La supremazia di Allah: autorità divina o ribellione umana
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I sistemi di governo del mondo sono allineati alla volontà di Dio, oppure gli uomini hanno inconsapevolmente dato origine a un sistema satanico?
Di Joseph Dean McGowen

Poche narrazioni affascinano come quelle sull'autorità divina e sulla sfida umana. Attraverso le epoche e le diverse tradizioni religiose incontriamo il tema della suprema autorità di Dio e del ricorrente rifiuto da parte dell'umanità della Sua volontà divina. I racconti dei testi sacri delle religioni abramitiche, come la Torah, la Bibbia e il Corano, ci ricordano le profonde conseguenze del preferire il desiderio umano al comando divino.
Uno dei primi e più vividi esempi di ribellione contro l'autorità divina è la storia di Iblis, o Satana, nella tradizione islamica. Questa storia descrive Satana come un essere di immensa conoscenza e adorazione, che raggiunse i ranghi più alti presso Allah, ma che per orgoglio e arroganza rifiutò un comando diretto di prostrarsi davanti ad Adamo.
Allah disse: «E [ricorda, o Muhammad] quando il tuo Signore disse agli angeli: “In verità, sto per porre un Califfo sulla terra”. Dissero: “Vuoi porvi chi vi causerà corruzione e spargerà sangue, mentre noi Ti esaltiamo con lodi e proclamiamo la Tua perfezione?” Egli [Allah] disse: “In verità, io so ciò che voi non sapete”».Corano, capitolo 2 (Al-Baqarah), versetto 30
Il rifiuto di Satana rivelò la sua arroganza e la sua sfida contro il governante designato da Dio, Adamo. La sua affermazione, «Io sono migliore di lui. Tu mi hai creato dal fuoco e hai creato lui dall'argilla» (Corano 7:12), sottolinea il suo orgoglio e la sua convinzione di essere superiore ad Adamo e, ancor più, il suo disaccordo e il suo rifiuto della Volontà di Dio e del governante da Lui designato sulla terra.
In parole semplici, Iblis si considerava un essere più potente e più adatto a governare. In conseguenza della sua disobbedienza, Satana fu cacciato dal cielo e maledetto fino al Giorno del Giudizio, o più precisamente «Yohm al Qiyama» o «il Giorno del Qiam», il Giorno dell'Ascesa. L'Ahlul Bayt interpretò questo come il «Giorno del Qaim», la figura messianica nota come colui che si leva dalla Famiglia di Muhammad, che ritornerà alla fine dei tempi.
L'espulsione di Satana segna l'inizio di un conflitto cosmico tra il comando divino e la volontà creata, illustrando le gravi ripercussioni del sfidare la suprema autorità di Dio, e così ebbe inizio la guerra tra i figli di Caino e i figli di Adamo.
La guerra di sangue tra cananei e adamiti

Il tema della ribellione contro l'autorità divina è ulteriormente evidenziato nella storia di Caino e Abele. Nella Torah, nella Bibbia e nel Corano, l'uccisione di suo fratello Abele da parte di Caino segna il primo atto umano di sfida alla volontà di Dio. Come suo padre, Satana, la gelosia di Caino e il suo rifiuto di accettare la preferenza di Dio per il sacrificio di Abele lo portarono infine a commettere il primo omicidio.
Questo atto creò un precedente di ribellione umana ai decreti divini e instaurò una guerra di sangue tra i discendenti di Caino, noti come cananei, e i discendenti di Adamo, chiamati adamiti.
Nel corso della storia, questa guerra di sangue simboleggia il conflitto in corso tra coloro che rifiutano l'autorità divina e coloro che la sostengono.
I cananei, che rappresentano coloro che sfidano le leggi di Dio, sono sempre stati molto più forti per numero e per armamenti, e per conoscenza dell'edilizia e di altre arti, perché il sangue di Satana scorre in loro.
I cananei sono sempre stati in conflitto con gli adamiti, molto meno numerosi e simbolo dei fedeli seguaci della volontà e dell'autorità divine di Dio, che si sottomettono al Messaggero designato da Dio in ogni tempo e lo sostengono, per lo più in segreto.
