Madre arrestata in diretta su TikTok e internata in un istituto psichiatrico in Marocco
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Hassana Rachdi, madre marocchina di 35 anni e credente, è stata oggi presa in custodia a Meknes mentre svolgeva pacificamente attività missionaria su TikTok Live.
Di Caroline Hoeren
Aggiornamento – 23 maggio 2025: dopo una lunga detenzione e un lungo interrogatorio, Hassana è stata condannata a un ricovero coatto in un istituto psichiatrico di almeno un mese, unicamente per la sua fede nella Religione Ahmadi della Pace e della Luce.
Questo caso solleva gravi preoccupazioni riguardo a violazioni dei diritti umani fondamentali. L'irruzione forzata nell'abitazione di Hassana, seguita dalla sua detenzione e dal suo internamento basati unicamente sulle sue convinzioni religiose, viola gli standard internazionali sui diritti umani, tra cui il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione (articolo 18 della DUDU) e il diritto alla sicurezza e alla protezione dalla detenzione arbitraria (articolo 9 della DUDU). Tali azioni riflettono un preoccupante disprezzo per la libertà religiosa e la dignità individuale.
Fez, Marocco — 21 maggio 2025: la Religione Ahmadi della Pace e della Luce è profondamente preoccupata per il drammatico arresto di Hassana Rachdi, madre marocchina di 35 anni e credente, che è stata oggi presa in custodia a Meknes mentre svolgeva pacificamente attività missionaria su TikTok Live. Gli spettatori della diretta hanno assistito al momento in cui la sua casa è stata perquisita dalle autorità, interrompendo la sua trasmissione. Rachdi, che è sposata e ha diversi figli, è stata fermata sul posto e rimane in custodia di polizia.
Questo arresto si aggiunge a un modello crescente di persecuzione contro i membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce in Marocco.
Il 24 aprile Fateh Bennais e Afaf Ijaouane sono stati arrestati nel quartiere Assaada di Marrakech dopo la distribuzione pacifica di materiale religioso. Bennais distribuiva volantini da due giorni, esercitando il proprio diritto costituzionale alla libertà di religione e di espressione.
Il 27 febbraio 2025 altri due membri della comunità — Yahya Marfouk (24 anni) e Huzaifa Azuz — sono stati incriminati ai sensi dell'articolo 220 del Codice penale marocchino, che punisce come reato "l'indebolimento della fede dei musulmani mediante istigazione o minacce".