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Come ho sconfitto l’«Ayatullah» Qazvini e il suo rappresentante

Testo letto in italiano

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In risposta a una sfida di dibattito pubblico lanciata dall’Ayatullah Qazvini, che aveva accusato l’Imam Ahmed Al-Hassan di apostasia e chiesto un dibattito o una Mubahala, Hamidreza Saghari, vescovo dell’Iran per la Religione Ahmadi della Pace e della Luce, ha accettato la sfida a nome della propria fede.

Di Hamidreza Saghari

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Il vescovo dell’Iran in un dibattito con Ali Sharifi

Sabato 19 aprile ho dibattuto con Ali Sharifi, rappresentante dell’«Ayatullah» Qazvini. Questo articolo è un riassunto del dibattito e degli eventi che lo hanno preceduto. Alla fine dell’articolo potete anche guardare il video integrale del dibattito.

Alcune settimane fa, l’«Ayatullah» Qazvini dell’Istituto Valiasr ha lanciato in un video una sfida pubblica, sostenendo che nessuno dei seguaci dell’Imam Ahmed Al-Hassan avesse mai accettato i suoi precedenti inviti al dibattito. Si è proclamato vincitore per forfait, arrivando persino a festeggiare con una torta che raffigurava il volto dell’Imam Ahmed Al-Hassan, tagliandone la testa come simbolo di trionfo. Nello stesso momento ha definito l’Imam Ahmed Al-Hassan un apostata, lo ha giudicato impuro e ha dichiarato lecito versare il suo sangue. Ha concluso con un rinnovato invito al dibattito, o persino a una Mubahala (una sfida religiosa per invocare la maledizione di Dio sul bugiardo), dicendo di essere pronto a portare la propria famiglia e pretendendo che facessimo lo stesso.

Video dell’«Ayatullah» Qazvini che manca di rispetto ad Ahmed Al-Hassan

Aba Al-Sadiq mi ha designato a rappresentare la Religione Ahmadi della Pace e della Luce sia nel dibattito sia nella Mubahala. Ho accettato la sfida pubblicamente, in diretta. Ma invece dell’Ayatullah Qazvini in persona si è presentato un uomo di nome Ali Sharifi, affermando di essere il suo rappresentante e dichiarando che la sua sconfitta sarebbe stata la sconfitta di Qazvini. Sharifi ci ha contattati privatamente tramite il nostro account Instagram ufficiale. Sebbene la nostra condizione iniziale fosse che Qazvini si presentasse con la sua famiglia, abbiamo accettato i nuovi termini. Ho proposto l’argomento del dibattito: «Come identificare l’Imam Al-Mahdi e i dotti che non agiscono nella fine dei tempi secondo gli Ahlul Bayt».

Hamidreza Saghari si presenta con la sua famiglia per la Mubahala
Hamidreza Saghari si presenta con la sua famiglia per la Mubahala

Sharifi ha risposto non con una discussione, ma annunciando unilateralmente in un video che avevamo accettato i suoi termini. Ha fissato la data del dibattito, il 19 aprile alle 19:00 ora del Regno Unito, e ha cambiato l’argomento in: «Conflitti e contraddizioni nella religione di Ahmad AlBasri, e Ahmad AlBasri come apostata». Nonostante il cambiamento improvviso, mi sono preparato ad affrontarlo di petto.

Sharifi ha chiesto il nostro ID Skype e ci ha indicato di essere pronti 40 minuti prima. Eppure, venerdì, un giorno prima dell’evento, ha pubblicato una storia su Instagram sostenendo falsamente che fossimo «scappati» perché non avevamo ancora condiviso l’ID. Quando l’ho affrontato chiarendo che lo avremmo inviato come previsto, lo ha preteso subito. Abbiamo ottemperato. Ha rimosso il post iniziale e lo ha sostituito con uno nuovo, riconoscendo che avevamo inviato l’ID e che eravamo pronti. Non ha però fatto alcuna menzione della Mubahala.

Eravamo completamente pronti alle 17:00 ora del Regno Unito, due ore prima dell’orario stabilito. Alle 18:00 il team di Sharifi ci ha contattati, ma si è rifiutato di attivare il video su Skype. Era disponibile solo l’audio. Dopo un’ora di trattative abbiamo concordato una videochiamata WhatsApp, in modo da poter trasmettere il loro flusso sul nostro canale satellitare.

Il dibattito

Il dibattito è iniziato alle 19:30. La sua prima domanda: riassumere le nostre credenze e dichiarare la nostra posizione sull’Ufficio di Najaf. Mi sono presentato come Hamidreza Saghari, vescovo dei seguaci persofoni dell’Imam Ahmed Al-Hassan da oltre un decennio. Ho spiegato la nostra credenza che l’Imam Ahmed Al-Hassan sia designato divinamente dall’Imam Al-Mahdi. Ho ricordato a Sharifi di usare il nome corretto: Imam Ahmed Al-Hassan. Gli ho detto, molto semplicemente, che non so chi sia «Ahmed AlBasri».