Abi Abdullah disse: «In verità Caino si avvicinò a Seth e gli disse: “Mio padre ti ha dato parte della conoscenza che aveva, e io ero più anziano di te e avevo più diritto di te a questa conoscenza, ma poiché ho ucciso suo figlio, si è adirato con me e ti ha preferito a me con questa conoscenza. Giuro su Dio che, se menzionerai qualcosa della conoscenza che hai ereditato da tuo padre per metterti in mostra davanti a me e comportarti come se fossi migliore, ti ucciderò come ho ucciso tuo fratello”».Bihar Al-Anwar, Al-Allamah Al-Majlisi, vol. 11, p. 241
Attraverso queste narrazioni potete vedere come l'orgoglio, l'invidia e l'amore per il potere o per il governo scorressero nelle vene di Caino, perché aveva lo stesso sangue e le stesse caratteristiche di suo padre, il diavolo. E questo sangue è sceso di generazione in generazione, in cui i cananei hanno continuato a eseguire i desideri di Satana, riempiendo la terra di ingiustizia e iniquità.
Non è una favola né una lezione di storia: i cananei e gli adamiti sono ancora oggi in guerra. I figli di Caino hanno insediato posizioni di potere su tutta la Terra in ogni settore di potere immaginabile: militare, governativo, economico, tecnologico, educativo, infrastrutturale, sanitario e religioso. Questi governanti e servitori di Iblis sono coloro che hanno contribuito a stabilire il governo e la supremazia degli uomini sulla Terra oggi, che in realtà è il governo e la supremazia di Iblis, ovvero Satana. Hanno letteralmente usurpato il trono di Dio sulla Terra.
È Dio a designare il governante, NON l'uomo
Dio designa un messaggero e una hujjah in ogni tempo per aiutare a ricondurre gli uomini alla Supremazia di Allah e per aiutare il Suo Messaggero a instaurare il governo e il Regno di Dio sulla Terra, ed è per questo che l'Ahlul Bayt ha detto: «Chi muore senza conoscere l'Imam del suo tempo è morto di una morte di ignoranza». Nulla delle preghiere e delle opere apparenti ha valore per una persona che non abbia un giuramento di fedeltà al governante designato da Dio in quel tempo. Dio fa sempre in modo che gli uomini possano identificare questa hujjah o questo messaggero attraverso la linea di successione, che è menzionata o sulla lingua del profeta precedente o in un testamento scritto.
Per esempio, la designazione di Giosuè da parte di Mosè in Numeri 27:18-20:
«Il Signore disse a Mosè: “Prendi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito di comando, e imponi su di lui la tua mano. Fallo stare davanti al sacerdote Eleazaro e a tutta l'assemblea e investilo davanti a loro. Dagli una parte della tua autorità, affinché tutta la comunità degli Israeliti gli ubbidisca”».Bibbia, Libro dei Numeri, capitolo 27, versetti 18-20
Uno degli esempi più famosi fu quello di Ghadeer Khum, quando il profeta Muhammad sollevò la mano di colui che allora era suo cugino e genero, Ali ibn Abi Talib, e disse:
«Di chiunque io sia il Mawla (signore, capo), Ali è il suo Mawla. O Allah, sii amico di chi è amico di lui, e sii nemico di chi si oppone a lui».Mu'jam Al-Kabir, Tabarani, vol. 5, p. 165
Tuttavia, gli uomini di ogni tempo, a causa dei loro vari desideri, rifiutano e combattono il Messaggero o l'Imam del loro tempo, perché sono figli di Caino e si credono migliori, più sapienti, più potenti e più adatti a governare, proprio come il loro padre, il diavolo. Scelgono il governo e la supremazia degli uomini, ovvero di satana, anziché il governo e la supremazia di Allah.
Gesù Cristo affrontò la stessa opposizione da parte dei malvagi farisei e rabbini e li rimproverò dicendo:
«Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete compiere i desideri di vostro padre. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna».Bibbia, Vangelo di Giovanni, capitolo 8, versetto 44
Questa lotta evidenzia la battaglia costante tra la sottomissione alla supremazia di Dio e il desiderio umano di autogoverno.
