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La Voce divina che grida nel deserto: riflessioni sui detti dell'Imam Ahmed Al-Hassan

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L'Imam Ahmed Al-Hassan ha raccontato, con la sua voce maestosa, i suoi incontri con l'Imam Al-Mahdi Mohammed ibn Al-Hassan Al-Askari. Il primo incontro dell'Imam Ahmed Al-Hassan con l'Imam Al-Mahdi in questa vita terrena ebbe luogo presso il santuario dei due Imam, Al-Hadi e Al-Askari. Questo incontro avvenne molti anni fa, e in esso egli fece conoscenza con l'Imam. Seguirono altri incontri, ciascuno dei quali rafforzò il loro legame.

Di Lina Irshaid

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«Quando verrà lui, lo Spirito di Verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.» (Bibbia, Vangelo di Giovanni, capitolo 16, versetto 13)

Questa fu la lieta novella di Gesù in particolare per questo tempo e per questa epoca. Egli promise la venuta di uno che avrebbe guidato a tutta la verità, non soltanto a una parte di essa, né a ciò che gli uomini desiderano, ma a ciò che Dio vuole. Com'è sorprendentemente simile a ciò che l'Imam Al-Baqir disse della figura nota come lo Yemenita promesso:

«Non vi è stendardo più guidato dello stendardo dello Yemenita; è uno stendardo di guida perché egli chiama verso il vostro compagno. Se lo Yemenita emerge, la vendita di armi diventa illecita per la gente e per ogni musulmano; e se lo Yemenita emerge, alzatevi e andate da lui, perché in verità il suo stendardo è uno stendardo di guida e non è lecito ad alcun musulmano opporsi a lui; chi lo fa è tra la gente del fuoco dell'inferno, perché egli chiama alla verità e alla retta via».Bihar Al-Anwar, Al-Allamah Al-Majlisi, vol. 52, p. 232; Kitab Al-Ghayba (Libro dell'Occultazione), Al-Numani, vol. 1, p. 262

Vi è dunque uno stendardo che chiama alla verità, una retta via, e una voce che esorta gli uomini a muoversi verso di essa anziché allontanarsene. Il Qaim Aba Al-Sadiq ha paragonato la voce dell'Imam Ahmed Al-Hassan, nella sua testimonianza ne Lo Scopo del Saggio, a una voce che grida dal deserto, simile a quella di Giovanni Battista, che disse:

«Io sono voce di uno che grida nel deserto: “Raddrizzate la via del Signore”».Bibbia, Vangelo di Giovanni, capitolo 1, versetto 23

Aba Al-Sadiq udì la voce maestosa dell'Imam attraverso il sermone dell'Hajj, nel quale l'Imam parlò del simbolismo dell'esempio di Gesù del padrone della vigna. La voce divina viene da fuori ciò a cui gli uomini sono abituati, dal deserto, da un luogo inatteso: dall'Iraq, nella città moderna di Bassora. Perciò all'inizio appare strana, eppure è uno schema ben noto. Fu anche lo schema di Gesù, perché non fu accolto tra la sua gente. Come è scritto:

«In verità vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».Bibbia, Vangelo di Luca, capitolo 4, versetto 24

La voce divina grida in questo deserto, e la sfida riguarda gli uomini smarriti: ascolteranno o si allontaneranno? Cercheranno la verità, o soltanto ciò che li compiace?

La storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

L'Imam Ahmed Al-Hassan ha raccontato, con la sua voce maestosa, i suoi incontri con l'Imam Al-Mahdi Mohammed ibn Al-Hassan Al-Askari. Il primo incontro dell'Imam Ahmed Al-Hassan con l'Imam Al-Mahdi in questa vita terrena ebbe luogo presso il santuario dei due Imam, Al-Hadi e Al-Askari. Questo incontro avvenne molti anni fa, e in esso egli fece conoscenza con l'Imam. Seguirono altri incontri, ciascuno dei quali rafforzò il loro legame. Durante questi incontri, l'Imam Al-Mahdi non ordinò all'Imam Ahmed Al-Hassan di recapitare un messaggio a una persona o a un gruppo particolare. Si trattò piuttosto di una guida personale destinata a disciplinarlo, affinarlo e insegnargli la conoscenza e l'etica divine, preparandolo a diventare il figlio spirituale e il Primo Mahdi, lo Yemenita, che avrebbe innalzato gli stendardi meglio guidati e con essi avrebbe affrontato le montagne.

L'Imam gli rivelò anche le estese deviazioni presenti in quel tempo nella Hawza di Najaf, il centro stesso da cui avrebbe iniziato la sua missione. Agli occhi della gente, Najaf era vista come la cittadella fortificata contro il male, il sale che rimedia a ogni corruzione. Eppure queste deviazioni erano molteplici: intellettuali, pratiche, sociali, economiche e politiche, comprese le condotte scorrette di individui che rappresentavano la Hawza.

L'Imam Ahmed Al-Hassan descrisse poi l'incontro eccezionale con l'Imam Al-Mahdi, che segnò una svolta storica nella sua vita. Dopo questo incontro, passò dall'essere Ahmed Al-Hassan, il semplice giovane iracheno, laureato in ingegneria e pittore di talento di Bassora, allo Yemenita promesso, il Primo Mahdi inviato dall'Imam Al-Mahdi in Iraq, nel mondo arabo e islamico e a tutti gli abitanti della terra.

L'Imam Ahmed Al-Hassan da laureato in ingegneria
L'Imam Ahmed Al-Hassan da laureato in ingegneria
L'Imam Ahmed Al-Hassan da laureato in ingegneria
L'Imam Ahmed Al-Hassan da laureato in ingegneria

L'Imam Al-Mahdi comunicò con lui attraverso una visione, ordinandogli di incontrarsi in un luogo e a un'ora precisi. Fu una prova significativa per l'Imam Ahmed Al-Hassan, che richiedeva di credere nella visione e di recarsi nel luogo stabilito all'ora indicata. Questo straordinario incontro ebbe luogo presso il santuario dell'Imam Hussein di notte, seguito da un altro incontro la mattina successiva, che coincise con il 30 di Sha'ban del 1420 dell'Egira (calendario islamico moderno), presso il maqam dell'Imam a Karbala, alla fine di Via Al-Sidra.