Dopodiché il dibattito è iniziato:

1. Il testamento del Profeta

Sharifi ha sostenuto che il testamento del Profeta fosse inventato, citando «104 errori». Ho risposto rimandando al versetto coranico 2:180, che rende obbligatoria la stesura di un testamento. Ho citato l’hadith della Calamità del Giovedì, che persino i dotti sciiti usano contro le pretese sunnite. Ho spiegato che le tradizioni affermano chiaramente che il Qaim si leverà portando il testamento, lo stendardo e l’arma del Profeta. Quando gli è stato chiesto come riconoscere il Mahdi, Sharifi ha rimandato a una «prossima sessione». Era chiaro che non aveva una risposta alla domanda e voleva eluderla.

2. Travisamento dei nostri insegnamenti

Sharifi ha affermato che insegniamo che Adamo ebbe rapporti illeciti con Fatima. Ho smentito categoricamente questa menzogna. In nessuno dei nostri libri è scritto che Adamo ebbe rapporti illeciti con Fatima. Ho anche spiegato che l’«albero maledetto» e l’«albero benedetto» nel Corano si riferiscono a stirpi, non ad alberi letterali. Ho citato hadith sull’invidia di Adamo ed Eva verso gli Ahlulbayt, che Sharifi inizialmente ha negato, per poi tacere quando è stato messo di fronte alle prove tratte dai libri sciiti. Ho chiesto: Dio bandirebbe il Suo Profeta per una semplice mela o un albero?

3. Accuse di volgarità sessuale riguardo a Gesù

Sharifi ha attaccato in modo volgare la nostra concezione della purezza e dell’Ultima Cena. Ho risposto evidenziando le contraddizioni nelle tradizioni sciite, come baciare e leccare le porte dei santuari per purificarsi, mentre attaccano i nostri insegnamenti sulla purezza. Ho citato l’hadith di Umm Ayman. La sua replica rozza: «Ha succhiato i genitali del suo maestro, signor Saghari?». Ho risposto: «Ha praticato il tafkhiz secondo la fatwa di Khomeini con delle bambine?». E ho risposto alla sua domanda: no.

4. Accuse su droghe e alcol

Sharifi ha criticato il fatto che crediamo che certe droghe siano halal. Ho chiarito che il Qaim porta una nuova conoscenza che sfida la tradizione ed è pesante per gli Arabi. Ho citato la tradizione che dice: «Tra Arabi e Persiani non resta altro che la spada», interpretata come simbolo di nuove sentenze rivoluzionarie. Una volta stabilita l’infallibilità del Qaim, i suoi insegnamenti sono vincolanti.

5. Accuse di apostasia

Sharifi ha sostenuto che abbiamo definito apostati i 313 messaggeri, compreso il Profeta. L’ho corretto: la tradizione dice che quasi apostatarono durante prove severe. Stava travisando le nostre credenze.

6. Omosessualità e pentimento

Sharifi ci ha accusati di legalizzare l’omosessualità e di insultare i profeti. L’ho negato categoricamente. Ho dichiarato: la religione di Dio è aperta a tutti coloro che si pentono. Come osa limitare la misericordia divina?

7. I 24 Imam

Ha messo in discussione la nostra credenza nei 24 Imam. Ho spiegato che la nostra credenza si fonda sul testamento del Profeta, che parla di 12 Imam seguiti da 12 Mahdi, sostenuto da molte altre narrazioni sciite autentiche.

8. La confusione di Sharifi

Ho messo di fronte alla sua confusione Sharifi riguardo alla presenza di un Imam infallibile. Ho detto: lei sostiene di comprendere l’Imamah, ma ne nega l’essenza stessa. Io seguo Ahmad Al-Hassan e Aba Al-Sadiq, che sono venuti con il testamento del Profeta, lo stendardo divino e una conoscenza divinamente insegnata. Non sono affermazioni soggettive: sono prove documentate. Ma lei non ha alcun Imam. Si aggrappa a un patchwork di sentenze contraddittorie di dotti fallibili. Sta andando alla deriva senza guida divina.»

Ho citato narrazioni sui «dotti di perdizione» della fine dei tempi, coloro che:

  • Parlano senza conoscenza.
  • Vendono sentenze per guadagno mondano.
  • Usurpano titoli divini come «Ayatollah» o «Wali al-Faqih».

Alla conclusione mi sono rivolto agli spettatori:

«Seguirete questi cosiddetti dotti, che non hanno alcun Imam, alcuna prova divina, e che tuttavia rivendicano la guida sulla Umma? Oppure seguirete l’uomo che è venuto con lo stendardo, il testamento e la conoscenza divina, esattamente come predetto dagli Ahlulbayt?».

La scelta è vostra: confusione o chiarezza, autorità autoproclamata o verità divina. Io riconosco l’Imam del mio tempo, l’Imam Ahmed Al-Hassan, e seguo il suo successore, Aba AlSadiq, Colui che Sorge dalla famiglia di Muhammad. Coloro che rifiutano questo Imam, per loro stessa ammissione, «muoiono della morte di ignoranza». E l’ignoranza non è un mantello che nessuno dovrebbe indossare con orgoglio.

Potete guardare il dibattito integrale qui: