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La festa della fede di cui non avete mai sentito parlare

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Ogni religione ha i suoi giorni sacri. Questa festa potrebbe essere la più decisiva.

Di Ardijan Demirovic

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La Festa del Testamento, Aba Al-Sadiq

Ogni religione ha una festa o una ricorrenza che tocca da vicino il cuore dei credenti. I musulmani hanno il mese di Ramadan, l'Eid al-Fitr, l'Eid al-Adha e l'Eid al-Ghadir. I cristiani hanno il Natale, la Pasqua e il Venerdì Santo, e gli ebrei hanno Rosh Hashanah, Yom Kippur e la Pasqua ebraica.

Anche noi, come Religione Ahmadi della Pace e della Luce, abbiamo le nostre ricorrenze e le nostre feste, ma nessuna è importante quanto quella che chiamiamo la Festa del Testamento.

La Festa del Testamento non è qualcosa da prendere alla leggera; non è la celebrazione di un passato troppo lontano perché ne riconosciamo il significato e l'importanza. È un giorno del ricordo, un giorno in cui ricordiamo e celebriamo le benedizioni che abbiamo da Dio: benedizioni di guida, di chiarezza, di comunità e della Prova di Dio, il cui nome è riconosciuto nel Testamento, il Califfo nominato da Dio in ogni giorno e in ogni epoca. Ogni anno i credenti di tutto il mondo si riuniscono per questa festa per aprire ancora una volta il Testamento e leggervi ciò che contiene i nomi dei successori del profeta Muhammad. È una tradizione che risale ai tempi di Adamo, a Dio stesso. Dio rese nota la Sua Volontà agli angeli quando disse loro:

«In verità, porrò sulla Terra un califfo».Corano, capitolo 2 (Al-Baqarah), versetto 30

Dio nominò il successore sulla Terra, la Sua Volontà. Ma che ne fu di Adamo e dei suoi figli?

Abi Abdullah disse: «In verità Caino si avvicinò a Set e gli disse: “Mio padre ti ha dato parte della conoscenza che aveva, e io ero più anziano di te e avevo più diritto di te a questa conoscenza, ma poiché ho ucciso suo figlio, si è adirato con me e ti ha preferito a me in questa conoscenza. Giuro su Dio, se citerai qualcosa della conoscenza che hai ereditato da tuo padre per metterti in mostra davanti a me e comportarti come se fossi migliore, ti ucciderò come ho ucciso tuo fratello”. Set allora nascose tutto ciò che aveva della conoscenza che aveva ottenuto finché lo stato di Caino e il suo governo non fossero giunti alla fine. E per questo motivo pratichiamo la dissimulazione (taqiyah), perché abbiamo un esempio nel figlio di Adamo, e Set parlò in segreto a suo figlio dell'Alleanza, e da quando Set trasmise il Testamento a suo figlio, per Dio, la sunnah è stata di trasmettere il Testamento, di studioso in studioso, ed essi aprivano il Testamento ogni anno in un giorno particolare e parlavano di come il loro padre avesse dato loro una profezia e una buona novella riguardo alla venuta di Noè».Bihar Al-Anwar, Al-Allamah Al-Majlisi, vol. 11, p. 241

Da questa narrazione ricaviamo l'origine della Festa del Testamento. Seguiamo questa antica tradizione, che è stata persa, abbandonata e dimenticata dalla maggior parte del mondo. Così ora, proprio come fu all'inizio, ogni anno i credenti, i figli di Set, si riuniscono per aprire il Testamento e leggerlo.

Noè, ultimo vicegerente menzionato nel Testamento di Adamo e di Set, prosegue la tradizione redigendo un nuovo Testamento per le generazioni che sarebbero venute dopo di lui. Da Abu 'Abd Allah, che disse:

