Articolo 42 — L'Angelo Pavone
L'Angelo Pavone: il mistero di Iblis, dell'obbedienza e della misericordia divina
Lo Scopo del Saggio — Porta Numero Quarantadue
Testo letto in italiano
Iblis è stato respinto definitivamente dalla misericordia divina? Perché alcune tradizioni associano una figura angelica al pavone? E che cosa rivela questa storia sul vero significato dell'obbedienza?
La quarantaduesima e ultima Porta de Lo Scopo del Saggio ci riporta a uno dei personaggi più misteriosi della storia religiosa: Iblis.
Fin dai primi capitoli, l'opera ha esaminato il suo posto nella creazione, la sua opposizione ad Adamo e le conseguenze del suo orgoglio.
Ma quest'ultima Porta affronta l'argomento da una nuova angolazione.
Esplora il mistero dell'Angelo Pavone e pone una domanda fondamentale riguardo al rapporto tra la giustizia divina, la disobbedienza e la misericordia.
1. Un sogno all'origine di una rivelazione
Il capitolo inizia con il racconto di un sogno vissuto da Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq nel giugno 2019.
In questo sogno, si trova in un'automobile guidata da Ahmed Al-Hassan (Da lui viene la pace).
I due uomini conversano durante il tragitto.
L'autore riferisce di aver interrogato l'Imam a proposito di un versetto coranico che annuncia la maledizione di Iblis fino al Giorno della Retribuzione.
Al risveglio, quel sogno continua a interrogarlo.
Decide allora di porre la domanda direttamente ad Ahmed Al-Hassan.
2. La maledizione di Iblis è eterna?
Nella comprensione religiosa abituale, Iblis rappresenta la disobbedienza e l'orgoglio.
Il suo rifiuto di prostrarsi davanti ad Adamo costituisce uno degli eventi fondatori del racconto coranico.
Ma il capitolo invita a esaminare con precisione la durata e il significato della maledizione.
Che cosa significa una maledizione annunciata fino a un giorno determinato?
La questione è importante, perché riguarda la differenza tra una condanna assoluta e un periodo di sanzione.
L'opera sviluppa questo interrogativo nel quadro dei suoi insegnamenti sulla giustizia divina.
3. L'Angelo Pavone e le tradizioni religiose
La figura dell'Angelo Pavone è particolarmente associata alla tradizione yazida, in cui Melek Taus occupa un posto di primo piano.
Le rappresentazioni di questa figura sono state spesso fraintese da osservatori esterni.
Alcune interpretazioni hanno in particolare assimilato a torto le credenze yazide a un culto del diavolo.
Il capitolo de Lo Scopo del Saggio propone una propria lettura spirituale del mistero dell'Angelo Pavone. Occorre distinguere questa interpretazione dalle credenze effettivamente professate dalle comunità yazide.
4. L'obbedienza e la disobbedienza
Il libro ritorna a una questione centrale della storia di Adamo.
Perché Iblis ha rifiutato di riconoscere il posto concesso ad Adamo?
Nelle Porte precedenti, l'autore aveva presentato l'invidia, l'orgoglio e l'amore del potere come le cause essenziali della sua caduta.
Quest'ultima Porta prolunga tale riflessione.
La vera obbedienza non consiste soltanto nel riconoscere l'esistenza di Dio.
Implica anche accettare la Sua volontà quando contraddice le nostre preferenze personali.
5. La misericordia divina ha dei limiti?
Il tema della misericordia occupa un posto importante nella riflessione spirituale.
Le tradizioni religiose presentano Dio come giusto e misericordioso.
Ma come comprendere il rapporto tra la punizione, il pentimento e il perdono?
Il capitolo esamina questa questione attraverso il destino di Iblis.
Invita a riflettere sulla possibilità che alcune realtà spirituali siano più complesse delle rappresentazioni abituali del bene e del male.
6. La conoscenza non garantisce l'umiltà
La quindicesima Porta aveva presentato Iblis come un essere dotato di una conoscenza considerevole.
Eppure, questa conoscenza non gli avrebbe impedito di cadere nell'orgoglio.
L'ultima Porta ci ricorda così una delle lezioni principali del libro.
La conoscenza spirituale non basta se non è accompagnata dall'umiltà.
Un essere può conoscere molte verità e rifiutare tuttavia di riconoscere un'autorità che non corrisponde alle sue aspettative.
7. Il ritorno all'inizio della storia
La struttura de Lo Scopo del Saggio conferisce a quest'ultima Porta un significato particolare.
La prima Porta ci conduceva verso Adamo, il Giardino dell'Eden e l'origine delle prime prove dell'umanità.
L'ultima ci riporta a Iblis, all'obbedienza e alla giustizia divina.
Il percorso del libro forma così una riflessione che collega l'inizio della storia umana al suo compimento spirituale.
Tra questi due estremi, l'autore ha presentato le Alleanze, il ritorno delle anime, i misteri della creazione e la speranza di un mondo giusto.
8. L'insegnamento finale: superare l'orgoglio
Al di là delle dottrine particolari riguardanti l'Angelo Pavone, questa Porta solleva una domanda accessibile a ciascuno.
Siamo capaci di riconoscere i nostri errori?
Possiamo accettare che una verità metta in discussione le nostre certezze?
Sappiamo distinguere il nostro amore per Dio dal nostro attaccamento alla nostra stessa comprensione di Dio?
Questi interrogativi attraversano l'intera opera.
Ricordano che la ricerca spirituale esige tanta sincerità quanta conoscenza.
Conclusione — L'ultima Porta e il mistero della misericordia
Con L'Angelo Pavone, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace) conclude la sua opera tornando a una delle questioni più antiche della storia religiosa: quella dell'obbedienza a Dio.
L'ultima Porta invita a riflettere sulla giustizia, sulla misericordia e sui limiti della nostra comprensione.
Ci riporta anche alla responsabilità individuale.
Se l'orgoglio è stato una delle prime prove della creazione, la nostra più grande vittoria spirituale non consiste forse nell'imparare davvero l'umiltà?
È con questo interrogativo che si conclude il nostro percorso attraverso le quarantadue Porte de Lo Scopo del Saggio.