Diritti umani3 min di lettura

La comparizione in tribunale dell'AROPL suscita copertura mediatica e proteste locali

Testo letto in italiano

Leggi l’articolo originale su The Divine Just State

In occasione della comparizione in tribunale di diversi membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce il 17 giugno 2026, un certo numero di manifestanti si è recato presso il Magistrates' Court di Crewe per un confronto diretto e, in alcuni casi, violento.

Di Sermad Al-Khafaji

La mia biblioteca
Un uomo con una maglietta «White Lives Matter» parla davanti a un telefono in diretta streaming all'esterno di un edificio in pietra, con i commenti della chat sovrapposti.

In occasione della comparizione in tribunale di diversi membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce il 17 giugno 2026, un certo numero di manifestanti si è recato presso il Magistrates' Court di Crewe per un confronto diretto e, in alcuni casi, violento.

La copertura mediatica relativa all'AROPL in questa giornata si è sviluppata su due fronti. Il primo ha messo in evidenza un appello di 14 organizzazioni non governative pubblicato sulla rivista Bitter Winter, «Appeal for Immediate and Sustained Police Protection for Members of the Ahmadi Religion of Peace and Light (AROPL)». L'altro fronte ha riferito della comparizione in tribunale dei membri accusati di aver ostacolato gli agenti di polizia il giorno del blitz, il 29 aprile 2026. Sono apparsi articoli sulla stampa tradizionale, come la BBC News, «Religious group members deny charges over raids», e ITV News, «Residents at religious community deny obstructing police during raids in Cheshire»; e articoli sono apparsi anche su fonti meno diffuse come The European Times, «A Long Court Day for AROPL—and New Racist Riots», articolo ripubblicato da Human Rights Without Frontiers (HRWF), «UNITED KINGDOM: Crewe: A long court day for AROPL—and new racist riots».

La lettera di appello alle autorità britanniche esprimeva diverse preoccupazioni che sono state in gran parte trascurate dalla stampa e dalle autorità. La credibilità della lettera è stata enormemente accresciuta dalle persone che vi hanno apposto il proprio nome, rendendo le preoccupazioni sollevate ancora più gravi e rilevanti, tali da meritare l'attenzione delle autorità e da non essere liquidate o ignorate. Ecco l'elenco delle persone delle ONG che hanno firmato la lettera:

«Alessandro Amicarelli, Presidente, FOB – European Federation for Freedom of Belief

Raffaella Di Marzio, Direttrice generale, LIREC – Center for Studies on Freedom of Religion, Belief, and Conscience

Willy Fautré, Cofondatore e Direttore, HRWF – Human Rights Without Frontiers

Massimo Introvigne, Cofondatore e Direttore generale, CESNUR – Center for Studies on New Religions

Camelia Marin, Vicedirettrice, Soteria International

Eva Miskelova, Segretaria esecutiva, Central Europe Forum for Freedom of Religion or Belief

Hans Noot, Direttore, Gerard Noodt Foundation for Freedom of Religion or Belief

Marco Respinti, Direttore responsabile, «Bitter Winter», rivista quotidiana sulla libertà religiosa e sui diritti umani

Eric Roux, Presidente, EIFRF – European Inter-Religious Forum for Religious Freedom

Rosita Šorytė, Presidente, ORLIR – International Observatory of Religious Liberty of Refugees

Thierry Valle, Presidente, CAP-LC – Coordination des Associations et des Particuliers pour la Liberté de Conscience

René Wadlow, Presidente, Association of World Citizens

Martin Weightman, Direttore, All Faiths Network

Peter Zoehrer, Direttore esecutivo, Forum for Religious Freedom Europe (FOREF)

Sostenuta da Nina Hammill e Owen Evans, residenti locali, Crewe»

Per ulteriori informazioni sulle preoccupazioni sollevate e sui dettagli riportati nella lettera, vi invitiamo a dedicare del tempo a consultare il link all'articolo di Bitter Winter citato sopra.

La copertura della comparizione in tribunale da parte dei media tradizionali sembra aver riportato esattamente gli stessi dettagli, come se fosse stata scritta in anticipo e fornita sia alla BBC sia a ITV. Ciò contrasta con la copertura apparsa su The European Times e ripubblicata da HRWF, scritta da Massimo Introvigne. Questo articolo non solo ha riportato le informazioni della giornata in tribunale su cui si è concentrata la stampa tradizionale, ma ha anche messo in luce le tensioni osservate e documentate in video all'esterno del tribunale. Ciò serve senza dubbio ad accrescere la consapevolezza e a documentare pubblicamente le escalation osservate dal 29 aprile da parte di elementi giustizialisti della folla, che si radunano ovunque vi sia un'occasione di confronto con i membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce.

Invitiamo il lettore a dedicare del tempo per formarsi un'opinione informata che tenga conto di tutti i fatti e a decidere da sé che cosa stia accadendo. The Divine Just State ringrazia tutti coloro che hanno compiuto passi per rivolgere un appello alle autorità del Regno Unito in questo periodo difficile.