«Noè visse cinquecento anni dopo il diluvio. Poi Gabriele venne da lui e disse: “O Noè, la tua profezia è giunta al termine e i tuoi giorni sono compiuti. Rivolgiti dunque al Nome Più Grande, all'eredità della conoscenza e alle tracce della conoscenza della profezia che sono presso di te, e trasmettili a tuo figlio Sem, perché non lascio la terra senza uno studioso per mezzo del quale sia conosciuta la Mia obbedienza e riconosciuta la Mia guida. Egli sarà un mezzo di salvezza tra il passaggio di un profeta e la venuta di un altro. Non ho mai lasciato la gente senza una prova per Me, un chiamante a Me, una guida alla Mia via e uno che conosca il Mio comando. Ho decretato che per ogni popolo vi sia una guida per mezzo della quale guido i beati, e che sarà una prova contro i miseri”. Disse: Così Noè trasmise a Sem il Nome Più Grande, l'eredità della conoscenza e le tracce della conoscenza della profezia. Quanto a Cam e a Iafet, non avevano alcuna conoscenza di cui potessero trarre beneficio. Disse: E Noè diede loro la buona novella di Hud, e ordinò loro di seguirlo, e li istruì ad aprire il Testamento ogni anno, a esaminarlo e a farne una festa (Eid) per loro».Kamāl al-dīn wa tamām al-niʿma, Al-Shaikh Al-Saduq, vol. 1, p. 551

Anche Abramo stesso redasse un Testamento, e suo nipote Giacobbe stabilì a sua volta un Testamento proprio come suo nonno per i Figli d'Israele. Questo fu il Testamento di Abramo, come anche di Giacobbe, ai suoi figli, dicendo:

«In verità Allah ha scelto per voi questa fede; non morite dunque se non ˹in uno stato di piena˺ sottomissione. Oppure eravate presenti quando la morte venne a Giacobbe? Egli chiese ai suoi figli: “Chi adorerete dopo la mia dipartita?” Risposero: “˹Continueremo ad˺ adorare il tuo Dio, il Dio dei tuoi padri, Abramo, Ismaele e Isacco, il Dio Unico. E a Lui ˹tutti˺ ci sottomettiamo”».Corano, capitolo 2 (Al-Baqarah), versetti 132-133

Anche Mosè, che i Figli d'Israele consideravano un salvatore e l'adempimento della promessa di Dio, non lasciò questo mondo senza informare il suo popolo dell'uomo successivo designato da Dio: quando Mosè era vicino alla fine della sua vita, quando il popolo era giunto al Mar Morto, ebbe un altro colloquio con Dio riguardo al suo successore. Là Dio gli disse:

«Prendi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui si trova lo Spirito, e imponi la tua mano su di lui. Fallo stare davanti al sacerdote Eleazaro e davanti a tutta l'assemblea e investilo davanti ai loro occhi. Dagli parte della tua autorità, affinché l'assemblea del popolo d'Israele obbedisca».Bibbia, Libro dei Numeri, capitolo 27, versetti 18-20

E contrariamente a ciò che credono la maggior parte dei cristiani, proprio come Mosè anche Gesù stabilisce per il popolo il successivo nella linea prima della sua scomparsa:

Il Messaggero di Allah disse: «Gesù, figlio di Maria, fece testamento a Simone figlio di Hamun Al-Safa'a».Bihar Al-Anwar, Al-Allamah Al-Majlisi, vol. 36, p. 334

Ciò richiama la scena del Nuovo Testamento in cui Gesù designa Simon Pietro:

Gesù rispose: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché non la carne e il sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».Bibbia, Vangelo di Matteo, capitolo 16, versetti 17-19

Gesù menzionò anche, nel suo Testamento, la venuta di un Profeta dopo di lui, Mohammed:

«E [ricorda] quando Gesù, figlio di Maria, disse: “O Figli d'Israele, in verità io sono il messaggero di Allah per voi, a conferma di ciò che venne prima di me della Torah e portatore della buona novella di un messaggero che verrà dopo di me, il cui nome è Ahmed”. Ma quando egli (Ahmed) giunse a loro con chiare prove, dissero: “Questa è pura magia”».Corano, capitolo 61 (Al-Saf), versetto 6

La Festa del Testamento è un promemoria che Dio non ci ha mai lasciati senza qualcuno su cui sia il Suo Spirito. È un giorno del ricordo. È un giorno in cui ricordiamo la nostra alleanza con Dio. In questo giorno particolare, il 23 gennaio, i credenti si riuniscono per ricordare la promessa e la garanzia di Dio per noi.

Torniamo al profeta Muhammad. Dato che abbiamo stabilito che i Vicegerenti lasciarono un Testamento al loro popolo perché non si smarrisse mai, vediamo che anche il profeta Muhammad volle scrivere un Testamento prima di morire, con la forte disapprovazione di alcuni dei suoi compagni.