«Questa volta mi inviò alla Hawza di Najaf, affinché presentassi ciò che l'Imam mi aveva detto a un gruppo di studenti della Hawza. E ritengo importante ripercorrere questo incontro, anche se brevemente, poiché esso rappresentò un momento storico nella mia vita, in quanto fu la prima volta che l'Imam Al-Mahdi mi indirizzò a lavorare in modo pubblico e di confronto nella Hawza di Najaf».Il sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Non passò molto tempo da quando l'Imam Ahmed Al-Hassan iniziò a parlare con gli studenti della Hawza che sorsero occasionali conflitti tra lui e alcuni di loro. Alla fine dichiarò apertamente di essere stato inviato e designato dall'Imam Al-Mahdi Mohammed ibn Al-Hassan per rivolgersi a loro e invitarli alla verità, e che era loro dovere accettarlo come designato e inviato dall'Imam, conferendogli ogni autorità affinché la sacra missione e il progetto dello Stato Giusto Divino potessero cominciare dall'Iraq, mentre il regime di Saddam stava crollando. Venne armato di prove e di questioni decisive da parte dell'Imam, senza affidarsi a congetture o a interpretazioni personali, come facevano i loro studiosi.

«Sono venuto a voi nel nome dell'Imam Al-Mahdi. E non chiedo la mia volontà, bensì la volontà di colui che mi ha inviato. Non cerco la mia gloria, ma la sua gloria. E chi non accoglie me, non accoglie mio Padre che mi ha inviato. E la verità è che chi non onora il figlio, non onora il padre che lo ha inviato».Sermone agli studenti della Hawza

Questa dichiarazione ufficiale dell'Imam su se stesso è, in misura significativa, parallela alla dichiarazione di Gesù nella sinagoga di essere il Messia atteso dagli ebrei, quando testimoniò a loro con versetti del Libro di Isaia. Allo stesso modo, l'Imam Ahmed Al-Hassan presentò una prova chiara e un testamento esplicito, affermando di essere davvero Ahmed, come designato nel Testamento divino del profeta Muhammad.

Le grida della Voce divina ai dormienti e ai morti

La voce dell'Imam Ahmed Al-Hassan scosse i cuori di coloro che la udirono, poiché da lui furono emessi quattro discorsi audio nei quali chiarì il messaggio centrale della sua chiamata. Questi discorsi comprendevano grida nel deserto, rivolte a chi ha orecchie per ascoltare e cuori per riflettere.

Presenterò alcune di queste grida insieme a riflessioni su di esse:

Grido 1:

«Agli studenti della Hawza di Najaf Al-Ashraf e di Qom e ovunque nel Mondo: fate giustizia a voi stessi e inclinate i vostri cuori verso la saggezza. E contemplate le mie parole con la contemplazione di una persona giusta. E non recidete i legami con la Famiglia di Muhammad, perché essa è in verità legata al trono, e dice: O Signore! Mantieni i legami con chi ha mantenuto i legami con me, e recidi i legami con chi ha reciso i legami con me».Sermone agli studenti della Hawza

Alla fine del mese di Ramadan dell'anno 1420 dell'Egira, l'Imam si mise in cammino verso Najaf per iniziare a chiamare alla verità, come gli era stato ordinato dall'Imam Al-Mahdi. L'inizio fu con gli studenti della Hawza. Aprì il suo discorso con il nobile versetto:

«E quando una comunità tra loro disse: “Perché ammonite un popolo che Allah distruggerà o punirà con un castigo severo?”, dissero: “Per avere una scusa davanti al vostro Signore, e forse diventeranno retti”».Corano, capitolo 7 (Al-A'raf), versetto 164

Li invitò quindi ad aprire i loro cuori per ricevere la sapienza divina, a essere equi nell'ascoltare la verità e a prendere le distanze dall'adesione cieca ai loro studiosi, così da poter riflettere sulle sue parole con obiettività, affinché nessuno di loro rimanesse senza scusa davanti a Dio e forse tra loro vi fosse un gioiello sepolto nell'argilla che poteva essere recuperato e salvato.

L'Imam parlò con franchezza agli studenti della corruzione finanziaria all'interno della Hawza, cercando di istituire un movimento di riforma per affrontare questa corruzione e di invocare una trasformazione delle politiche finanziarie delle autorità religiose. In contrasto con quello che descrisse come il lusso e lo sfarzo di cui godevano, indicò la dolorosa realtà di una società povera che soffriva la fame e la malattia sia fisica sia spirituale, mentre il dovere religioso di ordinare il bene e proibire il male non veniva da loro adempiuto per cambiare questa dolorosa condizione della gente.

Dio sostenne la chiamata dell'Imam Ahmed Al-Hassan con testimonianze che giunsero alle persone dal regno invisibile (Malakut), chiamandole ad accettarlo e a sostenerlo. Egli disse:

«Un gruppo di studenti della Hawza udì e vide nei Regni dei Cieli ciò che lo verificava per loro. Alcuni di loro mi conoscevano direttamente e altri non avevano alcun legame con me in primo luogo, e insistettero nel giurarmi fedeltà».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

La chiamata continuò a crescere e ad espandersi, finché un gruppo più numeroso di studenti della Hawza di Najaf giurò fedeltà. Tuttavia l'Imam li mise in guardia dal romperla, predicendo che lo avrebbero abbandonato proprio come Muslim ibn Aqil fu abbandonato. Ciò avvenne nel mese di Jumada Al-Awwal dell'anno 1424 dell'Egira.

Grido 2:

«Oggi chiedo il vostro aiuto come mio nonno Al-Hussein chiese il vostro aiuto: c'è qualcuno che ci sostenga?»Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Negli ultimi due giorni del mese di Ramadan dell'anno 1424 dell'Egira, l'Imam Ahmed Al-Hassan ricevette dall'Imam Al-Mahdi l'ordine di rivolgersi a tutti gli abitanti della terra, ciascuno secondo la propria fede, la propria scrittura e il proprio intelletto, e in conformità a ciò che gli era stato ordinato, invitandoli a sostenere la verità e la sua gente e a lavorare per instaurare questa verità sulla terra.

