Informare con integrità: riflessioni accademiche sulla Religione Ahmadi della Pace e della Luce
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In un epico scambio tra il professor Massimo Introvigne, il professor Aria Razfar e la nostra conduttrice Hadil El-Khouly abbiamo ricevuto uno sguardo straordinario e razionale sulle esperienze e le opinioni di due menti estremamente concentrate sul tema dei nuovi movimenti religiosi, della Religione Ahmadi della Pace e della Luce e della responsabilità della stampa nell'informare il grande pubblico sui nuovi movimenti religiosi in generale.Entrambi gli illustri ospiti sono professori nei rispettivi campi e sono molto stimati per le loro opere. Profe
Di Sermad Al-Khafaji

In un epico scambio tra il professor Massimo Introvigne, il professor Aria Razfar e la nostra conduttrice Hadil El-Khouly abbiamo ricevuto uno sguardo straordinario e razionale sulle esperienze e le opinioni di due menti estremamente concentrate sul tema dei nuovi movimenti religiosi, della Religione Ahmadi della Pace e della Luce e della responsabilità della stampa nell'informare il grande pubblico sui nuovi movimenti religiosi in generale.
Entrambi gli illustri ospiti sono professori nei rispettivi campi e sono molto stimati per le loro opere.
Professor Massimo Introvigne:
– Sociologo italiano che insegna presso le università di Torino e di Pisa.
– Direttore del Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni).
– Direttore della rivista quotidiana Bitter Winter.
– Autore di oltre 70 libri e rappresentante dell'OSCE per le questioni di razzismo, xenofobia e intolleranza religiosa.
Professor Aria Razfar:
– Professore di educazione e linguistica presso l'Università dell'Illinois a Chicago.
– Studioso riconosciuto di linguistica applicata, educazione e scienze dell'apprendimento, con oltre 70 pubblicazioni.
– Ricerche finanziate dal Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti e dalla National Science Foundation.
– Ha ricoperto il ruolo di curatore principale di importanti riviste e numeri speciali dedicati all'alfabetizzazione e al dialogo interreligioso.
– Premiato per aver curato «Lo Scopo del Saggio, il Vangelo di Colui che Sorge della Famiglia di Muhammad».
In seguito alla conferenza intitolata The Supremacy of God Conference, tenutasi presso il campus Apollo dell'Università di Buckingham e a cui hanno partecipato una delegazione di professori, rappresentanti del comune locale, media e membri della comunità di fede. La conversazione è iniziata con un breve riepilogo della conferenza, che in realtà faceva seguito a quella del 2024 a Crewe Hall, dove la Religione Ahmadi della Pace e della Luce fu presentata per la prima volta ad accademici di tutto il mondo specializzati in teologia e nuovi movimenti religiosi. Si è poi passati al tema della persecuzione dei credenti di questa fede a causa delle loro convinzioni e al perché esista questo fenomeno per cui le credenze religiose consolidate spingono le persone a perseguitare chi ha convinzioni diverse e solitamente di recente formazione, che possono o meno mettere in discussione le loro.

La conversazione è culminata nel richiamo alle responsabilità che gravano sui giornalisti dei media tradizionali e nel sottolineare come una parte cruciale del giornalismo responsabile consista nel verificare le affermazioni di chi cerca di opporsi alle idee che emanano da un nuovo movimento religioso. Nel caso della Religione Ahmadi della Pace e della Luce, la recente copertura da parte della stampa tradizionale britannica ha cercato di etichettare la religione come nulla più che una setta con un insieme pericoloso di valori, ricorrendo ai resoconti di apostati che, per qualunque ragione, sono veementemente contrari al successo della religione. Il messaggio è stato forte e chiaro: valutare criticamente le proprie fonti e l'impatto del proprio lavoro giornalistico, ricordando loro che il loro lavoro potrebbe, senza volerlo, dare forza a regimi oppressivi nell'oppressione, nella persecuzione e nella tortura delle persone e, nei casi peggiori, nel loro assassinio.
I giornalisti devono prestare particolare attenzione quando riferiscono su un gruppo innocente, perché dipingerlo in qualsiasi modo come criminale può provocare una reazione ostile, ed è qualcosa che purtroppo esisterà sempre. Il giornalismo etico è fondamentale per evitare di dare forza ai regimi oppressivi.