Ibn 'Abbas narrò: Quando l'Apostolo di Allah era sul letto di morte e in casa c'erano alcune persone, tra cui Umar bin Al-Khattab, il Profeta disse: «Venite, lasciate che scriva per voi una dichiarazione dopo la quale non vi smarrirete». Umar disse: «Il Profeta è gravemente malato e voi avete il Corano; il Libro di Allah ci basta». Le persone presenti in casa discordarono e litigarono. Alcuni dissero: «Avvicinatevi affinché il Profeta possa scrivere per voi una dichiarazione dopo la quale non vi smarrirete», mentre gli altri dissero ciò che aveva detto Umar. Quando fecero clamore e tumulto davanti al Profeta, l'Apostolo di Allah disse: «Andate via!» 'Ubaidullah disse: Ibn 'Abbas era solito dire: «Fu una grandissima sventura che all'Apostolo di Allah fosse impedito di scrivere quella dichiarazione per loro a causa del loro disaccordo e del loro rumore».Sahih Al-Bukhari, Al-Bukhari, Libro dei malati, Hadith 5669

Come possiamo vedere, il Profeta giaceva sul letto di morte e chiedeva qualcosa di semplice, una penna e della carta, per guidare la sua comunità dopo la sua scomparsa. Eppure vediamo che i suoi seguaci, i suoi stessi compagni, tra cui Umar ibn al-Khattab, cercarono di impedire che quel Testamento fosse scritto, dicendo che il Profeta stava delirando o avendo allucinazioni.

Lo stesso Corano contraddice le affermazioni di quei compagni:

«Per la stella quando tramonta, il vostro compagno [cioè Mohammed] non si è smarrito, né ha errato, né parla per [propria] inclinazione. Non è altro che una rivelazione rivelata».Corano, capitolo 53 (Al-Najm), versetti 1-4

Il Corano ci garantisce anche che un Testamento deve essere scritto:

«È prescritto che quando la morte si avvicina a uno di voi, se lascia qualcosa di valore, si faccia testamento a favore dei genitori e dei parenti stretti con equità. ˹Questo è˺ un obbligo per coloro che ˹temono Allah˺».Corano, capitolo 2 (Al-Baqarah), versetto 180

Dunque la logica impone che il Profeta stesso abbia dovuto scrivere un Testamento:

Narrò `Abdullah bin `Umar: il Messaggero di Allah disse: «Non è lecito a nessun musulmano che abbia qualcosa da lasciare in eredità trascorrere due notti senza avere le sue ultime volontà e il suo testamento scritti e tenuti pronti presso di sé».Sahih Al-Bukhari, Al-Bukhari, Testamenti e lasciti (Wasaayaa), Hadith 2738

Nessuno può impedire la Volontà di Dio, e il Profeta lasciò di fatto un Testamento e vi scrisse i nomi dei suoi successori:

«Il profeta Muhammad disse ad Ali la notte della sua morte: “O Padre di Al-Hassan, portami una penna e un foglio”, e così il Messaggero di Allah dettò il suo Testamento fino a giungere a questo punto, dove disse: “O Ali, dopo di me ci saranno dodici Imam e dopo di loro ci saranno dodici Mahdi. Dunque tu, o Ali, sei il primo dei dodici Imam; Allah l'Altissimo ti ha chiamato nei Suoi cieli Ali Al-Murtada (il Soddisfatto), Amirul Mo'mineen (il Principe dei Credenti), Al-Siddiq Al-Akbar (il Più Grande Veritiero), Al-Farouq Al-A'tham (il Più Grande Giudice e Discernitore tra verità e falsità), Al-Ma'moun (il Fidato) e il Mahdi (il Ben Guidato). Questi nomi non possono essere attribuiti a nessun altro che a te. O Ali, tu sei il mio vicegerente/tutore sulla mia stessa famiglia, sui suoi vivi e sui suoi morti, e sulle mie donne: chiunque tu trattenga mi troverà domani, e chiunque tu ripudi, io sono innocente di lei, non la vedrò ed ella non mi vedrà nel Giorno della Resurrezione. E tu sei il mio successore (Khalifa) sulla mia nazione dopo di me. Se la morte verrà a te, consegnalo a mio figlio Al-Hassan, il giusto e benevolo. Poi, se la morte verrà a lui, lo consegni a mio figlio Al-Hussein, il martire, il puro e l'ucciso. Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, il signore degli adoratori, Dhul Thafanat (colui che ha la pelle dura sulle ginocchia) Ali. Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Mohammed Al-Baqir (il Rivelatore della Conoscenza). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Ja'far Al-Sadiq (il Veritiero). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Musa Al-Kathim (il Paziente). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Ali Al-Ridha (il Compiacente). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Mohammed Al-Thiqa Al-Taqqi (il Fidato, il Timorato di Dio). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Ali Al-Nasih (il Consigliere). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Al-Hassan Al-Fadhil (il Meritevole). Se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio Mohammed, il Custodito della Famiglia di Mohammed. Questi sono i dodici Imam. Poi ci saranno dodici Mahdi dopo di lui, dunque se la morte verrà a lui, lo consegni a suo figlio, il primo dei vicini; egli ha tre nomi, uno come il mio e come quello di mio Padre, ed è Abdullah, Ahmed, e il terzo nome è Al-Mahdi, ed è il primo dei credenti”».Ghaybat Al-Tusi, vol. 1, pp. 174-175; Bihar Al-Anwar, Al-Allamah Al-Majlisi, vol. 53, p. 148