Poi, il tre di Shawwal dello stesso anno, ricevette l'ordine di dichiarare una rivoluzione contro gli oppressori tra i miscredenti, i negatori e gli avversari.

«Ho invitato gli uomini a sostenere la verità e la sua gente e a lavorare per instaurare la verità e per innalzare le parole “Non c'è dio all'infuori di Allah”, poiché in verità la parola di Allah è la più alta, in verità la parola di Allah è la più alta, in verità la parola di Allah è la più alta, e la parola dei miscredenti è la più bassa; sostenete dunque Allah ed Egli vi sosterrà e renderà saldi i vostri piedi. Non c'è forse un sostenitore della religione di Allah? Non c'è forse un sostenitore del Corano? Non c'è forse un sostenitore del Vicegerente di Allah? Non c'è forse un sostenitore di Allah l'Altissimo?»Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Questa chiamata non fu soltanto parole; fu piuttosto la continuazione del grido di Al-Hussein nel giorno di Ashura, quando si levò con la verità contro una falsità schiacciante. È la stessa domanda che risuona attraverso il tempo, ma è la risposta a essa che fa la differenza: chi si alza, chi sostiene e chi rimane un semplice spettatore.

Grido 3:

«In ogni caso, o popolo dell'Iraq, in verità mio Padre mi ha inviato agli abitanti della Terra e ha cominciato da voi e dalla madre delle città, Al-Najaf, e in verità io sono sostenuto da Gabriele, Michele, Raffaele e dal Regno dei Cieli. E molti che mi hanno accolto accogliendo la verità, il velo è stato strappato da loro e la loro vista oggi è di ferro, perché vedono ciò che la gente non vede e odono ciò che la gente non ode; e quale segno è più grande di questo segno dell'anima?»Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Questa non è una chiamata ordinaria. È una chiamata che collega la terra con i cieli, una chiamata sostenuta dal regno invisibile (Malakut). È qualcosa che è stato dimenticato dagli uomini, estraneo in una realtà cupa e materiale.

«E molti che mi hanno accolto accogliendo la verità, il velo è stato strappato da loro e la loro vista oggi è di ferro, perché vedono ciò che la gente non vede e odono ciò che la gente non ode; e quale segno è più grande di questo segno dell'anima? {Anche se aprissimo loro una porta del cielo e continuassero a salirvi (tutto il giorno), direbbero soltanto: “I nostri occhi sono stati inebriati: anzi, siamo stati stregati da una magia”}».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Qui il paradosso diventa chiaro: anche se si aprisse una porta del cielo, non tutti sono pronti a vedere. Il problema non è la prova, ma la disponibilità ad accettarla. All'inizio della chiamata, le persone venivano da luoghi diversi (alcune conoscevano l'Imam, altre no), ma avevano una cosa in comune: avevano visto o udito qualcosa che le aveva spinte a cercare e a credere. Queste esperienze non furono casi individuali rari; si estesero e si diffusero nel tempo fino a diventare un fenomeno che non si poteva ignorare. Come disse l'Imam:

«E la verità vi dico: ciò che sta accadendo alla gente in questo momento è una grande rivelazione attraverso i sogni, ma la maggior parte degli uomini è miscredente nella Grazia di Allah e la maggior parte di loro non ringrazia Allah. {Questo è il favore di Allah su di noi, eppure la maggior parte degli uomini non rende grazie}; dunque ogni ringraziamento e ogni lode siano ad Allah, Signore dei Mondi».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Il significato è semplice, eppure profondo: la porta è aperta, ma l'accettazione non è universale. La benedizione esiste, ma la gratitudine è rara.

«Eccomi tra le vostre mani, ed ecco decine di credenti in questa Chiamata ai quali sono stati strappati i veli e che guardano nei Regni dei Cieli. E centinaia, anzi più di questo, che hanno visto sogni veritieri».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Qui il discorso non si fonda soltanto sulla prova, ma su una realtà vivente e su un'interazione con Dio e con lo Spirito Santo, su persone la cui percezione è cambiata e su esperienze che le hanno costrette a prendere posizione. Eppure il rifiuto rimase; alcuni non si confrontarono nemmeno con l'idea; respinsero invece l'intero fondamento e considerarono queste cose magia. A questo punto l'Imam pone una domanda che li imprigiona in un'argomentazione teologica e razionale decisiva, rimettendo le cose nella giusta prospettiva:

«E dunque vi chiedo per Allah: nella mano di chi è il Regno del Cielo? È di Allah o è di Satana, che la maledizione di Allah sia su di lui?»Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Se Dio è Colui che possiede il Regno, allora tutto ciò che proviene da esso porta verità e significato. Ma se questo viene rifiutato, allora il problema non risiede più nella chiamata: risiede nella loro stessa comprensione dell'invisibile, di Dio e dell'estensione del Suo dominio.

Grido 4:

«Vi consiglierò, vi ammonirò e aprirò la pagina di Al-Husseinn come una porta al mio consiglio, sperando che vi sia tra voi una persona sana di mente che rinsavisca e si salvi dalla caduta nell'abisso del fuoco dell'inferno».Sermone agli studenti della Hawza
Statua di marmo dell'Imam Al-Hussein che tiene in braccio suo figlio Abdullah il Lattante
Statua di marmo dell'Imam Al-Hussein che tiene in braccio suo figlio Abdullah il Lattante

Questa è la prima volta che l'Imam Ahmed Al-Hassan, lo Yemenita, riapre direttamente la pagina dell'Imam Al-Hussein in modo chiaro e corretto, per ordine e istruzione diretta dello stesso Imam Al-Mahdi.

