La Religione Ahmadi della Pace e della Luce ottiene un riconoscimento internazionale nei rapporti sui diritti umani
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Il Rapporto annuale 2025 dell'USCIRF sulla libertà religiosa internazionale ha documentato ufficialmente la persecuzione dei nostri membri.
Di Alexandra Etheredge

In una tappa significativa per la Religione Ahmadi della Pace e della Luce, il Rapporto annuale 2025 dell'USCIRF sulla libertà religiosa internazionale, una delle valutazioni globali più autorevoli sulla libertà religiosa, ha documentato ufficialmente la persecuzione dei nostri membri. Inoltre, l'Associazione marocchina per i diritti umani (MAHR) ha riferito di un grave caso di persecuzione contro i credenti in Marocco. Questo riconoscimento conferma l'oppressione sistemica subita dalla Religione Ahmadi della Pace e della Luce.
Per anni i nostri membri hanno sopportato una persecuzione diffusa, tra cui arresti arbitrari, violenze di massa, discriminazioni da parte dello Stato, detenzione, torture, ricoveri psichiatrici forzati e persino omicidi, semplicemente per aver aderito alle proprie convinzioni.
Il rapporto dell'USCIRF evidenzia la persecuzione dell'AROPL in più paesi
Il rapporto 2025 dell'USCIRF fornisce prove dettagliate di una persecuzione mirata contro i membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce in diversi paesi. In ogni caso, il gruppo è sottoposto a molestie, criminalizzazione e violenza per il solo fatto di praticare pacificamente le proprie convinzioni.
Il rapporto dell'USCIRF rileva che il governo ha continuato a prendere di mira con aggressività i credenti dell'AROPL in Algeria, sottoponendoli a sorveglianza online e al controllo da parte di agenti di polizia in borghese. Il rapporto sottolinea che le autorità algerine hanno bollato il gruppo come un «gruppo traviato» di eretici che sono «fuori dalla fede islamica» e che dovrebbero essere «condannati e puniti secondo la legge». I membri dell'AROPL nel paese restano emarginati e trattati come illegittimi sul piano giuridico e sociale.
In Azerbaigian la situazione è particolarmente grave. Il rapporto documenta che i credenti sono stati arrestati più volte per aver svolto attività missionarie. Riporta resoconti credibili e inquietanti di abusi subiti durante la detenzione. Una persona sarebbe stata «picchiata duramente, aggredita verbalmente e violentata con un manganello» dalla polizia, senza che i responsabili dovessero risponderne. Il rapporto ricorda anche il caso di Rustam Gasimli, che ha dichiarato che lui e un altro membro sono stati aggrediti sessualmente e torturati dalle autorità, semplicemente per aver condiviso pacificamente la propria fede.
In Malesia, il rapporto dell'USCIRF descrive nel dettaglio la persecuzione in corso dei membri dell'AROPL da parte delle autorità sia religiose sia statali. Il rapporto rileva che le istituzioni governative continuano a far applicare decreti religiosi restrittivi contro il gruppo, ufficialmente considerato eretico. A ottobre, l'Alta Corte della Shari'a di Negeri Sembilan ha condannato un membro a sei mesi di carcere per aver presumibilmente «insegnato false dottrine religiose», mentre anche sua moglie e sua figlia sono state trattenute per il loro coinvolgimento. Inoltre, il Dipartimento malese per lo sviluppo islamico (MKI) ha emesso un parere religioso che dichiara gli insegnamenti dell'AROPL «devianti» e incompatibili con l'Islam sunnita, rafforzando ulteriormente l'emarginazione del gruppo.
Oltre a documentare i singoli casi, l'USCIRF ha inserito la Religione Ahmadi della Pace e della Luce nel proprio Elenco delle vittime della libertà di religione o di credo (FoRB), riconoscendo la gravità e l'entità delle violazioni dei diritti umani subite dal gruppo oltre i confini.
L'Associazione marocchina per i diritti umani (MAHR) difende i credenti dell'AROPL
L'Associazione marocchina per i diritti umani (MAHR) è una delle organizzazioni per i diritti civili più importanti del Marocco, dedicata alla difesa dei diritti umani attraverso l'azione legale e il coinvolgimento del pubblico. Nel marzo 2025, la MAHR si è espressa pubblicamente sull'arresto e sui maltrattamenti di due membri dell'AROPL a Khouribga: Huthaifa Azzouz e Yahya Marfouk.
