11 membri della Religione detenuti in Azerbaigian
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Un'ora fa, 11 membri azeri dell'AROPL sono stati arrestati per aver svolto attività missionaria in una piazza pubblica di Baku, in Azerbaigian.
Di Caroline Hoeren
AGGIORNAMENTO - 23 agosto 2024 I due membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce in Azerbaigian, arrestati per aver distribuito pacificamente dei volantini, sono stati ora rilasciati. Il loro arresto aveva suscitato forte preoccupazione, poiché, secondo quanto riferito, le autorità li avevano sottoposti a trattamenti duri durante la detenzione.
I detenuti sarebbero poi stati picchiati brutalmente e uno di loro, Rustem, avrebbe riportato la rottura di alcuni denti. Hanno descritto ulteriori abusi, tra cui molestie e aggressioni sessuali.
I detenuti hanno rivelato che le autorità inizialmente intendevano accusarli di reati più gravi. Tuttavia, l'arrivo in tribunale del loro avvocato, insieme alla nota attivista azera per i diritti umani Leila Yunus, ha spinto la polizia a riconsiderare la decisione. Invece di affrontare accuse più pesanti, i detenuti sono stati condannati a 30 giorni di reclusione.
AGGIORNAMENTO - 8 agosto 2024 L'indagine in Azerbaigian si estende ora a tutti i membri azeri attivi della Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Secondo quanto riferito, le autorità azere hanno contattato i padri e gli zii di diverse persone legate alla Religione Ahmadi della Pace e della Luce, tra cui Anar Alakbarov, Afsana Ahmadova e Ashur Badalov. Questi parenti sono stati contattati da rappresentanti dei poteri esecutivi di vari distretti, tra cui Kurdamir, Sharur, Agstafa e Guba. Le domande riguardavano il luogo in cui si trovassero i loro figli e le loro attività; le famiglie hanno risposto che gli interessati si trovavano all'estero. Quando è stato chiesto loro il motivo di tali richieste, i funzionari hanno dichiarato che le informazioni erano state richieste dalla polizia, senza fornire ulteriori dettagli.
AGGIORNAMENTO - 6 agosto 2024 In segno di solidarietà, oggi i rifugiati azeri in Polonia si sono riuniti per protestare contro il recente arresto di Rustam Gasimli e Neriman Shabanzade. La manifestazione pacifica si è svolta davanti all'ambasciata dell'Azerbaigian a Varsavia, dove i manifestanti hanno retto cartelli in cui chiedevano il rilascio dei loro compagni di fede e una maggiore libertà religiosa in Azerbaigian. Il raduno mirava ad attirare l'attenzione internazionale sulla sorte dei missionari detenuti, due dei quali sono stati recentemente condannati a 30 giorni di carcere per «teppismo» e «disobbedienza a un agente di polizia». I manifestanti in Polonia sperano che la loro iniziativa metta in luce le continue violazioni dei diritti umani e spinga le autorità azere a rispettare la libertà di espressione e la pratica religiosa.

AGGIORNAMENTO - 31 luglio 2024 Il ricorso presentato da Zibeyda Sadigova contro la condanna a 30 giorni di carcere per Rustam Gasimli e Neriman Shabanzade è stato respinto dal tribunale. In risposta, la legale ha proposto di portare la questione dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
Nel frattempo, diversi membri dell'AROPL in Germania si sono riuniti davanti all'ambasciata dell'Azerbaigian a Berlino per protestare contro gli arresti. La manifestazione riflette la crescente preoccupazione internazionale per il trattamento riservato ai membri detenuti.

AGGIORNAMENTO - Baku, 24 luglio 2024


Dopo 24 ore di sparizione forzata, Rustam Gasimli e Neriman Shabanzade sono riapparsi questa sera davanti al Tribunale del distretto di Sabail, dove sono stati condannati ad almeno 30 giorni di carcere per «teppismo» e «disobbedienza a un agente di polizia». I due erano stati inizialmente fermati per aver distribuito volantini a Baku.
Zibeyda Sadigova, nota avvocata per i diritti umani legata allo European Human Rights Advocacy Center, ha assunto la loro difesa. Sadıgova riferisce che entrambi hanno subito percosse e gravi abusi durante la detenzione. Intende presentare ricorso contro la decisione del tribunale, che considera un evidente tentativo di intimidire i membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce.
I due sono stati incriminati ai sensi dell'articolo 510 e dell'articolo 535.1 del Codice penale dell'Azerbaigian. L'articolo 510 li accusa di «teppismo», un'accusa scandalosa, dato che gli attivisti distribuivano pacificamente volantini e l'intero episodio è stato documentato in diretta su TikTok. Il caso ha suscitato serie preoccupazioni sullo stato dei diritti umani e della libertà di espressione in Azerbaigian.
AGGIORNAMENTO - Baku, 23 luglio 2024 I credenti arrestati il 20 luglio sono stati ora rilasciati. Tuttavia, il Comitato statale per le associazioni religiose della Repubblica dell'Azerbaigian è ora intervenuto nella vicenda e i membri sono ancora sotto indagine.
Due membri, Rustam Gasimli e Neriman Shabanzade, distribuivano pacificamente volantini ai passanti alle 17:00, ora di Baku, in Piazza delle Fontane. Sono stati avvicinati e fermati da tre agenti di polizia, che hanno confiscato i loro telefoni e li hanno arrestati. Al momento sono irraggiungibili. La loro attività missionaria è stata trasmessa in diretta su TikTok.
AGGIORNAMENTO - Baku, 22 luglio 2024 Dopo aver chiesto informazioni all'avvocato difensore, è stato confermato che i detenuti devono rispondere di imputazioni ai sensi dell'articolo 515 del Codice penale azero (violazione delle norme per la costituzione e il funzionamento delle organizzazioni religiose).
I detenuti hanno riferito che gli inquirenti azeri li hanno minacciati di stupro qualora avessero continuato a parlare di religione. Le autorità sono apparse particolarmente agitate per l'attenzione mediatica suscitata dall'episodio e hanno concentrato le indagini su chi aveva filmato e pubblicato online l'evento.
Inoltre, l'AROPL ha ricevuto notizie allarmanti secondo cui agenti di polizia sotto copertura, spacciandosi per rappresentanti di Human Rights Watch, avrebbero contattato dopo l'episodio membri azeri della fede. Questa tattica sembra essere un tentativo di raccogliere maggiori informazioni sulle riunioni dei membri dell'AROPL in Azerbaigian.
Baku, Azerbaigian - Il 20 luglio 2024, un gruppo di 11 membri azeri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce ha svolto un'attività missionaria in Piazza delle Fontane, a Baku. Le persone coinvolte erano i cittadini azeri Jalal Hajiyev, Ramil Ahmadov, Tural Veliyev, Ali Yasar Jafarov, Nijat Gahramanov, Rustam Gasimli, Fegan Rahimov, Kamil Qafarli, Taleh İmanov Ali Oglu, Elnur Mammadov e Neriman Shabanzade.

Il gruppo ha sollevato immagini dei propri leader religiosi e ha predicato pacificamente i principi della propria fede. Hanno annunciato l'apparizione dell'Imam Mahdi e la Supremazia di Dio. In dieci minuti sono stati circondati da 11 agenti di polizia e militari. Le autorità hanno informato il gruppo che le loro attività disturbavano i passanti.
Nonostante ciò, i missionari hanno proseguito i loro sforzi, il che ha portato, dopo altri dieci minuti, all'arresto arbitrario di 11 membri. I membri fermati sono stati portati con la forza verso i veicoli della polizia mentre reggevano ancora le immagini dei loro leader religiosi. L'episodio è stato ripreso in video da un passante simpatizzante, Behruz Cebrailov, e circola attualmente sui social media.


Gli 11 membri sono attualmente detenuti presso il Dipartimento di polizia n. 9 del distretto di Sabayil a Baku. Sono trattenuti per «resistenza alla polizia» (articolo 315 del Codice penale azero) e «turbamento dell'ordine pubblico» (articolo 233 del Codice penale azero), articoli che in Azerbaigian vengono tipicamente usati contro i dissidenti e le persone con opinioni non convenzionali. La Religione Ahmadi della Pace e della Luce condanna fermamente questa violazione del loro diritto di manifestare la propria fede.
Secondo le organizzazioni per i diritti umani, l'Azerbaigian arresta regolarmente i dissidenti, il che evidenzia le persistenti preoccupazioni sull'impegno del Paese per i diritti umani e la libertà di espressione.
Info: L'opera missionaria è una pietra angolare della Religione Ahmadi della Pace e della Luce, e l'annuncio della buona novella di un salvatore è un aspetto fondamentale della loro pratica. Tuttavia, lo Stato dell'Azerbaigian impedisce attivamente ai membri dell'AROPL di praticare la propria fede, costringendoli a nascondere le proprie convinzioni religiose o ad affrontare la prigione.
«Vi chiedo di organizzarvi e di prepararvi a marciare apertamente per le vostre strade, dichiarando la vostra fede pubblicamente e con orgoglio, a qualunque costo, fratelli e sorelle miei. A qualunque costo. Marciate avanti e chiedete libertà per i vostri fratelli e sorelle e per voi stessi. Marciate avanti e fate conoscere la vostra fede al mondo.»Aba Al-Sadiq-2023