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Un tribunale turco ordina la scarcerazione di membri iraniani della fede Ahmadi detenuti

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Aggiornamento del 15 settembre 2025 - Il Tribunale penale di pace di Ağrı ha disposto la scarcerazione di tre membri iraniani della Religione Ahmadi della Pace e della Luce, Sajjad Jafari, Ali Lakzaeian e Mansour Dehghan, detenuti in Turchia dal febbraio 2025.Inizialmente trattenuti a Isparta per aver svolto pacificamente attività missionaria, erano stati accusati di «turbamento dell'ordine pubblico» unicamente per aver condiviso la propria fede tramite manifesti e materiale stampato. La loro detenzione ha dato il via a un'ampia campagna internaz

Di Noor Fatimah Ali

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Aggiornamento del 15 settembre 2025 - Il Tribunale penale di pace di Ağrı ha disposto la scarcerazione di tre membri iraniani della Religione Ahmadi della Pace e della Luce, Sajjad Jafari, Ali Lakzaeian e Mansour Dehghan, detenuti in Turchia dal febbraio 2025.

Inizialmente trattenuti a Isparta per aver svolto pacificamente attività missionaria, erano stati accusati di «turbamento dell'ordine pubblico» unicamente per aver condiviso la propria fede tramite manifesti e materiale stampato. La loro detenzione ha dato il via a un'ampia campagna internazionale, con organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo che ne chiedevano la libertà.

Nel luglio 2025 il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha emesso misure provvisorie urgenti, ordinando alla Turchia di non deportarli in Iran, dove rischiano gravi persecuzioni, il carcere o persino l'esecuzione a causa delle loro convinzioni. La richiesta legale è stata preparata e presentata con il sostegno della Rule 39 Pro Bono Initiative e di AsyLex, il cui impegno ha avuto un ruolo determinante nella decisione odierna.

Il tribunale turco ha ritenuto ingiustificata l'accusa di turbamento dell'ordine pubblico e ha stabilito che non esisteva alcun fondamento giuridico per proseguire la detenzione. Di conseguenza, il provvedimento di detenzione amministrativa è stato revocato ed è stata ordinata la loro immediata scarcerazione.

Porgiamo le nostre congratulazioni alla comunità mondiale dei credenti ed esprimiamo il nostro più sentito ringraziamento alla Rule 39 Pro Bono Initiative, ad AsyLex e a tutti i difensori dei diritti umani i cui instancabili sforzi hanno contribuito a questo risultato.

La sentenza resta una potente testimonianza dell'impatto della solidarietà internazionale e della difesa costante dei diritti umani nel salvare vite.