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Fede vietata: come la Malesia decide quali credenze sono ammesse

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Il paradosso religioso della Malesia: la fede è consentita, ma metterla in discussione, e scegliere diversamente, ha un prezzo.

Di Kashfullah

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Una dichiarazione ufficiale rilasciata dal presidente del Comitato per gli Affari Islamici dello Stato di Johor, Mohd Fared Mohd Khalid, ha riacceso il dibattito sui limiti della libertà religiosa e del confronto intellettuale in Malesia.

Secondo la legge e la prassi amministrativa malesi, le persone nate in famiglie musulmane vengono registrate automaticamente come musulmane. Sono tenute ad aderire esclusivamente alla scuola di pensiero Ahlul Sunnah wal Jama'ah e non è loro legalmente consentito studiare, mettere in discussione o esaminare in modo critico interpretazioni islamiche o credenze religiose alternative.

I critici sostengono che questo quadro sia in contrasto con il Corano, che afferma che non vi è costrizione nella religione e sottolinea l'obbligo di indagare, studiare e scegliere liberamente la verità.

La controversia si è acuita dopo la dichiarazione della Religione Ahmadi della Pace e della Luce come deviante mediante una fatwa e il successivo divieto. Gli osservatori si sono chiesti se tale definizione implichi che anche altre religioni, come il cristianesimo, il buddismo, l'induismo e il sikhismo, sarebbero considerate devianti dal punto di vista delle autorità religiose malesi. Queste fedi, tuttavia, continuano a essere praticate apertamente nel Paese e non sono state formalmente dichiarate devianti dalle istituzioni statali.

Questa disparità ha suscitato accuse di doppio standard e di applicazione selettiva nella gestione religiosa della Malesia. I sostenitori della Religione Ahmadi della Pace e della Luce affermano che l'attenzione del movimento per l'umanità, la pace e la giustizia universale ha attirato l'esame delle autorità proprio a causa delle sue rivendicazioni teologiche e della sua sfida all'autorità religiosa costituita.

La questione evidenzia le più ampie tensioni esistenti in Malesia tra le garanzie costituzionali della libertà religiosa e il ruolo regolatore delle istituzioni islamiche nel definire l'ortodossia e la credenza. Mentre continuano a emergere reazioni, le più ampie implicazioni per la libertà religiosa in Malesia restano irrisolte.