«Al-Hussein ha dato se stesso in riscatto per il trono di Allah, l'Onnipotente. E la religione divina non sarebbe stata stabilita e non avrebbe condotto alla fine ai tempi ultimi allo Stato Giusto Divino se non fosse stato per il sangue di Al-Hussein».Sermone agli studenti della Hawza

Con queste parole, l'Imam Ahmed Al-Hassan risuscitò la rivoluzione di Al-Hussein, come se la narrazione riportata da Muhammad e dalla Famiglia di Muhammad si fosse manifestata nella realtà; l'Imam Al-Sadiq disse:

«Il primo a emergere dalla terra e a ritornare nel mondo è Al-Hussein ibn Ali».Mizan Al-Hikmah (La Bilancia della Saggezza), Mohammed Al-Reyshahri, vol. 2, p. 1037

Così emergono, ai tempi ultimi, una nuova rivoluzione e una nuova Karbala, in linea con le trasformazioni di quest'epoca. Oggi la causa dell'Imam Al-Hussein e dell'Ahlul-Bayt è diventata una causa globale. Il suo stendardo è innalzato ai quattro angoli della terra, e le strade delle città risuonano di appelli che esigono la restituzione del diritto di Al-Hussein, esortando l'umanità a ripudiare ogni tiranno e ad affermare la supremazia di Dio, la causa stessa per la quale Al-Hussein fu ucciso. La sua testa mozzata divenne il simbolo di un messaggio che trascende ogni lingua e ogni cultura.

«Se non fosse stato per il sangue di Al-Hussein, versato sulla terra di Karbala, gli sforzi dei Profeti e dei Messaggeri sarebbero andati sprecati, e gli sforzi di Muhammad, di Ali, di Fatima e di Al-Hassan sarebbero stati vani, e gli Imam tra i figli di Al-Hussein non sarebbero stati in grado di stabilire le norme della religione divina, la Wilayah (autorità) divina e la Supremazia di Allah, l'Onnipotente».Sermone agli studenti della Hawza

In questo scontro epico, l'Imam Al-Hussein affrontò Satana e i suoi simboli (i tiranni, gli studiosi che non agiscono, l'ego, la Dunya (la vita mondana) e Iblis, l'antico nemico di Adamo) e trionfò su tutti loro, stabilendo una sacra ascesa per i tempi ultimi attraverso gli immensi sacrifici offerti da lui e dai suoi fedeli compagni.

Da qui l'Imam ridefinì la pagina di Al-Hussein, contrariamente a come l'establishment religioso, ostile all'Imam Al-Mahdi, l'aveva rappresentata. Ridussero Al-Hussein a una figura da piangere attraverso il rituale (battersi il petto, strapparsi le vesti, piangere e lamentarsi), mentre in realtà la sua rivoluzione è un messaggio vivente che continua sulla terra e nel cuore dei credenti.

«Fate giustizia a voi stessi e inclinate i vostri cuori verso la saggezza. Non partecipate all'assassinio di Al-Hussein, non battetevi il petto, non strappatevi le vesti e non piangete, per ipocrisia, inganno e menzogna. Non piangete Al-Hussein solo per uccidere di nuovo Al-Hussein, non dite ciò che non fate, {O voi che avete creduto, perché dite ciò che non fate? È sommamente odioso agli occhi di Allah che diciate ciò che non fate}».Sermone agli studenti della Hawza
Ritratto del martirio dell'Imam Al-Hussein
Ritratto del martirio dell'Imam Al-Hussein

Questa è una vera causa rivoluzionaria fondata su un'idea e una filosofia divine: la supremazia di Dio, costruita su fondamenta, pilastri, un sistema di governo divino e una conoscenza celeste. Hanno ucciso la causa di Al-Hussein con il sostegno degli ignoranti, degli stolti, dei deboli nella fede e degli ingannatori tra coloro che dichiaravano fedeltà ma tradirono il messaggio loro affidato.

Poi l'Imam Ahmed Al-Hassan riaccese la fiamma di questa causa e la rilanciò nel mondo attraverso il Qaim, il Mahdi Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq. Qui sorge la domanda: dove era stata sepolta la causa più nobile sulla terra? E dove è giunta ora nelle mani dei veri capi designati da Dio, coloro che agiscono e si adoperano con sapienza divina?

«In verità Al-Hussein ha spianato la via allo Stato Giusto Divino, come se Al-Hussein fosse stato sgozzato a Karbala affinché il Qaim tra i suoi figli regnasse, e come se Al-Hussein fosse stato un riscatto per l'istituzione dello Stato Giusto Divino e per il governo di Allah, l'Onnipotente, {E lo riscattammo con un grande sacrificio}».Sermone agli studenti della Hawza

Il tentativo di sradicare Al-Hussein e la sua rivoluzione divina è impossibile. Essa è stata riportata in vita nelle anime dei credenti che hanno compreso il messaggio e hanno portato la fiamma della rivoluzione husseinita, per sostenere la missione dell'Imam Al-Mahdi di instaurare la supremazia di Dio e lo Stato Giusto Divino sulla terra.

«La verità vi dico, o credenti: non potranno uccidere Al-Hussein, perché Al-Hussein e la sua rivoluzione divina, che si fondava sulla designazione divina, rimane a voi dovuto, o credenti. Quanto a loro, quando dichiarano di piangere Al-Hussein o di visitare Al-Hussein, Al-Hussein li maledice, perché sono i suoi assassini in questo tempo. Hanno cercato di demolire la rivoluzione husseinita e di oscurarne gli obiettivi, ma hanno fallito e Satana è tornato umiliato dopo che le vostre mani pure hanno afferrato la torcia della rivoluzione husseinita e dopo che avete deciso di mantenerne lo scopo benedetto, la Supremazia di Allah sulla Sua terra, con il vostro sangue puro».Sermone dell'Hajj

Grido 5:

«O gente, quei chierici che non agiscono vi hanno tentati facendo somigliare la falsità alla verità, come la Shubha (dubbio e sospetto) è così chiamata perché somiglia alla verità».Sermone dell'Hajj

L'Imam si rivolge a coloro che sono stati ingannati da tali studiosi che non agiscono, coloro che rivestono la falsità con le vesti della verità e nascondono l'inganno dietro slogan vuoti. Tutto ciò che presentano come verità è in realtà soltanto un'apparenza di verità. Mette in guardia la gente che le loro affermazioni non rappresentano una guida; sono piuttosto una trappola per i distratti e una cavalcatura per i lupi.