Il 23 gennaio non è un giorno casuale per la Festa del Testamento. Anzi, ha un ruolo molto storico nella nostra chiamata. È un giorno in cui un'ondata di antiche profezie è venuta alla luce. Il profeta Muhammad disse:

«Regnerà sull'Hijaz un uomo il cui nome è il nome di un animale; se lo guardate da lontano penserete che sia strabico, ma se vi avvicinate a lui i suoi occhi sembrano normali; gli succederà un fratello di nome Abdullah, guai ai nostri sciiti per causa sua (lo ripeté tre volte), datemi la buona novella della sua morte e vi darò la buona novella della comparsa dell'Hujjah (l'Imam Mahdi)».250 Segni fino alla comparsa dell'Imam Mahdi, Muhammad Ali Tabatabai, Segno 88, p. 136

In Arabia Saudita c'era un uomo di nome re Fahd che governò l'Arabia Saudita (Hijaz) dal 1982 al 2005; Fahd significa leopardo, nome di un animale. Nelle sue fotografie noterete che sembra strabico, ma ingrandendo si vede che in realtà i suoi occhi sono normali. Dopo la sua morte gli successe il fratello re Abdullah, noto per essere estremamente anti-sciita.

A sinistra: re Fahd, che governò l'Arabia Saudita (Hijaz) dal 1982 al 2005; a destra: re Abdullah, che governa l'Arabia Saudita (Hijaz) dal 2005 al 2015
A sinistra: re Fahd, che governò l'Arabia Saudita (Hijaz) dal 1982 al 2005; a destra: re Abdullah, che governa l'Arabia Saudita (Hijaz) dal 2005 al 2015

Il luogo, i personaggi, i nomi, gli attributi e gli eventi che si sono verificati corrispondono perfettamente alla profezia che i musulmani attendevano. Tuttavia ci resta una cosa, la comparsa del Mahdi, che il Profeta garantisce. E anche l'Imam Al-Sadiq ce la garantì, dicendo:

«Chiunque mi garantisca la morte di Abdullah, io garantirò per lui il Qaim».Bihar Al-Anwar, Al-Allamah Al-Majlisi, vol. 52, p. 210

Il 23 gennaio, il giorno in cui morì re Abdullah, apparve il Mahdi menzionato nel Testamento, Abdullah. E dopo 11 anni il suo messaggio si è diffuso in ogni angolo del mondo, chiamando le persone alla verità e stabilendo la Supremazia di Dio. Questo giorno si erge come momento decisivo in quella catena ininterrotta. Segna l'adempimento della profezia con la comparsa di colui che è nominato nel Testamento stesso. Questo giorno è onorato perché rappresenta la continuità dell'alleanza di Dio e la manifestazione della Sua promessa.

La Festa del Testamento è il riconoscimento di un sistema divino che non ha mai smesso di operare. Da Adamo ad Aba Al-Sadiq, il Testamento è il mezzo con cui Dio ha salvaguardato la guida sulla Terra e ha protetto la Sua autorità dalle pretese di coloro che avrebbero tramato per usurpare il trono di Dio.

Ogni anno, quando il Testamento viene aperto e letto, non lo si fa semplicemente per ricordare il passato, ma per riaffermare l'allegianza nel presente. La Festa del Testamento è un rinnovamento della nostra allegianza a Dio, attraverso colui che Egli ha designato. È un promemoria che Dio non ha abbandonato l'umanità nemmeno per un istante e che la Sua prova rimane presente, conosciuta e nominata.