Porta 15 · 16 di 43

Lumière et Ténèbres

Titolo dell’edizione francese del libro.

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Video della porta 15 del libro Lo Scopo del Saggio.

I titoli sono quelli delle edizioni francese, inglese e araba del libro.

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Articolo 15 — Luce e Tenebre

Luce e Tenebre: i segreti della creazione, di Iblis e del mondo materiale

Lo Scopo del Saggio — Porta Numero Quindici

Testo letto in italiano

Perché il nostro mondo contiene al tempo stesso tanta bellezza e tanta sofferenza? Qual è l'origine delle tenebre? E quale ruolo avrebbe svolto Iblis nella formazione del mondo fisico?

Fin dall'Antichità, le tradizioni spirituali hanno cercato di comprendere l'opposizione tra la luce e le tenebre.

La luce rappresenta spesso la conoscenza, la verità e la vicinanza divina.

Le tenebre simboleggiano l'ignoranza, lo smarrimento e l'allontanamento da Dio.

Ma nella quindicesima Porta de Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace) presenta una concezione molto più complessa.

Attraverso gli insegnamenti di Mani, racconti attribuiti all'Imam Al-Baqir e conversazioni con Ahmed Al-Hassan, esplora l'origine della creazione materiale e la caduta di Iblis.

1. Mani, il Messaggero della Luce

Il capitolo comincia evocando Mani, fondatore del manicheismo nel III secolo.

Mani si presentava come un messaggero della luce.

Nella dottrina manichea, la luce e le tenebre occupano un posto fondamentale nella spiegazione dell'universo.

Il libro riporta l'insegnamento secondo cui la luce sarebbe stata trattenuta nei regni delle tenebre.

La creazione materiale sarebbe così segnata dalla presenza di questi due principi.

Questa concezione appartiene a un'antica tradizione religiosa che cerca di spiegare l'esistenza del male nel mondo.

2. Perché la luce è presente nella materia?

Secondo l'interpretazione esposta in questa Porta, la luce è indispensabile all'esistenza di ogni cosa.

Anche in un mondo segnato dall'oscurità, una parte di luce rimarrebbe presente.

L'autore presenta questa idea come un elemento che permette di comprendere la complessità della creazione.

La luce rappresenta qui una realtà spirituale e non semplicemente un fenomeno fisico. Questa distinzione è essenziale: le nozioni religiose di luce e di tenebre non vanno confuse con i concetti scientifici che descrivono la radiazione luminosa.

3. Il racconto di Azazel in Umm Al-Kitab

Il capitolo cita poi un racconto attribuito all'Imam Al-Baqir nel testo Umm Al-Kitab.

In questo racconto, Azazel riceve una luce che gli permette di plasmare delle creazioni.

Ma finisce per rivendicare un'autorità che non gli appartiene.

L'Altissimo Re gli ricorda allora che questa capacità dipende da un dono che gli è stato accordato.

Quando questa luce gli viene tolta, Azazel si rivela incapace di riprodurre una creazione paragonabile.

Il racconto illustra un'idea centrale: possedere una capacità non significa esserne la fonte assoluta.

Il potere ricevuto può diventare una prova quando colui che ne beneficia dimentica la sua origine.

4. Iblis conosceva la potenza di Dio?

La quindicesima Porta riporta una conversazione particolarmente importante tra Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq e Ahmed Al-Hassan.

L'autore interroga l'Imam sulle motivazioni di Iblis.

La sua opposizione ad Adamo derivava da un'ignoranza di Dio?

Ahmed Al-Hassan risponde, secondo il racconto, che Iblis possedeva una conoscenza considerevole della potenza divina.

Il suo smarrimento non sarebbe dunque semplicemente legato a una mancanza di conoscenza.

Sarebbe nato dall'invidia, dall'amore del potere, dal desiderio di autorità e dall'ego.

Questa distinzione è fondamentale.

Una grande conoscenza spirituale non garantisce necessariamente l'umiltà.

5. L'invidia e la caduta di Iblis

L'invidia occupa un posto centrale nella spiegazione della caduta di Iblis.