«E quei chierici che non agiscono cominciarono a ripudiare i loro detti e le loro azioni. E il pastore malvagio abbandona le sue pecore perché siano depredate dai lupi. E dico ai loro seguaci: abbandonateli e seguite la verità amara e pesante, perché in essa è la vostra salvezza. Non vedete che vi hanno abbandonati perché siate depredati dai lupi?»Sermone dell'Hajj

L'Imam chiama gli uomini a ricordarsi di Dio e li mette in guardia da chiunque possa distruggere nel Fuoco sia l'anima sia il corpo. Questi studiosi che non agiscono hanno tramato contro la gente, traviandola attraverso la shura minore ad al-Zawraa' (Baghdad, Iraq), alterando le leggi di Dio come fecero prima la gente di Al-Saqifah nella shura maggiore. Ieri lo fecero con Ali ibn Abi Talib a Medina; e oggi lo fanno con l'Imam al-Mahdi in Iraq, la capitale dello stato mahdista benedetto.

È narrato da Hudhayfah ibn Al-Yaman e da Jabir ibn Abdullah Al-Ansari, dal Messaggero di Dio, che disse: «Guai, guai alla mia nazione riguardo alle Elezioni Maggiori e Minori». Gli fu poi chiesto di esse ed egli disse: «Quanto alle Elezioni Maggiori, si terranno nella mia città dopo la mia morte per usurpare la successione di mio fratello e per usurpare il diritto di mia figlia. Quanto alle Elezioni Minori, si terranno durante la grande occultazione ad Al-Zawraa' (Baghdad) per cambiare la mia sunnah/via e sostituire le mie leggi».250 segni fino all'apparizione dell'Imam Mahdi, Muhammad Ali Tabatabai, p. 146

E dal Principe dei Credenti, Ali ibn Abi Talib, in una lunga narrazione, disse:

«La sede del governo ritornerà ad Al-Zawraa', e gli affari diventeranno una questione di elezioni; chi prevarrà su qualcosa agirà su di essa».Al-Malahim Wa Al-Fitan, Sayyid Ibn Tawus, vol. 1, p. 263

L'Imam pone delle domande alla gente affinché rifletta e cerchi la verità per la propria salvezza:

«Vi chiamo, o gente, a salvarvi dalla fitna di quei chierici che non agiscono, traviati e che traviano. Contemplate la condizione delle nazioni che vi hanno preceduto. Trovate forse che i chierici che non agiscono abbiano sostenuto un Profeta tra i Profeti, o un Successore tra i Successori? Non ripetete dunque l'[errore] seguendo questi studiosi che non agiscono e combattendo il Vicegerente dell'Imam Al-Mahdi, come le nazioni prima di voi seguirono i chierici che non agiscono e combatterono i Successori e i Profeti inviati. Siate equi con voi stessi per una volta e ponetevi questa domanda: avete interrogato il Messaggero di Allah e gli Imam sugli studiosi dei tempi ultimi prima di interrogare gli studiosi dei tempi ultimi sul Successore dell'Imam Al-Mahdi? Avete interrogato il Corano sui chierici, su quale sarebbe il loro atteggiamento costante se un Profeta o un Successore fosse inviato? Avete interrogato il Corano su chi accese il fuoco per Abramo e chi voleva uccidere Gesù e chi combatté Noè, Hud, Saleh, Shuaib, Mosè, Giona e tutti i Profeti e i Successori? Se non siete equi con voi stessi e non rispondete ora a questa domanda, allora la darete certamente nel fuoco dell'inferno con la risposta {E diranno: “Signor nostro, in verità abbiamo obbedito ai nostri padroni e ai nostri grandi ed essi ci hanno traviati dalla via”}».Sermone dell'Hajj

Grido 6:

«Vi chiamo a riconoscere la Supremazia di Allah e a respingere la supremazia degli uomini».Sermone dell'Hajj

La supremazia appartiene a Dio, Glorificato ed Esaltato, perché Egli è il Padrone di tutti i dominii. A Lui solo appartiene il diritto di designare e di esercitare l'autorità sulla Sua creazione. Gli uomini devono accettare la Sua designazione e sottomettersi al Suo comando. Chi rifiuta la designazione di Dio è uscito dalla servitù, proprio come fece Iblis quando si oppose alla designazione di Adamo come vicegerente di Dio sulla terra e rifiutò di obbedire e di sottomettersi. Non lasciatevi ingannare dall'appello di Iblis, né permettete che il suo male vi distolga dalla retta via; Dio dice:

«Di': “O Allah, Padrone della Sovranità! Tu dai la regalità a chi vuoi e togli la regalità a chi vuoi. Tu onori chi vuoi e umili chi vuoi. Nella Tua mano è [ogni] bene. In verità Tu hai potere su ogni cosa”».Corano, capitolo 3 (Al-Imran), versetto 26
«Chi dunque mi accoglie con l'accoglienza della verità avrà vinto in questo mondo e nell'aldilà e sarà felice. E chi mi rifiuta rifiuterà la verità e avrà perso questo mondo e l'aldilà. E molto presto vedrete quale peccato avete commesso e quale santità avete violato, e il rimpianto non servirà a nulla, e presto me ne andrò da voi. O voi, progenie degli assassini di Al-Hussein ibn Ali».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Così l'Imam fu designato da Dio come la soglia, la condizione e la porta per attraversare in sicurezza. Chi non lo accetta entra in un profondo smarrimento, si perde e scende gradualmente di livello in livello fino a raggiungere l'abisso stesso. Una realtà sconvolgente, eppure gli uomini sono chiamati a prestare attenzione.

