Le autorità algerine attuano la persecuzione religiosa nel caso di Marwan Melouk
Testo letto in italiano
Leggi l’articolo originale su The Divine Just State
Nessun reato, mesi di detenzione: il caso di Marwan Melouk fa suonare l'allarme sulla persecuzione religiosa in Algeria.
Di Yasmine Guissi

Il 17 novembre 2025 il cittadino algerino Marwan Melouk, nato il 17 maggio 1978 a Batna, in Algeria, è stato arrestato e tenuto in stato di fermo per essere interrogato. Si trova in detenzione preventiva dal novembre 2025 e non è stata fissata alcuna data per il processo.

Residente nella provincia di Tipaza, Marwan è sposato, padre di due figli e lavora come guardia di sicurezza. Ex musulmano sunnita, nel 2018 si è convertito alla Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Dopo la conversione è diventato attivamente coinvolto nella comunità ahmadi algerina. Le sue attività comprendevano la gestione di piattaforme social rivolte ai credenti algerini e una partecipazione assidua a gruppi Telegram online legati alla fede.
Il 15 novembre 2025 Marwan Melouk ha ricevuto formalmente una convocazione dalla Gendarmeria Nazionale algerina nella provincia di Oum El Bouaghi, che gli imponeva di presentarsi per essere interrogato dalle autorità giudiziarie. Il 17 novembre 2025 Marwan è stato interrogato dalla Gendarmeria Nazionale algerina a Oum El Bouaghi. L'interrogatorio si è concentrato esplicitamente sulle sue convinzioni religiose e sui suoi legami con altri credenti. È stato accusato di aver ricevuto fondi da sostenitori in Algeria attraverso il suo conto postale.
I credenti della Religione Ahmadi della Pace e della Luce sono frequentemente perseguiti ai sensi dell'articolo 46 della Legge sulle associazioni e dell'articolo 144 bis 2 del Codice penale algerino, che criminalizzano la partecipazione ad associazioni non registrate e puniscono gli atti ritenuti «offensivi nei confronti del Profeta o denigratori del dogma o dei precetti dell'Islam». Queste disposizioni impongono pene severe, tra cui la reclusione e ingenti multe, e sono abitualmente usate per reprimere le minoranze religiose le cui convinzioni divergono dall'interpretazione dell'Islam sancita dallo Stato. Di conseguenza, le minoranze religiose in Algeria incontrano ostacoli significativi al culto, alla riunione e alla pacifica espressione della fede. Questo quadro giuridico e istituzionale ha contribuito direttamente alla detenzione di Marwan Melouk. L'articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) garantisce il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, compresa la libertà di manifestare la propria religione individualmente o in comunità con altri, in pubblico o in privato. Sebbene l'Algeria riconosca formalmente l'ICCPR nel proprio quadro costituzionale, queste tutele non sono attuate nella pratica, il che porta alla sistematica repressione e persecuzione delle minoranze religiose.
Nel periodo precedente il suo arresto, Marwan ha attraversato difficoltà finanziarie. Altri credenti in Algeria gli hanno fornito volontariamente un aiuto economico personale per aiutarlo a far fronte ai debiti accumulati. Questi atti privati di solidarietà sono stati poi travisati dalle autorità e usati come pretesto per fabbricare accuse penali nei suoi confronti, in particolare l'accusa di «raccolta di donazioni senza previa autorizzazione», al fine di giustificare il suo arresto sulla base della sua appartenenza religiosa.
Durante l'interrogatorio, le domande si sono concentrate esplicitamente sulle sue convinzioni religiose e sui suoi legami con altri credenti. È stato accusato di aver ricevuto fondi da sostenitori in Algeria attraverso il suo conto postale. Dopo che ha affermato di essere un credente della Religione Ahmadi della Pace e della Luce, il suo telefono cellulare è stato immediatamente sequestrato ed è stata ordinata una perquisizione dei suoi beni privati. Questi atti dimostrano che la sua appartenenza religiosa è stata un fattore centrale e determinante dei provvedimenti adottati contro di lui.
A Marwan è stato chiesto come conoscesse le persone che gli avevano inviato denaro. Ha spiegato che erano altri credenti e che i fondi consistevano in un aiuto volontario destinato ad aiutarlo a pagare i debiti accumulati. Nonostante questa spiegazione, le autorità hanno proceduto con le accuse e hanno convocato diverse persone che gli avevano fornito sostegno finanziario. Almeno due di queste persone hanno negato di conoscere Marwan, hanno negato qualsiasi legame con la Religione Ahmadi della Pace e della Luce e hanno pubblicamente rinnegato le loro convinzioni. Queste dichiarazioni sono state rese apparentemente per timore di arresto o di punizione. Dopo questi sviluppi, Marwan è stato posto in carcere in attesa di indagini per un periodo non inferiore a quattro mesi. È tuttora in carcere, il che causa gravi sofferenze emotive e psicologiche alla sua famiglia. Dopo l'interrogatorio, Marwan ha contattato la moglie per informarla di essere stato trattenuto in attesa di indagini e che era necessaria una rappresentanza legale. I suoi figli, che non vedevano il padre da oltre un mese a causa del suo lavoro di guardia di sicurezza, ne attendevano il ritorno. La sua improvvisa detenzione ha gettato la famiglia in uno stato di paura, instabilità e costante insicurezza. Dopo il suo arresto, la moglie e i figli di Marwan sono stati sottoposti a takfīr (scomunica) e a ostracismo sociale da parte di membri della società locale, compresi i parenti. Venuti a conoscenza delle sue convinzioni religiose e della sua detenzione, molti hanno rimproverato la famiglia e hanno ritirato ogni forma di aiuto, dicendo: «Questo è il risultato del vostro allontanamento dalla religione dei vostri padri e dei vostri nonni.» Questo trattamento costituisce una persecuzione da parte di attori non statali, che le autorità algerine si sono dimostrate non intenzionate a impedire.
La convocazione e l'interrogatorio delle persone che avevano fornito aiuto finanziario a Marwan, e la successiva rinuncia pubblica alla fede da parte di alcune di esse, illustrano un clima più ampio di intimidazione e repressione nei confronti dei membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce in Algeria. Questo clima di paura contribuisce direttamente al prolungamento delle detenzioni e ostacola il giusto processo.
Marwan è stato formalmente incriminato per:
● raccolta di donazioni senza previa autorizzazione, e
● il delitto minore di riciclaggio di denaro nell'ambito di un gruppo criminale organizzato, ai sensi dell'articolo 389 bis (2) del Codice penale e degli articoli 1 e 8 della Legge sulla raccolta di donazioni.

