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Monir Mmushi a Pretoria, in Sudafrica

Testo letto in italiano

Leggi l’articolo originale su The Divine Just State

Monir Mmushi, in Sudafrica, guida una campagna mediatica distribuendo opuscoli in tutta la sua regione.

Di James Pollard

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La Religione Ahmadi della Pace e della Luce a Pretoria, in Sudafrica
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Monir Mmushi, originario di un piccolo villaggio della provincia del Nordovest, in Sudafrica, si è trasferito in una township di Bronkhorstspruit e ha superato numerose sfide per sostenere la campagna della verità. Oggi Monir guida una campagna mediatica distribuendo opuscoli in tutta la sua regione.

In precedenza Monir ha lavorato come autista Uber e Bolt per quasi tre anni, entrando in contatto con persone di ogni estrazione sociale. Le sue esperienze gli hanno dato una profonda comprensione delle difficoltà di molti in Sudafrica, un Paese alle prese con povertà, malnutrizione e malattie. Proveniente a sua volta da un contesto svantaggiato, Monir conosce bene le difficoltà e il dolore che portano con sé.

Ha deplorato la rimozione dello studio della Bibbia dalle scuole sudafricane, che a suo avviso ha lasciato un vuoto spirituale:

«Una volta avevamo lo studio della Bibbia e pregavamo spesso. Ora i bambini non sanno nulla di Dio; sono persi in una cultura di magia nera, vita notturna e relazioni prive di significato.»

Nonostante queste sfide, Monir rimane saldo, traendo ispirazione da figure storiche come Alessandro Magno, che credeva che «Nulla è impossibile per chi ci prova». La sua tenacia ne ha fatto un simbolo di resistenza, che rifiuta di accettare l'oppressione.

Da autista esperto, Monir ha potuto coprire grandi distanze e visitare luoghi cruciali di Pretoria, tra cui Hatfield Plaza, un polo per gli studenti. Hatfield Plaza è circondata da residenze studentesche e ospita una delle più grandi università della città e del Paese, il che la rende un'area fondamentale per la sua opera di divulgazione.

L'11 settembre 2021 Monir fece un sogno che avrebbe plasmato il suo percorso spirituale. In esso vide un angelo immerso nella luce, accompagnato da un agnello e da un uomo dai tratti marcati – capelli folti e pettinati all'indietro e occhi simili a quelli di un leone. Nel giugno 2023 incontrò nella vita reale questa stessa figura, che si presentò come Sibusiso, che significa «benedizioni», e gli disse che avrebbe «aperto la porta».

Profondamente colpito, Monir cercò la guida divina e fu presto condotto a una conferenza di Aba Al-Sadiq, che considerò la risposta alle sue preghiere. Da quel momento dedicò innumerevoli ore alla comprensione di queste rivelazioni, determinato a svolgere il proprio ruolo in questo cammino che si dispiega.

Monir crede che Dio comunichi attraverso visioni e sincronicità, e invita le persone a restare aperte ai messaggi divini. Rimanda al libro di Giobbe 33:12-18, che parla di Dio che si rivolge a noi attraverso sogni e visioni, allontanando le persone dal male e guidandole sulla retta via.