I due sono stati arrestati dopo che le autorità avevano scoperto uno striscione su un ponte della città e un manifesto sul muro di una scuola, contenenti frasi spirituali e riferimenti alla Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Tra questi figuravano messaggi come: «Non c'è dio all'infuori di Allah, Muhammad è il Messaggero di Dio, la fedeltà è a Dio», e «Il Manifesto del Mahdi di Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq».
Le autorità li hanno accusati di «minare l'ordine e la sicurezza pubblici» e di «tentare di promuovere una credenza che potrebbe danneggiare l'orientamento religioso prevalente nel paese, basato sulla dottrina malikita». Huthaifa è stato inviato a cure psichiatriche presso l'ospedale universitario Ibn Rochd, mentre Yahya è stato rilasciato provvisoriamente ed è sotto processo.
Secondo la MAHR, le accuse mosse ai due, ossia di aver minato l'ordine pubblico e promosso un gruppo religioso non autorizzato, sono ingiustificate. L'associazione ha sottolineato che le loro convinzioni promuovono la pace, l'armonia e il sostegno agli oppressi, e rientrano quindi nelle libertà di religione, di pensiero e di espressione riconosciute a livello internazionale. La MAHR ha sollecitato il rilascio definitivo e incondizionato di Huthaifa Azzouz per evitare ulteriori danni psicologici.
Inoltre, l'organizzazione ha sostenuto che gli striscioni e i materiali esposti dai due uomini non contenevano alcuna istigazione né minaccia alla sicurezza pubblica e, anzi, riprendevano temi presenti nel più ampio discorso religioso del Marocco. A sostegno di queste persone perseguitate, la MAHR ha incaricato l'avvocato Bouchty di rappresentare il caso, segno del suo fermo impegno per la libertà religiosa e la giustizia legale.
Questi rapporti documentano gravi casi di violenza e oppressione, rafforzando l'urgente necessità di riforme che proteggano i membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Costituiscono inoltre un precedente affinché i futuri rapporti continuino a monitorare i pericoli che questa comunità affronta.
Il riconoscimento da parte dell'USCIRF e della MAHR è un passo cruciale verso una responsabilità globale per la persecuzione della Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Rafforza la legittimità della nostra lotta per la libertà religiosa ed espone le gravi ingiustizie che i credenti subiscono. Con una maggiore consapevolezza, le tutele giuridiche possono essere rafforzate, il monitoraggio dei diritti umani può intensificarsi e le azioni di sensibilizzazione possono promuovere riforme reali, garantendo che i credenti dell'AROPL, e tutte le minoranze religiose perseguitate, possano praticare liberamente il proprio culto senza timore di persecuzioni o punizioni.
Molti dei paesi in cui i credenti dell'AROPL subiscono la persecuzione più dura sono firmatari della Dichiarazione universale dei diritti umani, eppure continuano a violarne i princìpi imponendo restrizioni e misure punitive alla libertà religiosa. I governi dei paesi a maggioranza musulmana hanno spesso bollato la Religione Ahmadi della Pace e della Luce come eretica, usando le leggi sulla blasfemia e sull'apostasia per criminalizzarne gli insegnamenti. I membri sono stati sottoposti a ostracismo sociale, esorcismi violenti, minacce di morte e sforzi sistematici per cancellarne la presenza. Molti sono stati costretti a nascondersi o all'esilio, cercando rifugio in altri paesi, mentre altri hanno perso la vita.
Sono ancora necessari cambiamenti sistemici, tutele giuridiche e interventi internazionali per garantire la loro sicurezza e la loro libertà religiosa. La Religione Ahmadi della Pace e della Luce resta sotto minaccia diretta in diversi paesi, dove i credenti continuano ad affrontare arresti, abusi e discriminazioni per il solo fatto di praticare pacificamente la propria fede.
Con ogni rapporto che documenta le ingiustizie subite da questa fede, il movimento per la libertà religiosa acquista più forza. Ora la comunità internazionale deve agire affinché questo riconoscimento si traduca in protezione reale, giustizia e nel diritto fondamentale di credere, praticare e diffondere la propria fede senza timore.