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Amnesty International lancia un'Azione Urgente per la liberazione dei membri dell'AROPL

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Amnesty International ha lanciato un'Azione Urgente, il più alto livello di risposta di emergenza, chiedendo un'immediata pressione internazionale sulle autorità egiziane affinché rilascino incondizionatamente tutti i membri dell'AROPL detenuti.

Di Hadil El-Khouly

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Il Cairo, Egitto – 24 aprile 2025 — Le autorità egiziane hanno arrestato arbitrariamente almeno 12 membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce tra l'8 e il 14 marzo 2025, nell'ambito di una vasta repressione contro le minoranze religiose che non aderiscono alle credenze approvate dallo Stato. Tra i detenuti figurano Hussein Mohammed Al-Tenawi, Omar Mahmoud Abdel Maguid e Hazem Saied Abdel Moatamed, sottoposti a sparizione forzata prima di essere condotti davanti alla Procura Suprema per la Sicurezza dello Stato (SSSP).

L'accusa ha contestato loro di «aver aderito a un gruppo costituito in violazione della legge e della costituzione» e ha negato loro l'accesso a un legale di loro scelta. I difensori dei diritti umani avvertono che queste detenzioni fanno parte di un più ampio schema di repressione nei confronti dei gruppi religiosi che praticano pacificamente le proprie credenze al di fuori del quadro della religione approvata dallo Stato.

In risposta, Amnesty International ha lanciato un'Azione Urgente, il più alto livello di risposta di emergenza, mobilitando la sua rete globale di oltre 10 milioni di sostenitori. La campagna chiede un'immediata pressione internazionale sulle autorità egiziane affinché rilascino incondizionatamente tutti i membri dell'AROPL detenuti e pongano fine al bersagliamento delle minoranze religiose per il semplice esercizio del loro diritto alla libertà di religione e di credo.

L'Azione Urgente comprende campagne di lettere ai funzionari egiziani, attivismo online e offline, coinvolgimento dei media e un'azione di advocacy ad alto livello volta a chiamare il governo a rispondere di queste gravi violazioni dei diritti umani.

Oggi il capo della Religione Ahmadi della Pace e della Luce, Aba Al-Sadiq Abdullah Hashem, ha diffuso una potente dichiarazione sulla sua pagina Facebook ufficiale, affermando:

«Accogliamo e sosteniamo pienamente questo intervento cruciale. Vogliamo che sia chiaro in modo inequivocabile: non permetteremo che i nostri membri siano ridotti al silenzio, abusati, molestati, intimiditi, discriminati, minacciati, ricattati o maltrattati, né accetteremo violazioni dei loro diritti fondamentali. Percorreremo ogni via possibile e ogni forma di pressione ai massimi livelli per difendere i nostri membri e chiamare a rispondere i governi e le istituzioni oppressivi. La nostra voce non sarà messa a tacere e rivendicheremo il nostro libero diritto, concesso da Dio, di riunirci e di credere in ciò che vogliamo credere.»

La comunità chiede alla società civile, ai giornalisti, ai difensori dei diritti umani e ai governi di tutto il mondo di schierarsi in solidarietà e di alzare la voce per coloro che sono imprigionati a causa delle loro credenze. Con il crescere dell'urgenza della situazione, l'attenzione internazionale è fondamentale per prevenire ulteriori abusi e ottenere il rilascio di tutti i 12 membri detenuti.