Un giorno all'Imam Ahmad Al-Hassan, lo Yemenita promesso dell'Ahlul Bayt, fu chiesto: «Perché la maggior parte degli uomini segue la falsità?»
L'Imam rispose: «Perché amano la falsità e perché asseconda i loro desideri, e perché la maggior parte di loro odia la verità».
Il rifiuto dell'autorità divina da parte degli israeliti
La richiesta di un re da parte degli israeliti, come narrata nella Torah, presenta un altro esempio di rifiuto dell'autorità divina. Insoddisfatti della guida dei figli del profeta Samuele, gli israeliti pretesero un re che governasse su di loro, desiderando essere come le altre nazioni. In 1 Samuele 8:1-22, nonostante gli avvertimenti di Samuele sui pericoli di una simile richiesta, gli israeliti insistettero con il profeta Samuele. Dio permise loro di avere un re, ma avvertì delle gravi conseguenze che ne sarebbero seguite. La scelta degli israeliti è raffigurata come un rifiuto della regalità di Dio, come è detto:
«Non hanno rifiutato te, ma hanno rifiutato me, perché non regni più su di loro».Bibbia, Primo Libro di Samuele, capitolo 8, versetto 7
Nonostante i foschi avvertimenti di Samuele sui pericoli dei re terreni, gli israeliti furono irremovibili nella loro richiesta. Scelsero Saul come re, una decisione che portò a conseguenze significative. Saul, scelto inizialmente come capo, finì per corrompersi e riempirsi di invidia verso il vero unto di Dio, il profeta Davide. La discesa di Saul nella follia, la possessione letterale da parte di un grande demone e la sua riluttanza a sottomettersi alla designazione di Dio lo condussero infine a una spietata campagna contro Davide, nella quale tentava di ucciderlo.
Questa narrazione illustra gli esiti catastrofici che spesso accompagnano il rifiuto dell'autorità divina. Dimostra anche che gli uomini sono fallibili e incapaci di scegliere un re giusto che governi su di loro, ed è per questo che spetta all'umanità che sia Dio a designare il governante, non il popolo.
Le conseguenze della ribellione umana: la democrazia condannò a morte Gesù Cristo
Il Nuovo Testamento fornisce un ulteriore esempio del rifiuto dell'autorità divina attraverso la storia di Ponzio Pilato e di Gesù Cristo. Il governatore romano Pilato, riconoscendo l'innocenza di Gesù, cercò di liberarlo. Tuttavia la folla, influenzata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, scelse di liberare Barabba, un noto criminale e omicida, anziché Gesù Cristo, che era il Messia promesso agli ebrei.
La scelta della folla, come narrata in Matteo 27:21-23 e Marco 15:9-11, dimostra come i desideri umani e il governo della folla possano oscurare la volontà divina.
«Il governatore domandò loro: “Quale dei due volete che vi rilasci?”. Quelli risposero: “Barabba”. Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù, chiamato Cristo?”. Tutti risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora gridarono più forte: “Sia crocifisso!”».Bibbia, Vangelo di Matteo, capitolo 27, versetti 21-23
«Allora Pilato rispose loro: “Volete che vi rilasci il re dei Giudei?”. Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba».Bibbia, Vangelo di Marco, capitolo 15, versetti 9-11
Questa decisione di liberare Barabba anziché Gesù è uno dei primi casi documentati di democrazia, in cui la volontà del popolo, guidata dall'emozione e influenzata dai capi, portò al trionfo dell'ingiustizia sulla giustizia. Il rifiuto di Gesù da parte della folla, che era stato unto come loro Messia e Re, e che era venuto con una designazione per volontà del profeta Isaia, esemplifica i pericoli di scegliere il governo umano anziché quello divino. Gesù era destinato a regnare come loro re - è questo che significa «Messia», un governante e re unto di Dio - ma la sua campagna si arrestò, a causa del tradimento di Gesù e dei farisei che volevano conservare il loro potere sugli ebrei e si consideravano più degni di governare.
