il Signore ha creato medicine dalla terra, e l’uomo saggio non le disprezzerà».Bibbia, Libro dell’Ecclesiastico, capitolo 38, versetto 4
Oggi il modello di eccellenza nell’assistenza sanitaria è indubbiamente il modello medico occidentale. Dalla facoltà di medicina fino al completamento della formazione come specialista, i futuri medici dell’Oriente cercano di svolgere almeno una parte della loro formazione in Occidente. Tuttavia, persino una rapida occhiata ai sistemi sanitari dell’Europa occidentale e del Nord America rivela alcuni problemi evidenti e inconciliabili. Potenti aziende farmaceutiche e multinazionali da miliardi di dollari dettano l’agenda, esercitando un’enorme influenza politica sulla governance dell’assistenza sanitaria a livello globale.
Come medico ho visto in prima persona come le aziende farmaceutiche adottino tattiche di marketing aggressive per promuovere i propri prodotti presso gli operatori sanitari, offrendo talvolta incentivi o tangenti in cambio della prescrizione dei loro farmaci. Ciò può influenzare il comportamento prescrittivo dei professionisti sanitari e portare a una prescrizione eccessiva o a un uso inappropriato dei farmaci. Le aziende farmaceutiche possono anche instaurare relazioni eticamente discutibili con professionisti sanitari e decisori politici chiave attraverso compensi di consulenza, interventi come relatori o viaggi sponsorizzati. Tali relazioni possono creare conflitti di interesse che possono compromettere l’obiettività e l’integrità del processo decisionale.
Poi c’è la determinazione dei prezzi dei farmaci da parte delle aziende farmaceutiche, che può essere inutilmente eccessiva e comportare costi sanitari elevati per i pazienti. Le aziende ricorrono di frequente a tattiche come il «price gouging», ossia fissare prezzi elevati per farmaci essenziali senza giustificazione. Farmaci vitali sono venduti a prezzi notevolmente gonfiati, sfruttando spesso la vulnerabilità dei pazienti e il loro bisogno di cure mediche.

Un esempio famoso è il caso dell’EpiPen, un farmaco salvavita usato per trattare le gravi reazioni allergiche (anafilassi). Negli ultimi anni il prezzo dell’EpiPen, prodotto da Mylan, è aumentato drasticamente, suscitando ampie critiche e proteste pubbliche. Mylan ha acquisito i diritti sull’EpiPen nel 2007 e successivamente ha aumentato il prezzo di una confezione doppia di EpiPen da circa 100 dollari nel 2007 a oltre 600 dollari nel 2016! Questo disgustoso aumento di prezzo è particolarmente inquietante poiché il farmaco in sé non è cambiato in alcun modo ed è relativamente economico da produrre. Il caso dell’EpiPen è purtroppo uno fra tanti e dimostra chiaramente come le aziende farmaceutiche sfruttino la propria posizione dominante sul mercato per massimizzare i profitti a scapito dell’accesso dei pazienti ai farmaci essenziali.
E che dire del fenomeno della distorsione della ricerca, in cui le aziende finanziano in modo losco la ricerca clinica sui propri farmaci! Ciò porta inevitabilmente a risultati di ricerca favorevoli ai prodotti dell’azienda, compromettendo così le cure ai pazienti sulla base di informazioni potenzialmente fuorvianti.
Qualsiasi minaccia ai profitti di Big Pharma viene soffocata senza pietà attraverso il terrorismo psicologico e campagne di discredito dei rimedi naturali. Immaginiamo uno scenario ipotetico. Un’azienda farmaceutica produce un farmaco molto redditizio. Ha ovviamente un interesse acquisito a garantire che questo farmaco resti il trattamento di riferimento per una determinata condizione. Ora, supponiamo che esista un rimedio naturale che sta guadagnando popolarità tra i pazienti per la sua efficacia nel trattare esattamente la stessa condizione. Questo rimedio naturale è economico, ampiamente disponibile e ha effetti collaterali scarsi o nulli rispetto al loro farmaco. Fin dove pensate che le aziende farmaceutiche siano disposte a spingersi per proteggere la propria quota di mercato e i propri profitti?