«Labbayk, o Allah, Labbayk. La sovranità è Tua, nessun associato con Te, nonostante coloro che hanno rinnegato la Tua sovranità e la Tua Supremazia nei tempi antichi e nei tempi ultimi».Sermone dell'Hajj

Come la gente proclama durante il pellegrinaggio: «(Labbayk) Eccomi, o Allah, eccomi. La supremazia è Tua. Non hai alcun associato. Eccomi. In verità la lode e la benedizione appartengono a Te, e la regalità appartiene a Te. Non hai alcun associato». Dovrebbero mettere in pratica questo detto e questa proclamazione nella loro vita quotidiana. Allora comprenderanno che la designazione appartiene soltanto a Dio, non agli uomini: come può dunque qualcuno governare su ciò che non gli appartiene?

I miscredenti e coloro che seguono i propri desideri apprenderanno che ogni sconvolgimento o cambiamento in questo mondo colpisce soltanto coloro che rifiutano la supremazia di Dio. Il successo finale appartiene ai timorati di Dio che accettano la designazione di Dio e non riconoscono alcun associato nel Suo dominio. Coloro che ripetono la proclamazione senza comprendere, senza agire e senza riconoscere la designazione e il regno di Dio sono come il bestiame che non comprende ciò che dice; sono più traviati di esso, perché furono creati per percepire la verità, eppure hanno aggiunto a se stessi il traviamento, vagando come oppressi da se stessi, ignari della retta via.

Grido 7:

«Svegliatevi, o dormienti. Svegliatevi, o morti».Sermone dell'Hajj

Questo riflette la tragedia ricorrente nella storia causata dalla deviazione e dal traviamento, quando gli studiosi che non agiscono secondo il loro sapere seguono la via della falsità. Attraverso generazioni successive si sono ripetuti gli eventi dell'uccisione dei profeti, dei vicegerenti e degli studiosi che agiscono, accompagnati dalle lacrime e dai rimpianti di coloro che finirono per seguire il traviamento. Con ogni oppressione e ingiustizia, alcuni tornano a seguire i metodi degli studiosi della falsità, ripetendo la stessa scena.

L'Imam fondò il suo esempio su ciò che Gesù insegnò ai suoi discepoli riguardo ai capi del traviamento e a ciò che fanno ripetutamente. L'esempio era quello di una vigna con un padrone che l'aveva affidata a dei lavoratori perché gli dessero la sua giusta parte del raccolto. Essi non adempirono questo dovere, consumando i diritti della vigna esclusivamente per sé. Il padrone mandò allora i suoi agenti a reclamare la restituzione dei suoi diritti come vero e legittimo proprietario, ma quelli li uccisero. Decise allora di mandare il suo unico figlio, sperando che lo temessero, eppure intesero uccidere anche lui per monopolizzare la vigna e i suoi frutti, sostenendo di essere gli unici eredi legittimi, mentre in verità erano ingannatori, ladri e serpenti. L'Imam dice a questo proposito:

«Coloro che si sono impadroniti del podere sono gli studiosi che non agiscono e il padrone del podere è l'Imam Al-Mahdi, e i suoi delegati che egli inviò sono gli studiosi che agiscono, che furono uccisi ed espulsi. Quanto a suo figlio, è colui che vi chiama: Svegliatevi, o dormienti. Svegliatevi, o morti. Svegliatevi».Sermone dell'Hajj

Questa parabola presentata dall'Imam Ahmed Al-Hassan avverte la gente che è vittima di un grande inganno e che è stata traviata al punto di permettere ad altri di impadronirsi della verità e di distorcerla a proprio vantaggio.

L'Imam avverte la gente delle conseguenze del rimanere in questa illusione mortale e in questo profondo torpore, citando il versetto coranico:

«E non sono uguali i viventi e i morti. In verità Allah fa udire chi vuole, ma tu non puoi far udire quelli che sono nelle tombe».Corano, capitolo 40 (Ghafir), versetto 19

Dio chiarisce che la noncuranza della verità rende una persona spiritualmente morta. La salvezza viene soltanto dal ritorno alla verità e dall'avvio di un risveglio spirituale.

«Poiché nel vostro ritorno alla Verità risiede il meglio di questo mondo e dell'aldilà, e la salvezza per voi dal tormento in questo mondo e nell'aldilà».Sermone dell'Hajj

L'Imam invita la gente a riflettere e a pentirsi prima che sia troppo tardi, spiegando che la perdita più grande non è il fallimento fisico o sociale, ma il traviamento spirituale e la perdita della verità.

«Svegliatevi e ammettete il vostro grave errore, perché la vergogna è preferibile all'ingresso nel Fuoco».Il Vitello, Imam Ahmed Al-Hassan, vol. 1, p. 17

Grido 8:

«A colui che è rimasto in silenzio a lungo e poi ha parlato con miscredenza! Al più grande di loro, affinché non ritornino!»Sermone al più grande di loro, affinché non ritornino

Oggi l'America rappresenta la potenza globale che cerca di imporre la propria volontà al mondo attraverso la forza militare ed economica, sostenuta da una dottrina ideologica e spirituale oscura che si oppone alla supremazia di Dio sulla terra. È una terra di libertà illusoria, che diventa un parco giochi dell'immoralità (adulterio, alcol, sodomia e dissolutezza), ma in verità questa libertà serve soltanto la volontà di Satana, che la dirige come vuole, piantando odio, invidia, divisione e discordia tra le nazioni, compresi i popoli musulmani.

Questo paese, che si oppone al Corano e all'Imam Al-Mahdi, resistette alla Torah, ai suoi Profeti, a Elia e a Gesù prima di confrontarsi con l'islam. Come Daniele descrisse la bestia di ferro, essa calpestò i regni sulla terra. La democrazia americana, imposta come unico modello di governo nel mondo, non è altro che il governo degli uomini al posto del governo di Dio. Opera per cancellare qualsiasi progetto divino sulla terra.

L'America ha usato agenti e traditori tra i governanti e i dittatori, come Saddam e Bin Laden, per spianare la strada all'ingresso nelle terre di Muhammad e della sua Famiglia. Ha creato capi e pensatori islamici sconfitti che possiedono soltanto gli aspetti superficiali dell'islam mentre il loro allineamento interiore segue il pensiero americano. È come se il Corano non fosse più una costituzione per la nazione e come se l'Imam Al-Mahdi non fosse idoneo a guidare. Ciò porta alle cosiddette elezioni laiche che portano al potere capi i cui scandali morali vediamo oggi sull'Isola di Epstein (arabi, stranieri e musulmani) che controllano e dominano i paesi islamici.

