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Un sermone sorprendente: annunciare in una moschea sciita che la religione è un uomo

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A Perth, in Australia, Gholagha ha portato la notizia della Religione Ahmadi della Pace e della Luce alla Comunità Ahlulbayt dell'Australia Occidentale.

Di James Pollard

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31 marzo 2025 – A Perth, una regione nota per la sua popolazione migrante eterogenea, abbiamo parlato con Gholagha, membro della comunità sciita hazara afghana, durante quello che i musulmani considerano il mese di Ramadan. Egli ha condiviso la teologia e gli insegnamenti di Aba Sadiq in un grande raduno nella sua moschea locale.

Gholagha ha deciso di agire presso la Comunità Ahlulbayt dell'Australia Occidentale (ACWA) in occasione dell'Eid, sapendo che sarebbe stato il momento di massima affluenza. Il centro, che serve circa 3.000 fedeli, è composto principalmente da fedeli afghani, insieme a membri iracheni, iraniani, libanesi e afghani. La guida all'interno della moschea è suddivisa tra studiosi di diverse tradizioni teologiche, tra cui quelli che seguono Seyed Khoei, lo sceicco Issaq Fayyaz e i cosiddetti «Segni di Dio» autoproclamati, come il Grande Ayatollah Ali Sistani e la Guida Suprema Ali Khamenei.

Gholagha
Gholagha

Secondo Gholagha, una parte considerevole della conoscenza degli insegnamenti religiosi nella comunità resta superficiale, spesso limitata alla memorizzazione di preghiere e narrazioni anziché all'esplorazione di verità gnostiche più profonde.

Gholagha stesso era membro dell'ACWA, ma nel 2010 ha intrapreso un cammino spirituale, inizialmente influenzato negli anni del liceo dalle opere di Abdullah Hashem e dal documentario The Arrivals. Il suo cammino verso la fede si è approfondito nel tempo, ma ha iniziato a mettere in discussione gli insegnamenti dominanti dell'islam sciita, in particolare dopo aver seguito studiosi come Ammar Nakshawani. Ha trovato i loro discorsi privi della profondità che cercava, spesso più simili a un intrattenimento che a una sostanziale esplorazione religiosa. La sua ricerca di una comprensione più profonda lo ha infine condotto agli insegnamenti di Aba Al-Sadiq e, all'inizio del 2024, ha aderito alla Religione Ahmadi della Pace e della Luce.

Il giorno della festa, a Gholagha è stata concessa l'opportunità di rivolgersi alla congregazione, un evento che egli descrive come ispirato da Dio. Il suo ruolo di elettricista di fiducia e di volontario della comunità presso la moschea ha contribuito a rendere possibile questo momento. Per anni aveva fornito gratuitamente al centro servizi di manutenzione elettrica e aveva contribuito attivamente a importanti raduni religiosi.

Il suo sermone, intitolato "La religione è un uomo", intendeva trasmettere una convinzione centrale della Religione Ahmadi della Pace e della Luce: che la conoscenza divina è rivelata attraverso i messaggeri scelti da Dio. Sostenne che le istituzioni religiose contemporanee si erano allontanate da questa verità, concentrandosi sui rituali anziché sulla ricerca di una conoscenza più profonda.

L'accoglienza è stata contrastante. Sebbene da 400 a 500 presenti, secondo le stime, lo abbiano ascoltato, solo pochi si sono avvicinati a lui in seguito per esprimere sostegno. Alcuni hanno lasciato intendere che le loro famiglie potrebbero essere aperte a un ulteriore confronto, in particolare tra i membri più giovani, disillusi dagli insegnamenti religiosi tradizionali. Tuttavia, il suo intervento è stato interrotto prima che si esaurissero i 15 minuti assegnati, cosa che egli attribuisce a una possibile resistenza da parte dei vertici della moschea.

«Gli insegnamenti di Aba Sadiq sono sconvolgenti e non possono essere confutati», ha detto, lasciando intendere che alcune autorità religiose potrebbero sentire minacciata la propria posizione dal suo messaggio.

Gholagha ritiene che molti giovani sciiti si siano disillusi nei confronti delle istituzioni religiose dominanti, che vedono come eccessivamente concentrate su pronunciamenti giuridici e narrazioni storiche anziché su soluzioni per le difficoltà contemporanee. Citando tradizioni islamiche, ha avvertito che la conoscenza religiosa si è diluita nel tempo, lasciando solo il guscio della fede privo della sua essenza.

Ha anche fatto riferimento alle profezie sulla venuta del Mahdi, affermando che i segni della comparsa del salvatore atteso sono ormai evidenti. Citando scritture islamiche e bibliche, ha sostenuto che il Mahdi apparirebbe dall'Occidente, mettendo in discussione presupposti di lunga data sulle sue origini.

Il suo messaggio, tuttavia, resta controverso. Pur aspettandosi un certo sostegno all'interno della comunità sciita australiana, riconosce che i gruppi sciiti più consolidati, in particolare quelli provenienti da Iraq e Iran, potrebbero respingere del tutto i suoi insegnamenti.

Nonostante il possibile ostracismo, non si lascia scoraggiare. Intende continuare a rivolgersi alle persone una per una, ritenendo che il dialogo diretto sia il mezzo più efficace per diffondere le sue convinzioni. Inoltre, mira a presentare il suo messaggio in raduni più ampi, per raggiungere il maggior numero possibile di ricercatori dalla mente aperta.

«La verità è con Aba Sadiq», ha affermato. «Ammiro pienamente la sua conoscenza, la sua saggezza e la sua moralità divinamente ispirate. E in verità non c'è forza né potenza se non in Dio.»