Articolo 38 — Le Prove
Le Prove: perché la fede viene messa alla prova prima dell'instaurazione della giustizia?
Lo Scopo del Saggio — Porta Numero Trentotto
Testo letto in italiano
Perché i credenti attraversano delle prove mentre cercano di seguire la guida divina?
Nella trentottesima Porta de Lo Scopo del Saggio, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq (Da lui viene la pace) esamina le prove spirituali che precederebbero l'instaurazione dello Stato Giusto Divino.
Il capitolo si basa in particolare su tradizioni attribuite agli Ahlul-Bayt.
La fede e le prove
Il Corano ricorda che l'affermazione della fede non esclude le prove.
Il libro sviluppa questa idea presentando le prove come momenti in cui le convinzioni diventano visibili attraverso gli atti.
La pazienza, la sincerità e la fiducia sono messe particolarmente alla prova quando le circostanze si fanno difficili.
La purificazione della comunità
Secondo l'opera, le prove che precedono l'Insurrezione avrebbero una funzione di purificazione.
Rivelerebbero le differenze tra l'impegno sincero e le motivazioni fondate sull'interesse personale.
Questa concezione occupa un posto importante nell'interpretazione escatologica del libro.
Le attese e le delusioni
I credenti possono immaginare che la guida divina porti immediatamente facilità e successo.
Ma i racconti profetici presentano spesso periodi di difficoltà.
Il capitolo invita a riflettere sul rischio di confondere la verità di una convinzione con il conforto che essa procura.
Il discernimento nella prova
Non ogni difficoltà è tuttavia necessariamente una prova inviata da Dio.
Una prova non deve servire a giustificare abusi, a impedire le domande o a esigere un'obbedienza cieca.
La sincerità spirituale può esprimersi anche nella ricerca della giustizia e nella protezione delle persone vulnerabili.
Conclusione — Che cosa rivelano le nostre reazioni?
La trentottesima Porta presenta le prove come una dimensione del percorso spirituale.
Le nostre convinzioni restano le stesse quando metterle in pratica diventa difficile?