«O voi che vi sottraete al dare la vittoria all'Imam Al-Mahdi, aspettate forse altro che schierarvi con il Sufyani, l'erede di Yazeed figlio di Muawiya, dopo esservi schierati con il più grande Dajjal, l'America?! Se è così, allora ricevete la lieta novella del fuoco il cui combustibile {sono uomini e pietre, preparato per i miscredenti}».Sermone agli studenti della Hawza

Queste masse, che oscillano a ogni voce e non sanno distinguere la sostanza dall'ombra, sono gli strumenti dell'America per raggiungere i suoi obiettivi nelle terre islamiche. Formano la base sociale del caos, facilmente indirizzate contro i propri valori e principi, lasciando la supremazia di Dio e il governo dell'Imam Al-Mahdi assenti dalla coscienza collettiva, finché la verità non si manifesti sulla terra, ristabilendo l'equilibrio tra religione, politica e guida divina.

Narrato da Aba Dharr, che disse: «Camminavo con il Messaggero di Allah ed egli disse: “C'è qualcosa che temo per la mia nazione più del Dajjal” (lo disse tre volte). Dissi: “O Messaggero di Allah, che cos'è ciò che temi per la tua nazione più del Dajjal?”. Disse: “Gli studiosi che traviano”».Musnad Ahmed ibn Hanbal, vol. 5, p. 145

Grido 9:

«E sono pronto a una Mubahala; anzi, sfido gli studiosi di tutte le sette dei musulmani, sunniti e sciiti, e non soltanto, ma anche gli studiosi dei cristiani e degli ebrei. Una sfida sul fatto che io sono un Messaggero inviato ai musulmani dall'Imam Al-Mahdi, ai cristiani da Gesù e agli ebrei da Elia».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

L'Imam Ahmed Al-Hassan prese una posizione storica davanti agli studiosi di tutte le sette e religioni, dichiarando di essere stato inviato a ciascuna nazione secondo il suo Messaggero. Non fu soltanto una proclamazione del messaggio, ma anche una disponibilità alla sfida e al dibattito, fiducioso che nessuno studioso potesse confutarlo e che la sua voce divina avrebbe attratto coloro che cercano sinceramente la verità, mentre quanti rifiutano per orgoglio, interessi mondani o ego, è pronto ad affrontarli attraverso la prova del dibattito per distinguere i ben guidati da coloro che sono smarriti.

«Chi di voi vuole credere, creda, e il puro diventi più puro e il santo diventi più santo. E chi di voi vuole non credere, non creda, e opprima di più e diventi più impuro. Seguite i vostri chierici che non agiscono, raccogliete la legna per accendere un fuoco per Abramo, deridete Noè, preparate la spada avvelenata per la testa di Ali e preparate i vostri cavalli per calpestare il petto di Al-Hussein. Ma io non scenderò mai a compromessi, non mercanteggerò mai, non smetterò mai di affrontare Uthman e di smascherarlo pubblicamente».Sermone dell'Hajj

L'Imam avverte tutti gli oppressori e gli aggressori che la loro deviazione dalla verità e dall'Imam non darà loro sicurezza. Consigliò alla gente di tornare alla verità che è accompagnata dalla supremazia di Dio, rappresentata dall'uomo designato inviato dall'Imam Al-Mahdi e posto sotto protezione divina.

«O voi oppressori! Non rallegratevi per il fatto che io vi lasci ed emigri dalle vostre terre, perché non passerà molto prima che io ritorni, con mio Padre Mohammed ibn Al-Hassan Al-Mahdi, che non vi darà altro che la spada e la morte all'ombra della spada! O voi che vi siete accontentati di ciò che fecero i vostri avi e avete seguito Shimr nel vostro tempo, che la maledizione di Allah sia su di lui, e Shibth ibn Rabiy, che la maledizione di Allah sia su di lui, nelle vostre case, e il rimpianto non vi servirà a nulla allora, o voi assassini dei Profeti e figli dei Profeti! E non troverete altro che la perdita di questo mondo e dell'aldilà a causa di ciò che le vostre mani e le vostre lingue hanno commesso di frode, inganno, menzogne, congetture e false accuse; e mio Padre verrà da voi, adirato e addolorato per ciò che mi avete fatto e per come avete violato la mia santità. E allora saprete, quando il sapere non vi gioverà affatto, contro chi avete tramato e quale santità di Allah, di Muhammad, di Ali e delle loro famiglie avete violato, o voi che avete deviato dalla via e abbandonato il Libro».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

In vari discorsi, l'Imam mette ripetutamente in guardia la gente dal violare la sua santità e sollecita un rapido pentimento, poiché il castigo potrebbe essere già imminente, richiamando l'esempio del popolo di Giona:

«E cerco rifugio dall'“io”: non invocherò il mio Signore perché affretti il castigo e lo faccia scendere su di voi, anche se lo vedo già incombere su di voi, e sarò paziente anche se il mio Signore volesse per mille anni, finché Dio compia una cosa che aveva già stabilito; e non mi lamenterò di voi con Dio, ma si lamenterà di voi mio nonno il Messaggero di Allah, perché vi diede un comando riguardo a me, e menzionò il mio nome, la mia stirpe e la mia descrizione. E si lamenteranno di voi i miei avi gli Imam, perché mi menzionarono con il mio nome, la mia stirpe, la mia descrizione e la mia città natale. E si lamenterà di voi il sangue di Al-Hussein che fu versato a Karbala per Allah, per mio Padre e per me. E si lamenteranno di voi i Profeti e i Messaggeri di Allah. Isaia, Daniele, Gesù e Giovanni Battista si lamenteranno di voi, perché in verità hanno chiarito la mia questione agli abitanti della Terra molti anni fa. E si lamenteranno di voi la Torah, i Vangeli e il Corano in cui sono menzionato. Tutto questo e voi mi tradite/mi deludete?! Cerco le vostre vite e cerco la vostra salvezza, aiutatemi dunque contro voi stessi».Sermone agli studenti della Hawza