La democrazia: il governo della folla contro il governo divino
Per comprendere il persistente rifiuto dell'autorità divina, dobbiamo esaminare le filosofie che hanno plasmato il governo umano. Dagli antichi filosofi greci come Platone e Socrate ai moderni teorici della politica, vi è un dibattito di lunga data sui meriti e sui pericoli della democrazia. Platone, nella sua opera «La Repubblica», descrisse la democrazia come un preludio alla tirannia, un sistema in cui la passione prevale sulla ragione e in cui la voce della maggioranza, o «della folla», può soffocare la ricerca della verità e della giustizia.
Nei loro dialoghi filosofici, Platone e Socrate misero in guardia dai pericoli di un sistema in cui i desideri dei molti oscurano la verità. Socrate si chiedeva se le masse, guidate dalle emozioni e dai desideri immediati, potessero davvero discernere ciò che è meglio per la società. La descrizione che Platone fa della democrazia come terreno fertile per la tirannia fa eco alle narrazioni bibliche e coraniche, in cui la maggioranza sceglie spesso la propria strada anziché la guida divina, con il risultato di caos sociale e decadenza morale.
Questa idea è illustrata dalla scelta della folla di Barabba al posto di Gesù, una decisione dettata dalla mentalità della folla e influenzata da capi che rifiutavano la verità divina. Gli avvertimenti degli antichi filosofi sulla democrazia trovano eco negli eventi del processo di Gesù, in cui i desideri e le emozioni umane condussero al rifiuto della volontà divina.
Gli insegnamenti di Gesù nei Vangeli evidenziano ulteriormente lo stretto sentiero della verità e della guida divina. In Matteo, Gesù afferma:
«Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano».Bibbia, Vangelo di Matteo, capitolo 7, versetti 13-14
Questo passo sottolinea la difficoltà di seguire la verità divina in un mondo dominato dai desideri umani e dal governo della folla. Il cammino verso la rettitudine e l'autorità divina è spesso solitario e arduo, e pochi scelgono di percorrerlo.
«E se obbedirai alla maggior parte di quelli che sono sulla terra, ti travieranno dalla via di Allah. Non seguono che congetture e non fanno che mentire».Corano, capitolo 6 (Al-An'am), versetto 116
Il governo della folla dell'Anticristo
Le narrazioni di ribellione contro l'autorità divina, sia nei testi religiosi sia negli scritti filosofici, fanno eco a un avvertimento comune: i pericoli di scegliere il governo umano anziché il governo divino. Nel mondo di oggi, la democrazia e l'individualismo sono spesso considerati ideali supremi, ma questi sistemi possono anche riflettere lo spirito di ribellione contro l'autorità divina. I profeti misero in guardia da un «sistema dell'Anticristo», in cui il governo umano oscura il decreto divino, allontanando la società dalla verità.
Ahmad Al-Hassan, lo Yemenita promesso dell'Ahlul Bayt, disse:
«Ci sono coloro che servono la Supremazia di Dio e coloro che servono la supremazia del diavolo, e tutti quelli nel mezzo non sono altro che diavoli muti».
Per molti versi, il rifiuto dell'autorità divina può essere visto come una manifestazione del sistema dell'Anticristo, un sistema che si oppone alla supremazia di Dio e dei Suoi capi designati. Oggi ne siamo testimoni in varie forme, dai sistemi politici alle norme culturali che antepongono i desideri umani ai comandi divini. «Fa' ciò che vorrai» sono le tristemente note parole pronunciate dal defunto satanista Aleister Crowley. Questa tendenza riflette lo stesso spirito di ribellione visto nelle storie di Satana, di Saul e della crocifissione di Gesù, in cui i desideri umani ebbero la precedenza sulla volontà divina.
Qui dobbiamo affrontare una domanda impegnativa: siamo forse colpevoli anche noi di scegliere il governo dell'uomo al posto del governo di Dio? La democrazia, per quanto nobile possa sembrare, è un velato rifiuto della supremazia divina?
Queste storie ci ricordano che le conseguenze del rifiuto dell'autorità divina sono gravi e di vasta portata, e conducono spesso al caos, alla tirannia e alla decadenza morale. Inoltre, se partecipiamo al processo di elezione di tiranni che poi vanno per il mondo a spargere sangue e a corrompere la Terra, come gli Angeli chiesero a Dio all'inizio, dopo che fu dato il comando di prostrarsi ad Adamo come Califfo sulla Terra, allora anche noi siamo colpevoli degli stessi crimini che essi commettono, perché siamo stati responsabili di eleggerli e di metterli al potere.
