Indignazione per la condanna di un membro dell'AROPL a 6 mesi di carcere in Malesia
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Funzionari del Dipartimento degli Affari Religiosi Islamici hanno perquisito l'abitazione di una famiglia e tengono in custodia due credenti.
Di Caroline Hoeren

AGGIORNAMENTO 29 ottobre 2024 - Nonostante la persecuzione in corso e la rigida censura di Internet imposta dal governo malese, i membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce continuano a registrare una crescita senza precedenti sia nelle visualizzazioni online sia nei giuramenti di fedeltà. In una notevole dimostrazione di resilienza, il team Outreach della Malesia ha attirato ben 108.000 spettatori durante una diretta tenutasi ieri, il tutto in sole due ore.

Questo aumento di partecipazione sottolinea la dedizione della comunità e dei suoi sostenitori, segnalando un interesse crescente nonostante i tentativi del governo di soffocare il loro messaggio.
A rafforzare lo slancio della comunità, l'ONG Human Rights Without Frontiers ha emesso una dichiarazione decisa che condanna le azioni del governo malese ed esprime sostegno ai malesi attualmente detenuti per la loro vicinanza all'AROPL. La dichiarazione dell'organizzazione rappresenta un significativo appello alla giustizia e ai diritti umani, richiama una maggiore attenzione internazionale sulla situazione e amplifica le richieste di rilascio dei detenuti.
AGGIORNAMENTO 24 ottobre 2024, ore 14 - In una recente ondata di copertura mediatica, i media malesi hanno pubblicato numerosi articoli di attacco alla Religione Ahmadi della Pace e della Luce, incentrati sull'arresto di Zolekafeli Bin Abd Ghani. I media hanno descritto il gruppo come fuorviato, lanciando avvertimenti sui suoi insegnamenti e scoraggiando la partecipazione del pubblico.
Il panorama mediatico malese è diventato sempre più repressivo, soprattutto in materia di affari religiosi. L'allineamento alle narrazioni sostenute dallo Stato ha portato a una maggiore censura dei movimenti religiosi non convenzionali.
In un fatto collegato, sono emerse notizie secondo cui la rivista Divine Just State Magazine, una pubblicazione legata alla Religione Ahmadi della Pace e della Luce, è stata bloccata in Malesia.




AGGIORNAMENTO 24 ottobre 2024, ore 10 - La Religione Ahmadi della Pace e della Luce è indignata per la condanna di uno dei suoi seguaci, al quale oggi l'Alta Corte della Sharia di Negeri Sembilan ha inflitto sei mesi di carcere e una multa di 4.500 RM. L'ex vigile del fuoco sessantenne, Zolekafeli Bin Abd Ghani, si è dichiarato colpevole di tre capi d'accusa per aver presumibilmente insegnato «false dottrine» durante un incontro religioso il 12 ottobre.
È stato accusato di aver diffuso gli insegnamenti de «Lo Scopo del Saggio», di aver proclamato Abdullah Hashem secondo Mahdi e di aver affermato che il Corano era stato corrotto.
Nonostante le sue richieste di clemenza dovute all'età, alle condizioni di salute e alle responsabilità familiari, il tribunale ha imposto pene consecutive, a riflesso della gravità delle accuse, che secondo la pubblica accusa potevano condurre all'«apostasia e alla miscredenza».
La Religione Ahmadi della Pace e della Luce condanna fermamente questo verdetto, ritenendolo un affronto alla libertà religiosa e un'ulteriore tappa di un modello di persecuzione in atto. La comunità resta impegnata a difendere i diritti dei suoi seguaci e chiede una maggiore tutela delle loro convinzioni.
AGGIORNAMENTO 23 ottobre 2024, ore 18 — In un ulteriore sviluppo dopo il blitz in un'abitazione familiare a Negeri Sembilan, in Malesia, i media riferiscono ora la conferma che anche la moglie, inizialmente esclusa dagli arresti, è stata fermata. Il numero totale di familiari in custodia sale così a tre, compresi il marito e la figlia.

Secondo fonti mediatiche, le autorità hanno perquisito i dispositivi mobili della famiglia e scoperto un software che indicava il loro impegno attivo online con la Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Le autorità hanno rivelato che l'operazione era il risultato di un'indagine durata cinque mesi sul coinvolgimento della famiglia con la religione.
23 ottobre 2024, ore 16 — In una vicenda in evoluzione da Negeri Sembilan, in Malesia, funzionari del Dipartimento degli Affari Religiosi Islamici, insieme alla polizia locale, hanno perquisito l'abitazione di una famiglia in seguito ad accuse di coinvolgimento con la Religione Ahmadi della Pace e della Luce. Le persone coinvolte sono un marito, una moglie e la loro figlia, che ora si trovano in custodia del Dipartimento degli Affari Religiosi Islamici.
L'episodio ha fatto seguito alle crescenti tensioni all'interno della famiglia dopo che il marito e la moglie avevano aderito alla fede Ahmadi rispettivamente a marzo e a maggio 2024. Nonostante i loro sforzi di condividere le proprie convinzioni con i parenti stretti, una forte opposizione ha portato a una denuncia formale presentata al Dipartimento Religioso di Negeri Sembilan.
L'operazione di arresto, avvenuta il 22 ottobre 2024, ha comportato un blitz nella casa della famiglia a Seremban. La moglie, che durante il blitz era al lavoro, è stata informata per telefono alle 14:30 ora locale che il marito e la figlia erano stati presi in custodia. Una copia del mandato d'arresto ottenuta indica che l'operazione è stata condotta ai sensi della Sezione 52 della Syariah Criminal Enactment (Negeri Sembilan) 1992, con la motivazione di «atti illeciti e insegnamenti devianti».
Durante il blitz, gli agenti avrebbero sequestrato diversi documenti, tra cui una stampa de «Il Manifesto del Mahdi» e altri materiali correlati. Hasnah, tuttavia, non è stata fermata perché il suo nome non compariva nella denuncia. «Sono rimasta sorpresa», ha dichiarato Hasnah in una conversazione telefonica il 23 ottobre alle 8 (GMT), «ma mi è stato detto che era perché non ero indicata nel rapporto».
La Religione Ahmadi della Pace e della Luce è fortemente perseguitata in Malesia, dove è dichiarata deviante dalle autorità. Quest'ultimo episodio ha suscitato indignazione nella comunità dell'AROPL, che considera le azioni delle autorità religiose una violazione del proprio diritto fondamentale alla libertà di credo.
La persecuzione dell'AROPL è stata più volte denunciata da ONG internazionali come Amnesty International e dalle Nazioni Unite. Il 4 luglio 2023, tre Relatori Speciali delle Nazioni Unite, insieme ad altri funzionari delle Nazioni Unite, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta sulla persecuzione dei membri della fede. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nel suo rapporto 2023 sulla Malesia in materia di libertà religiosa, ha evidenziato la persecuzione dei membri dell'AROPL in Malesia, parlando degli arresti di membri dell'AROPL e delle indagini del locale Dipartimento Islamico su membri dell'AROPL per non meglio precisati reati contro la sharia
Il canale di notizie malese Harian Metro ha trasmesso un servizio che mostra gli agenti che hanno eseguito gli arresti mentre mostrano i mandati di detenzione dei membri. Il video su YouTube s'intitola «Tre familiari ritenuti seguaci degli insegnamenti Ahmadi in stato di fermo».
Nota: l'identità delle due donne coinvolte è stata omessa per la loro protezione.