L'Imam mette in guardia anche il popolo dell'Iraq, citando l'Imam Al-Sadiq: questo avvertimento è rilevante per gli iracheni in mezzo agli eventi accesi attuali. Egli disse:

«Compite l'Hajj prima che vi sia impedito, prima che i Burjaniyah (i Romani, cioè l'America e l'Occidente di oggi) vi fermino. Compite l'Hajj prima che una moschea in Iraq tra le palme e i fiumi sia distrutta. Compite l'Hajj prima che un albero di Sidr ad Al-Zawraa' sia abbattuto sulle vene della palma dalla quale furono sradicati i datteri di Maria. Allora vi sarà impedito l'Hajj, i frutti diminuiranno, la calamità colpirà, i prezzi saliranno, i governanti opprimeranno, ingiustizia e aggressione appariranno tra voi insieme ad afflizioni, epidemie e carestia, e le prove vi avvolgeranno da ogni parte».Bisharat Al-Islam, Mustafa Al-Kazimi, p. 173

I tentativi di uccidere l'Imam

Fin dall'inizio della sua missione, l'Imam Ahmed Al-Hassan ha affrontato tentativi di diffamarlo e calunniarlo. La sua chiamata veritiera fu come un fulmine agli occhi di coloro che erano legati al potere mondano, e la sua esistenza divenne una minaccia per i loro interessi. I suoi nemici tentarono con menzogne e falsità e cercarono di imprigionarlo e ucciderlo, perché la verità che egli portò non può essere annullata. L'Imam disse:

«E tornerò a mio Padre Mohammed ibn Al-Hassan Al-Mahdi e gli dirò come mi avete smentito e avete violato la mia santità, con il vostro inganno e le vostre false accuse, e infine come avete cercato di imprigionarmi e di uccidermi, non per alcun crimine, ma soltanto perché sapevate che la verità con cui ero venuto non avrebbe lasciato nulla della vostra falsità».Sermone della storia dell'incontro con l'Imam Al-Mahdi

Nonostante questi pericoli, l'Imam continuò a adempiere pienamente la sua missione divina, affrontando tutte le sfide, la negazione, il rifiuto, i complotti e le minacce. Sottolinea costantemente che vi sono tentativi persistenti di eliminarlo, eppure Dio lo protegge.

«Non ho trovato la morte fuggire se non da coloro che la chiedevano, e l'ho trovata richiedere con vigore coloro che fuggono da essa».Sermone dell'Hajj

L'Imam sottolineò che gli studiosi consideravano la sua chiamata eretica semplicemente perché rivelava alla gente il suo vero stato alla luce delle sue azioni e delle conseguenze di tali azioni, e sulla base delle narrazioni di Muhammad e della sua Famiglia che mettevano in guardia contro di loro.

«Quegli studiosi che non agiscono diranno, anzi alcuni di loro hanno già detto: “Uccidete Ahmed Al-Hassan perché parla dei chierici”».Sermone dell'Hajj

Paragonò questa situazione ai tentativi del popolo di Noè di eliminarlo e di mettere a tacere la verità, come menzionato nel Corano:

«O popolo mio, se il mio ricordarvi i versetti di Dio e la mia posizione vi pesano troppo, io confido in Dio. Raccogliete i vostri piani e i vostri soci, poi non vi sia affanno per voi, e decidete contro di me senza indugio e senza guardare».Corano, capitolo 71 (Noè), versetti 26-28

Allo stesso modo, i suoi nemici tentarono di eliminare l'Imam e i suoi seguaci. L'autorità religiosa sciita spinse le forze di sicurezza irachene a fare irruzione nelle case dei sostenitori dell'Imam Ahmed Al-Hassan, causando la morte di molti credenti innocenti. Altri furono arrestati ingiustamente, imprigionati senza processo né prove. Le milizie sciite e i seguaci delle autorità religiose attentarono alla vita dell'Imam. La sua casa fu attaccata, i suoi beni violati, costringendo l'Imam a entrare in occultazione e a lasciare l'Iraq.

Ultima immagine dell'Imam Ahmed Al-Hassan nel 2007 prima di entrare in occultazione
Ultima immagine dell'Imam Ahmed Al-Hassan nel 2007 prima di entrare in occultazione

Durante questo periodo di occultamento, l'Imam Ahmed Al-Hassan portò con sé un piccolo gruppo dei suoi compagni più fedeli e fidati. Fondò una piccola comunità divina di circa 800 persone, dedicata a diffondere la religione e a insegnare la verità in tutto il mondo. L'Imam visse in alcuni paesi africani, tra cui il Sudan, e in seguito tornò a lavorare come ingegnere, percependo uno stipendio mensile.

Rinunciò a tutti i legami e a tutti i beni mondani e sopportò eventi dolorosi, come il non poter vedere sua madre prima della sua morte durante la sua assenza, il non avere alcun contatto con i suoi figli e il non avere alcun sostegno dalla sua famiglia.

Nonostante tutto ciò, l'Imam raggiunse lo stadio finale della perfezione spirituale, ottenendo il più alto dei ranghi. Continuò la sua missione con mezzi misteriosi, acquisendo qualità e capacità divine dopo l'apertura manifesta.

Un consiglio dal Qaim

«L'Imam Ahmed Al-Hassan stava navigando su una nave in mare, e la nave tremava e le maree colpivano, e così le tempeste, ma non c'è modo che io possa saltare giù dalla nave senza aver trovato un'altra nave più solida, anche se sento che ci sono delle falle nella nave su cui mi trovo, perché forse il Servo Giusto vi ha praticato quelle falle affinché tutti coloro che non appartengono alla nave saltino fuori».Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq, Porta 40, p. 572

Questo consiglio racchiude una profonda saggezza per la gente, riassumendo la profondità dell'esperienza. Serve da promemoria che l'adesione alla verità e alla missione divina passa attraverso prove e tribolazioni, e che la salvezza spirituale e la fermezza sull'unica vera nave sono i soli modi per preservare l'anima e lo spirito dalla deviazione e dal venire trascinati dalle correnti della falsità.