Oggi il mondo si trova a un bivio. In tutti i continenti l'umanità cerca una guida, una direzione, la verità e, in verità, un salvatore del mondo. Eppure, in questa ricerca, abbiamo forse dimenticato l'essenza della supremazia divina? La maggior parte delle persone sa almeno che cosa significhi «la Supremazia di Allah»?
Le Scritture ci ricordano che non spetta all'uomo scegliere il proprio capo, ma a Dio designarlo. Chi di noi, oggi, ascolta questo appello?
In un mondo in cui i capi religiosi e i sistemi politici antepongono spesso i desideri umani ai comandi divini, l'appello alla supremazia di Allah è divenuto inesistente, ed è stato menzionato soltanto sulla lingua dei profeti e dei messaggeri di ogni tempo.
Non sono soltanto i sistemi politici di oggi a ingannare e a nascondere questo fatto, ma soprattutto i capi religiosi, dai Papi agli Sceicchi, che parlano di pace, giustizia ed equità, ma quanti sostengono davvero la supremazia di Allah?
L'ascesa del Qaim
In questi Tempi della fine, in cui le profezie convergono e si compiono una dopo l'altra, emerge un uomo che proclama un messaggio che non si udiva da secoli. Il Qaim Aba Al-Sadiq Abdulah Hashem chiama a un ritorno alla vera Supremazia di Allah, ed è l'unico uomo sul pianeta in questo momento che vi chiama. Ha innalzato lo stendardo «La fedeltà è ad Allah».
Era una profezia annunciata dall'Ahlul Bayt:
«In verità noi, l'Ahlul Bayt, abbiamo uno stendardo: chi lo precede è apostata, chi tarda a raggiungerlo è perduto e chi lo segue ha seguito [noi]. Vi è scritto: “La fedeltà è ad Allah!”».250 segni fino all'apparizione dell'Imam Mahdi, Muhammad Ali Tabatabai, p. 15
Questo è un segno del Mahdi: egli si erge come promemoria dell'autorità divina e della necessità della fedeltà al messaggero di Dio e della sottomissione alla Volontà di Dio. L'emergere del Qaim adempie diverse profezie, tra cui la sua apparizione dopo la profetizzata morte del re Abdullah del Hijaz e il suo appello alla fedeltà ad Allah.
Il profeta Muhammad garantì che dopo la morte del re Abdullah il Qaim sarebbe apparso al mondo.
«Sono pronto a garantire l'Imam al-Qaim a chi garantisce la morte di Abdullah (re del Hijaz); perché dopo la morte di Abdullah i musulmani non avranno consenso su alcuna persona e questa questione non finirà se non con il vostro Imam. Se Allah vuole, il regno che dura anni finirà e inizierà il regno che dura giorni e mesi». Il narratore chiese: «Questa questione si protrarrà?». Egli rispose: «Assolutamente no».Ghaybat Al-Tusi, Al-Shaikh Al-Tusi, vol. 1, p. 467
E il Qaim Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem è apparso nel 2015, dopo la morte del re Abdullah del Hijaz, innalzando lo stendardo «La fedeltà è ad Allah» a 32 anni, e ha anche affermato che il suo nome «Abdullah» è menzionato nel Santo Testamento del profeta Muhammad. Queste sono prove importanti e profezie che si compiono.
Nel libro Kitab Al-Ghayba:
«Appare nell'aspetto di un giovane di successo all'età di 32 anni».Kitab Al-Ghayba, Al-Numani, vol. 1, p. 193
Ed è così che si identifica il Mahdi; l'Ahlul Bayt l'ha chiamata «la Legge della Conoscenza della Hujjah», che consiste di tre cose: il Testamento, la Conoscenza Divina e lo Stendardo «La fedeltà è ad Allah». L'Ahlul Bayt predisse che questi tre criteri possono riunirsi soltanto in un uomo: il loro Qaim, la Hujjah del tempo, colui che viene a instaurare lo Stato Giusto Divino e che «diffonderà giustizia ed equità su tutta la Terra, come un tempo fu riempita di ingiustizia e iniquità».

