Egitto: le testimonianze di un detenuto forniscono dettagli scioccanti sulla tortura
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Sameera, sorella di Hazem e moglie di Omar, fornisce dettagli scioccanti sulle condizioni sopportate dai detenuti dopo la sua visita alla struttura di detenzione. Il suo racconto descrive i loro primi 30 giorni in custodia, dalla data dell'arresto fino alla comparizione davanti al pubblico ministero.
Di Noor Fatimah Ali

Ci sono stati importanti aggiornamenti e nuovi sviluppi riguardo alla persecuzione della comunità della Religione Ahmadi della Pace e della Luce (AROPL) in Egitto.
Questa ondata di repressione è iniziata con una serie di arresti mirati all'inizio di marzo. Tra l'8 e il 14 marzo 2025, le forze di sicurezza egiziane hanno lanciato una stretta contro i membri dell'AROPL, in seguito a un evento pacifico a Giza in cui era stato esposto uno striscione che rappresentava la fede. Almeno quattro persone sono state inizialmente detenute, tra cui Hussein Mohammed Al-Tenawi, Omar Mahmoud Abdel Maguid e Hazem Saied Abdel Moatamed. Questi uomini sono stati trattenuti per settimane, senza accesso a un legale e sottoposti a sparizione forzata, pratiche duramente condannate dalle principali organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui Amnesty International, l'Iniziativa egiziana per i diritti personali (EIPR) e altri gruppi per i diritti umani.
Aggiornamento del 21 maggio 2025 - Rapporti recenti forniscono dettagli scioccanti sulle condizioni sopportate dai detenuti, descrivendo i loro primi 30 giorni in custodia, dalla data dell'arresto fino alla comparizione davanti al pubblico ministero.
Secondo testimonianze di prima mano, sia Hazem sia Omar sono stati sottoposti a brutali torture. Hazem è stato colpito ripetutamente con una sbarra di metallo, riportando gravi lesioni al palmo e alla spalla, tra cui un tendine reciso in un dito. Queste lesioni hanno causato spasmi muscolari involontari e l'osso esposto sul dorso della mano. È stato spogliato con la forza e sottoposto a scosse elettriche applicate all'area genitale. Una volta trasferito in un istituto penitenziario, Hazem ha ricevuto quattro punti di sutura al palmo e altri quattro alla spalla, ma continua ad aver bisogno di cure mediche urgenti per la mano, che resta non curata.
L'esperienza di Omar è stata altrettanto orribile. Anch'egli è stato sottoposto a scosse elettriche completamente nudo, con scosse dirette a tutte le parti del corpo, in particolare ai genitali. È stato picchiato con un bastone su tutto il corpo, causando un grave gonfiore che non è ancora stato trattato. Il suo corpo era così gonfio che non riusciva a togliersi la camicia. Per trenta giorni è stato rinchiuso in una stanza sotterranea larga meno di due metri, nell'oscurità totale, e tenuto sempre ammanettato. Il tributo fisico e psicologico di questi abusi è grave, ed entrambi gli uomini hanno ancora urgente bisogno di sostegno medico e psicologico.
Questi racconti sono coerenti con resoconti più ampi di abusi riferiti da altri detenuti e rispecchiano le conclusioni delle organizzazioni internazionali per i diritti umani.
L'EIPR ha emesso una forte condanna della campagna di arresti in corso che, dall'8 marzo 2025, ha portato alla detenzione arbitraria, alla tortura e alla sparizione forzata di almeno quindici persone. Tra i presi di mira ci sono due richiedenti asilo siriani, uno dei quali è stato espulso nonostante gli urgenti appelli internazionali per la sua protezione. L'elenco dei detenuti è il seguente:
1. Omar Mahmoud Abdelmaguid Mohamed
2. Hazem Saied Mohamed Abd El-Moatamed
3. Hussein Mohammed Hassan Al-Tinawi
4. Ahmed Mohammed Hassan Al-Tinawi (espulso)
5. Fadi Mohammed Hassan Mohammed Al-Nahhas
6. Mahmoud Abdelmagid Abdelmagid Moaz
7. Al-Sayed Othman Mohamad Ghali
8. Hamdy Abd El-Azeem El-Sayed Abdallah
9. Othman Al-Gohary Othman Othman
10. Ali Al-Hadari (Ali Salah Ali Salah)
11. Ali Ahmad Mahmoud Shahat
12. Mohammed Eissa Rashad Abdelraheem
13. Mahmoud Ibrahim Mahmoud Al-Sharnouby
14. Mohammed Adel Mohammed Salah Al-Deeb
15. Mohammed Ahmed Ali Abdel-Hameed
Come nei casi di Hazem e Omar, numerosi detenuti hanno subito gravi abusi fisici, privazione deliberata di cibo e di cure mediche e condizioni disumane in strutture come la prigione del 10 Ramadan, spingendo l'EIPR a chiedere l'immediata cessazione degli arresti, il rilascio di tutti i detenuti e un'indagine trasparente e indipendente sugli abusi segnalati. Amnesty International ha emesso un'Azione Urgente per il rilascio immediato e incondizionato dei membri detenuti dell'AROPL e affinché le autorità egiziane pongano fine alla persecuzione delle minoranze religiose.
La campagna di terrore sostenuta dallo Stato contro credenti pacifici non è soltanto una grave violazione del diritto internazionale, ma una vergognosa macchia sulla reputazione dell'Egitto. La sofferenza continua di Hazem, di Omar e di molti altri come loro sottolinea la drammatica situazione delle minoranze religiose in Egitto e l'importanza cruciale della difesa e dell'intervento.