Articolo 41 — Il Libro dell'Apocalisse
Il Libro dell'Apocalisse: le profezie della fine dei tempi e la paura che imprigiona gli uomini
Lo Scopo del Saggio — Porta Numero Quarantuno
Testo letto in italiano
Perché le profezie della fine dei tempi suscitano tanta paura? E se questa paura ci impedisse talvolta di comprendere i messaggi spirituali che contengono?
L'Apocalisse è uno dei libri più misteriosi del Nuovo Testamento.
Le sue visioni, i suoi simboli e i suoi annunci hanno dato origine a numerose interpretazioni.
Nella quarantunesima Porta de Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace) affronta la questione delle profezie e della loro comprensione.
Ma comincia con un tema inatteso: la paura.
1. La paura come ostacolo alla conoscenza
Il capitolo afferma che molte persone prendono le proprie decisioni religiose sotto l'influenza della paura.
La paura dell'Inferno.
La paura di essere ingannati.
La paura dell'Anticristo.
La paura del cambiamento.
Secondo l'autore, questi timori possono impedire ai credenti di esaminare liberamente certe questioni.
Il problema non sarebbe dunque soltanto l'ignoranza.
Riguarderebbe anche i meccanismi che impediscono di ricercare la conoscenza.
2. La paura e l'autorità religiosa
Il libro esamina il modo in cui alcune autorità possono utilizzare la paura per rafforzare la propria influenza.
L'autore avvicina questa situazione ad antichi racconti riguardanti l'Egitto e il potere del Faraone.
Questo confronto serve a illustrare un meccanismo: una persona inquieta può essere più incline ad accettare affermazioni senza esaminarle.
Il capitolo invita così a riflettere sulla differenza tra il rispetto per un insegnamento e la sottomissione fondata sul timore.
3. I simboli dell'Apocalisse
Il Libro dell'Apocalisse utilizza un linguaggio ricco di visioni e di immagini.
Le straordinarie figure che vi compaiono sono state interpretate in molteplici modi.
L'autore esamina questi temi nel quadro della sua concezione della fine dei tempi.
Avvicina le tradizioni cristiane ad alcuni annunci coranici e alla dottrina del Qaim.
4. La Bestia della Terra
Il capitolo evoca in particolare il versetto 82 della sura An-Naml, che annuncia una creatura che emerge dalla terra e parla agli uomini.
Questa figura ha dato luogo a diverse interpretazioni nell'esegesi musulmana.
Il libro la integra nella sua riflessione sugli eventi escatologici.
L'autore cerca così di stabilire corrispondenze tra i simboli delle tradizioni cristiane e musulmane.
5. La conoscenza contro la manipolazione
Uno degli insegnamenti principali di questa Porta riguarda la necessità di esaminare le credenze.
La paura può impedire di porre domande.
Può anche portare a rifiutare un'idea prima ancora di averla compresa.
Il capitolo difende dunque l'importanza della ricerca spirituale.
Questa ricerca esige anche di confrontare le interpretazioni con i testi e di distinguere i fatti dalle ipotesi.
6. L'Apocalisse come rivelazione
La parola apocalisse è associata all'idea di svelamento o di rivelazione.
Questo significato permette di considerare il testo in modo diverso da un semplice annuncio di catastrofi.
Nella prospettiva del libro, gli eventi della fine dei tempi riguardano anche la manifestazione di verità finora ignorate.
Conclusione — La paura ci impedisce di riconoscere la verità?
La quarantunesima Porta de Lo Scopo del Saggio collega le profezie apocalittiche a una riflessione sulla libertà di coscienza e sulla conoscenza.
Invita a non lasciare che la paura sostituisca l'esame degli insegnamenti religiosi.
E se comprendere le profezie richiedesse prima di tutto di liberarci dalla paura che ci impedisce di studiarle?