Dalla detenzione in Turchia all'asilo in Spagna: l'ispirante percorso di Phatmalek
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Per comprendere il suo percorso, abbiamo parlato con Phatmelek delle sue esperienze e delle convinzioni che lo guidano.
Di James Pollard




In un tempo di attesa spirituale, Aba Al-Sadiq, noto come il Qa'im, ha dichiarato che il 2025 segnerà una grande apertura e un raduno universale per i credenti dall'Oriente all'Occidente. Dopo essere apparso per la prima volta con gli Stendardi Neri dall'Oriente, proclamando fedeltà a Dio soltanto, ora si leva dall'Occidente per instaurare lo Stato Giusto Divino.
La famiglia del profeta Muhammad parla da tempo di questo momento:
«Ti basti che egli (il Qa'im della Verità) si levi dall'Occidente mentre la sua origine è dall'Oriente, ed è lì che sarà stabilita la sua ascesa e portata a compimento la sua missione.»Sharh Al-Akhbar, Al-Kadi Al-No’man, vol. 3, p. 365
Inoltre, le parole dello stesso profeta Muhammad preannunciano un evento di enorme portata:
«L'Ora (la fine dei tempi) non verrà finché il sole non sorgerà da Occidente. Quando la gente lo vedrà, crederà, ma quello sarà il momento in cui nessuna anima trarrà beneficio dalla propria fede se non aveva creduto prima.»Sahih Al-Bukhari, Al-Bukhari, Hadith 6506
In linea con questa profezia, il suo compimento prende forma attraverso i credenti di tutto il mondo. Una di queste figure è Phatmelek, devoto seguace di Aba Al-Sadiq, il cui cammino spirituale lo ha condotto dalle sue radici in Thailandia alla sua missione in Spagna. Qui diffonde instancabilmente la dawah, distribuendo volantini e dialogando con i cercatori di verità.
Per comprendere il suo percorso, abbiamo parlato con Phatmelek delle sue esperienze e delle convinzioni che lo guidano.
Un viaggio di fede e di scoperta
Qual è il suo background culturale e religioso?
Provengo da una stirpe pakistana: i miei genitori erano entrambi pakistani e migrarono in Thailandia quasi un secolo fa. Sono stato cresciuto come sunnita hanafita, ma attraverso le mie ricerche ho poi abbracciato l'islam sciita. Poi, nel 2014, ho scoperto la chiamata dell'Imam Ahmad Al-Hassan e nel 2015 credevo fermamente in lui.
Che cosa l'ha spinta a cercare una strada diversa da quella della sua famiglia?
Da giovane riflettevo spesso sulla natura di Dio. Mi chiedevo come potessimo conoscerlo davvero. Questa ricerca mi ha portato a credere che Dio debba inviare sulla Terra un rappresentante divino. A quel tempo ero un sunnita hanafita, ma un amico mi fece conoscere l'islam sciita a Bangkok. Poiché ero un uomo d'affari che viaggiava spesso, colsi l'occasione per esplorare questa strada.
Fu in quel periodo che appresi della Designazione Divina a Ghadir Khumm e dell'importanza dell'Imam Ali. Questa rivelazione mi diede la certezza nell'islam sciita: se Dio aveva scelto un successore, allora doveva sempre esserci un governante designato da Dio sopra il popolo.
Eppure qualcosa dentro di me anelava ancora a una verità più profonda. Poi mi imbattei nella dawah dell'Imam Ahmad Al-Hassan e lessi i suoi libri tradotti, forniti dall'ufficio dello Stendardo Bianco a Najaf, in Iraq. Scoprii la menzione miracolosa dei Dodici Imam e dei Dodici Mahdi nel Santo Testamento di Rasulullah. Questo mi portò a credere che l'Imam Ahmad Al-Hassan fosse davvero una prova per l'umanità.
Più tardi incontrai la chiamata di Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem. Proprio quello stesso giorno, come per una coincidenza divina, egli proclamò di essere l'Abdullah menzionato nel Santo Testamento. Credetti immediatamente.
Inoltre il concetto di Raj'a, il Santo Ritorno, come discusso dagli studiosi islamici, mi divenne chiaro quando il Padre confermò che l'Imam Ahmad Al-Hassan è, nella sua incarnazione di ritorno, Al-Hussain. Questa consapevolezza mi riempì di immensa felicità.
Avevo letto la storia dell'Imam Hussain, di 200 pagine, e mi aveva sempre commosso fino alle lacrime. Ora, sapendo che è presente tra noi oggi, mi sento al tempo stesso entusiasta e rassicurato.
Diffondere la Chiamata in Spagna
Con la fede che ho in Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem, ora ho la forza di diffondere la dawah, soprattutto ora che mi è stato concesso lo status di asilo in Spagna. Mi impegno a condividere questo messaggio in ogni modo possibile. Ho cominciato stampando volantini e distribuendoli per informare le persone sulla chiamata.
Il mio obiettivo a lungo termine è aiutare le persone a riconoscere e ad accettare il loro Messia, in particolare in questa regione, a prevalenza cristiana.
Ha cercato di aiutare in qualche altro modo particolare?
Poiché non parlo spagnolo, ho trovato un modo singolare di comunicare: con i gesti delle mani. Attraverso questo approccio non verbale trasmetto il messaggio e le persone ascoltano senza opposizione. Anche se magari non credono ancora, sono disposte a indagare su questa benedetta chiamata.
Inoltre uso la tecnologia moderna, come il telefono e le applicazioni di traduzione, per superare la barriera linguistica e condividere il messaggio.
Il Profeta preannunciò una volta il sorgere di tali progressi:
«L'Ora non verrà finché non giungerà il tempo in cui un uomo uscirà di casa, e le sue scarpe, la sua frusta o il suo bastone gli diranno che cosa sta accadendo alla sua famiglia.»Musnad Ahmed ibn Hanbal, Ahmed ibn Hanbal, 3:88-89
Questo hadith viene spesso inteso come un riferimento ai moderni dispositivi di comunicazione, telefoni cellulari compresi.
Come hanno reagito alla dawah la gente del posto, gli studiosi islamici, le autorità governative, la famiglia e gli amici?
In Thailandia ho incontrato una forte opposizione, soprattutto da parte di amici e di fondamentalisti islamici. Perfino alcuni studiosi hanno tentato di fomentare una reazione contro questa dawah, coinvolgendo il governo thailandese.
In Spagna, tuttavia, la situazione è molto diversa. Il governo e la gente qui sono molto più aperti e accoglienti nei confronti di noi e delle nostre credenze.
Obiettivi futuri per la dawah
Il mio obiettivo principale è presentare le prove tratte dal Santo Testamento di Rasulullah, che parla della successione e del governo di Abdullah Aba Al-Sadiq, il Qa'im della Verità. Voglio diffondere il messaggio del Regno di Dio che viene, affinché le persone possano riconoscerne l'importanza.
Questa missione è in sintonia con le parole del Padre Nostro, pronunciato nel nome di Gesù Cristo, che sostiene il Qa'im in questo tempo:
«Perché tuo è il regno, la potenza e la gloria, ora e per sempre. Amen.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.»