Traduzione della convocazione del tribunale
Repubblica Algerina Democratica e Popolare
Ministero della Difesa Nazionale
Comando della Gendarmeria Nazionale
Quinto Comando Regionale della Gendarmeria Nazionale – Costantina Raggruppamento Provinciale della Gendarmeria Nazionale – Batna Brigata Regionale della Gendarmeria Nazionale – Bir El Ater Unità Investigativa della Gendarmeria Nazionale – Bir El Ater
N. di riferimento: 25 / 1720 / 2
Data: 15 novembre 2025
CONVOCAZIONE
Persona tenuta a comparire:
Sig. Marwan Melouk
Data di nascita:
13 maggio 1978, Bir El Ater, provincia di Tebessa
Figlio di:
Youssef
Madre:
Malaz Zineb
Indirizzo:
Distretto di Tachourine, Quartiere 1500 Alloggi, Comune di Bir El Ater Nazionale
Carta d'identità:
N. 402600331, rilasciata il 10 agosto 2022 dal Comune di Bir El Ater
Il Sig. Marwan Melouk è tenuto a presentarsi al Servizio di Investigazione Criminale il 15 novembre 2025 alle ore 08:00.
Motivo:
Questione giudiziaria oggetto di indagine.
Documenti da portare:
– Convocazione dell'unità
– Carta d'identità nazionale
Emessa a Bir El Ater, il 15 novembre 2025 (Timbro ufficiale e firma della Gendarmeria Nazionale)