Nessun uomo sulla terra si è fatto avanti con questi tre criteri se non il Qaim Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem. Nessun uomo è apparso dopo la morte del re Abdullah del Hijaz dicendo: «Io sono il Qaim».
Nessun uomo si è fatto avanti innalzando lo stendardo «La fedeltà è ad Allah». Nessun uomo si è fatto avanti dicendo: «Io sono l'Abdullah menzionato nel Testamento del profeta Muhammad».
Nessun uomo si è fatto avanti con una conoscenza divina straordinaria come quella di Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem, alla quale nessuno degli studiosi delle religioni abramitiche ha alcuna risposta.
E, cosa ancora più importante, Muhammad e la famiglia di Muhammad promisero che nessun uomo può rivendicare falsamente questa causa, altrimenti la sua vita sarà troncata, e il Qaim Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem chiama a questa causa da quasi 10 anni, dal 2015. E ora, nel 2024, la sua dawah e il suo movimento sono ancora più forti, e migliaia di credenti in tutto il mondo hanno riconosciuto queste prove e i suoi diritti e hanno giurato fedeltà al Qaim e lo sostengono oggi.
Ed è ciò che Dio ci ha comandato come credenti, come adamiti che desiderano sottomettersi al Califfo di Allah in questo tempo:
«Quando apparirà il Mahdi, giurategli fedeltà, anche se doveste strisciare sul ghiaccio, perché è il Califfo di Allah, il Mahdi».Kitab al-Fitan, Ibn Maja, Hadith 4084
Che genere di Dio permetterebbe a migliaia di persone sincere in cerca della verità di cadere vittime di un falso pretendente?
Che genere di Dio permetterebbe ai Suoi precedenti Messaggeri e Imam di profetizzare che un uomo sarebbe venuto rivendicando il Testamento del profeta Muhammad e innalzando uno stendardo che dice: «La fedeltà è ad Allah»? Come credenti nella Supremazia di Allah, quando identifichiamo quest'uomo attraverso prove chiare e dimostrazioni, ci si aspetta forse che ci sottomettiamo a lui e gli giuriamo fedeltà, soltanto per essere tratti in inganno da un falso pretendente?
Non è semplicemente possibile. E ricordate che Dio non travia i Suoi servi sinceri.
La fine del sistema dell'Anticristo
L'ascesa del Qaim Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem simboleggia un ritorno all'autorità divina, che sfida i sistemi satanici che da lungo tempo governano questo mondo. Il messaggio del Qaim è chiaro: «La Supremazia di Allah è la fedeltà ad Allah», sottomettendosi al Califfo e governante designato che Allah sceglie.
Aba Al-Sadiq viene con l'ultima alleanza, la Settima Alleanza, e chiama alla restaurazione della supremazia di Allah sulla Terra, in tutti gli aspetti della vita. Cosa ancora più importante, egli è il messaggero inviato dall'Imam al-Mahdi ai musulmani, il messaggero di Gesù ai cristiani e il messaggero di Elia agli ebrei. È il Qaim Aba Al-Sadiq, ed è qui per ricevere le vostre promesse di fedeltà all'Imam Mahdi.
In un mondo diviso dalle ideologie, l'appello del Qaim all'unità sotto lo stendardo dell'«Alleanza ad Allah» è un potente promemoria della necessità di sottomettersi all'autorità divina. Il suo messaggio trascende i confini religiosi e culturali, invitando all'obbedienza a Dio soltanto e al rifiuto della supremazia di Satana e dei suoi falsi re e governanti che hanno usurpato il trono di Dio.
L'emergere del Qaim è un segno di speranza e un appello all'azione, che esorta l'umanità a riconoscere la supremazia di Allah e a sottomettersi alla Sua volontà e ad aiutarlo a instaurare lo Stato Giusto Divino e il Regno di Dio sulla Terra, come in Cielo.
L'ascesa del Qaim segna la fine del sistema dell'Anticristo.