Secondo il libro, Iblis avrebbe rifiutato di accettare il posto accordato ad Adamo.

Il suo desiderio di conservare il proprio rango e la propria autorità avrebbe progressivamente preso il sopravvento sulla sua obbedienza.

Questa lettura mette in evidenza un paradosso.

Un essere può riconoscere l'esistenza di Dio rifiutando però di sottomettersi alla Sua volontà quando contraddice le proprie ambizioni.

La caduta di Iblis diventa così un insegnamento sui pericoli dell'orgoglio.

6. Perché Iblis era chiamato il padre della creazione?

Il capitolo presenta anche una spiegazione particolare del nome di Iblis.

In una conversazione riferita, Ahmed Al-Hassan associa un'interpretazione di questo nome all'idea di paternità della creazione.

Precisa tuttavia che questo titolo non significa che Iblis sarebbe il Creatore assoluto.

Avrebbe ricevuto questo nome in ragione del posto che occupava e dell'amore che gli angeli gli portavano.

Si tratta di un'interpretazione esoterica propria del racconto, e non di un'etimologia linguistica accertata.

7. Iblis e la creazione dei corpi fisici

Uno degli insegnamenti più singolari di questa Porta riguarda l'origine dei corpi materiali.

Nel dialogo riferito, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq chiede se Iblis abbia partecipato alla creazione dei corpi fisici.

Ahmed Al-Hassan conferma questa interpretazione e distingue i corpi materiali dai corpi di luce associati a Muhammad e alla sua Famiglia.

Il libro propone così una visione gerarchica della creazione.

Distingue la realtà spirituale luminosa dalla manifestazione materiale.

Questa dottrina appartiene alla cosmologia religiosa dell'opera e non costituisce una spiegazione scientifica dell'origine del corpo umano.

8. Il potere senza umiltà

La riflessione su Iblis contiene un importante insegnamento morale.

Il pericolo non risiede unicamente nell'ignoranza.

Può comparire anche quando un individuo possiede conoscenze, responsabilità o un'autorità considerevoli.

La conoscenza può diventare un mezzo per servire.

Ma può anche alimentare l'orgoglio quando viene usata per affermare la propria superiorità.

Nel racconto, Iblis rappresenta proprio questa deriva.

Il suo problema non è l'assenza di capacità, ma il modo in cui considera la propria importanza.

9. La luce interiore e la scelta umana

Il tema della luce e delle tenebre invita infine a una riflessione personale.

Quali sono le motivazioni delle nostre azioni?

Cerchiamo la verità o il riconoscimento?

Vogliamo servire o dominare?

Siamo capaci di accettare che un'altra persona riceva una responsabilità che avremmo voluto ottenere noi?

Queste domande prolungano il racconto della caduta di Iblis.

Mostrano come una dottrina cosmologica possa diventare anche un insegnamento sul comportamento umano.

Conclusione — La conoscenza non basta senza umiltà

La quindicesima Porta de Lo Scopo del Saggio propone un'interpretazione spirituale della creazione materiale, della luce e dell'origine delle tenebre.

Riserva un posto importante a Mani, al racconto di Azazel e agli insegnamenti riguardanti Iblis.

Ma il suo insegnamento più accessibile riguarda forse il rapporto tra conoscenza e orgoglio.

A che serve conoscere la verità se il nostro ego ci impedisce di accettarla?

Questa domanda prepara direttamente la Porta successiva, dedicata a uno dei maggiori ostacoli del cammino spirituale: L'Ego Umano.

Scoprite la Porta 15 in video

Ritrovate il nostro adattamento audiovisivo de Luce e Tenebre nella serie Lo Scopo del Saggio.

Fonte principale: Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace), Lo Scopo del Saggio, Porta Numero Quindici.

Parole chiave: luce e tenebre, Iblis, Azazel, Mani, manicheismo, Umm Al-Kitab, creazione, orgoglio, Ahmed Al-Hassan, Lo Scopo del Saggio.