L'Egitto sotto esame internazionale dopo l'arresto di massa di membri di una minoranza religiosa
Testo letto in italiano
Leggi l’articolo originale su The Divine Just State
Arresti, accuse di tortura e una campagna globale: l'Egitto affronta una pressione crescente per i credenti di una minoranza incarcerati.
Di Hadil El-Khouly

L'Egitto è nuovamente sotto esame internazionale per il suo operato in materia di libertà di religione dopo l'arresto di 14 membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce (AROPL). Il caso ha attirato l'attenzione mondiale, ha mobilitato l'attivismo di base e ha spinto la Commissione degli Stati Uniti per la Libertà Religiosa Internazionale (USCIRF) a rilasciare dichiarazioni, mettendo l'Egitto sul banco degli imputati nelle discussioni sulla libertà religiosa.
Molto è accaduto nella vicenda di questi membri in Egitto e nella campagna a loro dedicata. Ecco una panoramica di alcuni dei momenti salienti che abbiamo visto nel corso dell'ultimo anno della loro detenzione.
Un caso che ha suscitato l'attenzione internazionale
Gli arresti sono rapidamente diventati emblematici di preoccupazioni più ampie sui diritti delle minoranze religiose in Egitto. Secondo i sostenitori, la portata dell'operazione e le presunte violazioni dei diritti umani hanno provocato quello che è stato descritto come uno zoom internazionale sul paese.
Quattordici membri della fede sono stati detenuti e sottoposti a custodia cautelare senza un regolare procedimento processuale. Le accuse rivolte al governo egiziano comprendono sparizione forzata, negazione dell'accesso a un legale, cure mediche inadeguate, pessime condizioni carcerarie e brutali torture, tra cui l'elettrocuzione e scariche elettriche ai genitali. Si è osservato che le visite dei familiari avvengono sotto una sorveglianza intensa, mentre le autorità religiose e gli «sceicchi» dell'Islam sunnita hanno esercitato pressioni sui detenuti affinché rinnegassero la propria fede.
Nonostante questi abusi segnalati, i detenuti sono rimasti saldi nelle loro convinzioni.
L'intervento dell'USCIRF

La Commissione degli Stati Uniti per la Libertà Religiosa Internazionale ha messo in evidenza il caso nella sua più ampia valutazione delle condizioni della libertà religiosa in Egitto. Il 30 dicembre 2025 Stephen F. Schneck, commissario statunitense, ha dedicato una puntata di un podcast al panorama della libertà religiosa in Egitto, discutendo la situazione delle tre religioni abramitiche: Islam, Cristianesimo ed Ebraismo. Tuttavia, parlando delle minoranze religiose, ha menzionato specificamente la Religione Ahmadi della Pace e della Luce.
Dopo gli arresti, l'USCIRF ha ribadito la propria richiesta all'amministrazione statunitense, ora guidata dal presidente Donald Trump, di inserire l'Egitto nella propria Lista di sorveglianza speciale, una designazione internazionale che segnala gravi preoccupazioni per violazioni della libertà religiosa.
Il caso è entrato anche nelle discussioni politiche a Washington. Una copertura di Newsweek ha riferito di crescenti richieste affinché il governo statunitense riveda gli aiuti americani all'Egitto, con alcuni parlamentari e sostenitori che sostengono che l'assistenza finanziaria dovrebbe essere subordinata a miglioramenti misurabili in materia di libertà religiosa.
Una campagna di base: #FreeAROPLMembers
In risposta agli arresti, i sostenitori hanno lanciato la campagna #FreeAROPLMembers, uno sforzo globale guidato dai credenti della Religione Ahmadi della Pace e della Luce e da difensori dei diritti umani.
Gli attivisti hanno:
- inviato lettere coordinate alle ambasciate egiziane in tutto il mondo
- registrato video di testimonianza rivolti al procuratore pubblico egiziano
- organizzato campagne di scrittura di lettere
- rimesso in scena le azioni per cui i detenuti erano stati arrestati, pubblicando online foto che imitavano le stesse immagini che avevano portato all'arresto dei 14 in Egitto. Il messaggio: la fede non può essere imprigionata.
- scelto di scendere in strada in diversi paesi, affiggendo manifesti affinché i nomi dei detenuti non venissero dimenticati





E non si è fermata qui. La campagna ha guadagnato ulteriore visibilità quando personalità egiziane di spicco l'hanno amplificata online. Il celebre romanziere Alaa Al Aswany ha ripubblicato i video dei sostenitori, e anche l'attore egiziano Amr Waked, noto a livello internazionale per i suoi ruoli hollywoodiani, ha condiviso materiali della campagna. Questa solidarietà pubblica ha contribuito a mantenere viva l'attenzione internazionale sul caso.
I detenuti

Le persone arrestate in questo caso sono:
- Fadi Mohammed Hassan Mohammed Al-Nahhas
- Mahmoud Ibrahim Mahmoud Al-Sharnouby
- Hussein Mohammed Hassan Al-Tinawi
- Ahmed Mohammed Hassan Al-Tinawi (espulso)
- Omar Mahmoud Abdelmaguid Mohamed
- Mahmoud Abdelmagid Abdelmagid Moaz
- Al-Sayed Othman Mohamad Ghali
- Hamdy Abd El-Azeem El-Sayed Abdallah
- Othman Al-Gohary Othman Othman
- Ali Al-Hadari (Ali Salah Ali Salah)
- Ali Ahmad Mahmoud Shahat (Luxor)
- Mohammed Eissa Rashad Abdelraheem (Luxor)
- Hazem Saied Mohamed Abd El-Moatamed (città del 10 Ramadan)
- Mohammed Adel Mohammed Salah Al-Deeb
- Mohammed Ahmed Ali Abdel-Hameed
Al di là dei singoli casi, l'impatto più ampio degli arresti è stato quello di puntare i riflettori sul trattamento che l'Egitto riserva alle minoranze religiose.
Una resa dei conti più ampia
Uno dei risultati più significativi del caso è stato l'esame internazionale che ha generato. Con il bilancio dell'Egitto in materia di diritti umani ora sotto più stretta osservazione, si riaprono le discussioni su responsabilità, tutele delle minoranze e condizioni legate agli aiuti esteri.
I seguaci della fede operano secondo i principi insegnati dalla guida della religione, Abdullah Hashem Aba Al-Sadiq, principi che insistono sulla libertà di religione e sull'espressione di tale libertà per tutte le persone.
Poiché a marzo ricorre un anno intero dal loro arresto, i sostenitori dei detenuti chiariscono in modo inequivocabile una cosa: non intendono fare marcia indietro. Se i detenuti non saranno rilasciati presto, sono già in corso piani di escalation, insieme a iniziative per attirare un'attenzione globale ancora più ampia sulla loro sorte. La fede, insistono, non può essere imprigionata, e la loro campagna non si fermerà finché ogni detenuto non sarà rilasciato.