È concepibile che lancino una campagna per screditare il rimedio naturale? Finanzierebbero studi volti a dimostrare l’inefficacia o i pericoli del rimedio naturale? Userebbero la loro influenza per fare pressione su organismi di regolamentazione o organizzazioni mediche affinché emettano dichiarazioni che gettino dubbi sulla sicurezza o sull’efficacia del rimedio naturale? Sfrutterebbero i propri rapporti con gli operatori sanitari per dissuaderli dal raccomandare o prescrivere il rimedio naturale ai loro pazienti? Investirebbero massicciamente in iniziative di marketing per promuovere il proprio farmaco come l’opzione terapeutica superiore? Queste sono naturalmente domande retoriche, e il fatto è che l’obiettivo ultimo delle aziende farmaceutiche è proteggere i propri profitti, e faranno di tutto per garantire il proprio predominio sul mercato.
Potrei andare avanti all’infinito, ma esistono già innumerevoli inchieste condotte da informatori che denunciano le pratiche corrotte di Big Pharma e di altre aziende che si nutrono con abilità dei membri più malati e vulnerabili della società. Non possiamo nasconderci da questa realtà inquietante e dal dilemma morale affrontato da chi lavora nel settore sanitario. Purtroppo, anche coloro che sono entrati nella forza lavoro sanitaria con nobili intenzioni diventano nel tempo venditori della stessa agenda. Il sistema stesso è difettoso e, per estensione, chi ne trae il sostentamento finisce per diventarne sostenitore e difensore: istituzionalizzato è, credo, la parola giusta. Ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno è un azzeramento del sistema.
Il modello attuale mira a curare le persone dopo che si sono ammalate. È un modello reattivo. Eppure, chiedete a qualsiasi medico e vi dirà che «prevenire è meglio che curare». Nel frattempo, l’attuale modello sanitario è concepito in modo completamente contrario a questo principio, e l’ipocrisia serve un’agenda chiara. Per esempio, le industrie alimentare e dell’intrattenimento promuovono attivamente stili di vita malsani e aspettano che le persone si ammalino di cuore e di diabete. Il risultato? I pazienti prendono un cocktail di farmaci per il resto della loro vita naturale. Questo paradigma è stato creato da società ricchissime, intimamente legate e unite nella loro avidità senza limiti.

Dio ha una visione totalmente diversa per la salute dell’umanità. Il Suo Sistema Medico esiste all’interno di uno Stato Giusto Divino, governato da un uomo che incarna il Suo Santo Spirito. Il sistema sanitario di Dio non è guidato da margini di profitto in continuo aumento, concepiti per mantenere i malati in terapia farmacologica per il resto della loro vita. L’assistenza sanitaria nello Stato Giusto Divino usa rimedi naturali per guarire definitivamente le malattie. La conoscenza illimitata di Dio abbraccia la salute e la guarigione ed è giunta all’umanità in passato attraverso molti profeti e messaggeri come Mosè, Gesù e Mohammed. Al giorno d’oggi Dio invia un uomo, il Mahdi, accompagnato dal ritorno di tutti questi profeti precedenti, per creare una rivoluzione divina in ogni aspetto della vita umana, non solo nella sanità.
Il Mahdi presiede lo Stato Giusto Divino e sradica tutti i sistemi corrotti e interessati. Nello Stato Giusto Divino l’invecchiamento stesso è trattato come qualsiasi altra malattia ed è anch’esso curato. Nello Stato Giusto Divino si muore soltanto per un trauma (incidenti) o per uccisione (omicidio). Le cure per tutte le malattie sono rese disponibili, gratuitamente, a tutti indistintamente. Ciò comprende le attuali malattie cosiddette incurabili, tra cui il cancro, l’Alzheimer, l’epilessia e così via. Le tossine nocive presenti nell’ambiente e negli alimenti vengono eliminate con metodi semplici ma ingegnosi. Salute e benessere abbondano e la disuguaglianza è cancellata.
Nello Stato Giusto Divino, la ricchezza non sarà un fattore predittivo dell’aspettativa di vita e della salute di una persona. I pazienti guariranno grazie all’alimentazione, alla meditazione e all’esercizio fisico.
Non è forse una Visione che vale la pena sostenere?


